martedì 26 gennaio 2016

L’Open Day: istruzioni per l’uso – PARTE SECONDA

Durante un Open Day di una scuola materna di solito vengono affrontati argomenti di base quali gli orari di entrata e di uscita, il sonnellino pomeridiano, il “kit asilo” (bavaglia, cambio, lenzuolini), il menu, la routine, l’inserimento, l’eventuale problema dello spannolinamento, e altri aspetti pratici che devono essere valutati anche rispetto alle proprie esigenze.
Ogni scuola di solito fornisce di default la risposta più o meno a tutte queste domande prima che vengano formulate, perché sono le cose che interessano alla maggioranza dei genitori.
Poi ci sono altri aspetti che vi aiutano a farvi un’idea più approfondita: ecco qualche consiglio.

A cosa prestare attenzione:
  • Guardate le classi: si nota la presenza creativa dei bambini? (si vedono disegni appesi alle pareti, lavoretti, ecc?). Vi farete un’idea su cosa fanno i bambini, se seguono un progetto, se la loro creatività è stimolata.

Foto inerenti al progetto dell'anno scorso
  • Fate caso agli arredi (tavoli e sedie, mobiletti, armadietti o appendiabiti): non serve che siano sofisticati, ai bambini non servono. Se sono semplici, a misura di bambino e ben tenuti, vanno benissimo.
  • Verificate se la struttura è dotata di uscite di sicurezza libere e misure antincendio (è obbligatorio per legge, ma vale la pena dare un’occhiata)
  • Non dimenticate la pulizia degli spazi, aule, bagni, mensa (se esiste un locale mensa apposito) e dei giochi.

Cosa chiedere:

Per quelli ansiosi curiosi su com’è la vita a scuola:
  • Cosa fanno i bambini a scuola? Com’è una giornata tipo? Quanto tempo è dedicato alla didattica e quanto è lasciato al gioco libero, all’incirca?
  • Vengono proposte attività extradidattiche o laboratori? Se sì, come? Sono offerti allo stesso modo per i bambini di tutte le età?
  • Come si riesce contemporaneamente a svolgere attività adeguate per le varie fasce d’età?
  • I piccoli possono portare per la nanna ciuccio e animaletto di peluche? Quanto dormono? A che ora?
  • Viene offerto uno spuntino alla mattina, almeno ai bambini del prescuola, che fanno colazione presto?
  • Si dicono le preghiere?

Per quelli attenti alla sicurezza:
  • le insegnanti sono formate e aggiornate sui temi di sicurezza quali le manovre salvavita pediatriche e vengono fatte regolarmente le prove di evacuazione?

Per i più lungimiranti:
  • È previsto un percorso di preparazione alla scuola primaria?
  • Esiste una collaborazione con la scuola primaria di riferimento?
  • Viene posta attenzione alle eventuali difficoltà di apprendimento da parte dei bambini (DSA)?
Ma la vera domanda importante che ci si deve porre è:

Per tutti:
  • A pelle, che sensazione mi dà questa scuola? Che atmosfera respiro?
Perché su queste cose, spesso è più importante farsi guidare dall’istinto.
Aprite il cuore, quindi, e cercate di guardare l’asilo con gli occhi dei vostri bimbi.

mercoledì 20 gennaio 2016

L’Open Day: istruzioni per l’uso – PARTE PRIMA

Premessa numero 1: online ci sono diverse pagine, forum, articoli che presentano/propongono/suggeriscono un elenco di domande da fare agli Open Day. Alcuni ben fatti, piacevoli alla lettura, coerenti e probabilmente adeguati, imparziali e realistici.
Altri con toni drastici tipo “un bambino di 3 anni è troppo piccolo per andare all’asilo, figuriamoci uno di 2!”.
Ecco, se appartenete a questa schiera di pensiero, tanti saluti e amici come prima.

Premessa numero 2: questo post NON è imparziale perché è scritto da gente AMICA dell’asilo, e di UN ASILO in particolare. Ma non insegnanti, non dipendenti, non siamo pagati per tenere un blog né una pagina di Facebook né per scrivere quello che scriviamo. Per inciso, in quanto ONLUS non ci guadagniamo niente, a livello personale, da quello che facciamo, e se lo facciamo è perché pensiamo che ne valga la pena.
QUINDI, il solo fatto che l’asilo abbia degli Amici che si danno da fare per questo asilo, può far pensare che ci sia qualcosa che renda importante farlo, no?

Prima di tutto, ci ispiriamo alle parole di un filmato di presentazione della scuola (qui riadattato per la privacy) in cui si risponde alla domanda che qualcuno si potrebbe porre:
"Lo mando o non lo mando alla Scuola dell’Infanzia?"
Risposta:


Detto questo, il periodo è quello degli Open Day.
Di genitori che rimbalzano da una scuola all’altra per fare la scelta migliore.
Dal 22 gennaio al 22 febbraio 2016 bisogna iscrivere i propri figli all’anno scolastico 2016/2017 (Di già??? ...eh...è così che funziona).

Le scuole non sono tutte uguali, ognuna ha i propri punti di forza, così come sicuramente ognuna ha qualcosa che può essere migliorato.
Tanto per incominciare, diffidate di chi non ammette che si possa fare meglio. Primo perché la presunzione di essere perfetti in tutta probabilità deriva dall’avere qualcosa da nascondere, secondo perché ammettere di avere qualcosa da migliorare è il primo passo verso il miglioramento.

La nostra scuola ha dei grossi punti di forza, ve ne elenchiamo qualcuno, in ordine casuale:

- la POSIZIONE a due passi dagli uffici di Casbeno e da Varese Centro, dove tanti lavorano MA FUORI DAL CENTRO caotico e trafficato. In uno spazio verde dove guardando in su dal cortile si vedono alberi e cielo. 
(Per dire: quello che si vede nel filmato qui sopra è quello che si vede dal centro del cortile, guardando in su. Di solito i palloncini non ci sono però ;-))
Su una strada minuscola a senso unico che parte dal piazzale della Chiesa, con un viavai di auto praticamente pari a zero al di fuori delle ore di entrata e uscita.
Una volta zittito così l’inquinamento acustico dalla strada, il rumore più molesto è quello delle campane del campanile della Chiesa, che per qualche bambino è così di casa da essere considerato “il campanile dell’asilo” :-)

- la MENSA INTERNA e una cuoca e aiutocuoca eccezionali. Non è da tutti gli asili avere una mensa interna, intesa proprio come cucina interna dove vengono cucinati i pasti, che non vengono quindi portati da fuori. Il nostro asilo è come una grande casa, con la sua cucina,i frigoriferi, una dispensa ordinatissima, fornelli regolarmente lucidi, ma anche un locale lavanderia con la sua lavatrice, il suo stendibiancheria, i suoi prodotti per la pulizia ordinatamente disposti sugli scaffali. E non piatti e bicchieri di carta ma piatti di ceramica, posate di acciaio, bicchieri di plastica colorati, un colore per ogni sezione. Di usa e getta solo, e giustamente, i tovagliolini di carta. I pasti sono quelli programmati dalla ASL, quindi dovrebbero essere uguali per tutti gli asili, ma la bravura delle nostre cuoche rende la cucina dell’asilo quella più ambita dai bambini. E poi loro conoscono i gusti dei bambini, uno per uno. E se un bambino proprio proprio la mozzarella non riesce a mandarla giù, avrà qualcos’altro in sostituzione. E attenzione, per come viene fatto, questo non è viziare, è rispettare i gusti dei bambini dopo aver cercato di far assaggiare un po’ di tutto, e continuando comunque di tanto in tanto nei tentativi.

- l’ACCOGLIENZA nel rispetto delle esigenze e dei tempi bambino, prima che delle necessità dei genitori. A qualcuno potrà risultare scomodo, ma il bene dei bambini dovrebbe essere la priorità. Per le insegnanti, di sicuro lo è.

- legato al precedente, ma non così scontato, è il fatto che l’inserimento avviene nel rispetto DI TUTTI I BAMBINI: può capitare che un bambino venga inserito più tardi rispetto agli altri, per qualunque motivo (trasferimento da un’altra città ad anno già iniziato, vacanze prolungate, ecc). Nel rispetto dei bambini già inseriti, non è consentita la presenza del genitore il primo giorno di inserimento del nuovo arrivato, come invece avviene durante gli inserimenti “regolari”. Non capiterà che un bambino già inserito a settembre, che magari ha faticato a staccarsi dai genitori, dopo due mesi si trovi in classe un bambino nuovo accompagnato dalla mamma. Più in generale, TUTTO viene fatto avendo come primo punto fermo il RISPETTO assoluto dei BAMBINI, dei loro tempi e delle loro esigenze.

- PULIZIA: durante gli Open Day qualunque asilo sarò giocoforza pulito. Se non lo fosse, si partirebbe davvero male. Ebbene, avendo noi - come Associazione - accesso, in più momenti durante l’anno, a locali esclusi normalmente al pubblico passaggio (dei bambini e dei genitori), possiamo dire che nel nostro asilo non c’è polvere nemmeno nello sgabuzzino, quello dove vengono sistemati materiali e strumenti di uso sporadico. Figuratevi nelle aule, o nei bagni, o in cucina. Non una sala operatoria, ci mancherebbe, ma un ambiente piacevolissimamente pulito e ordinato.
Casa nostra non è pulita e ordinata ogni santo giorno dell’anno così tanto come lo è invece l’asilo.

- ATTENZIONE AL SINGOLO BAMBINO: questo lo scoprirete più avanti, ma intanto lo diciamo perché è una cosa davvero bella. Il primo giorno di asilo, le maestre accoglieranno i piccoli che vedono per la prima volta salutandoli PER NOME. Devono essere magiche :-)
E dopo pochi giorni le insegnanti avranno imparato i nomi dei bambini anche di altre classi. E se li ricorderanno a distanza di anni. Un ventenne che passerà a fare un saluto all’asilo sarà accolto sempre con “il mio piccolo *NOME* e occhi con cuoricini”.
E’ così, l’abbiamo visto coi nostri occhi.

- E poi bè, le INSEGNANTI. Maestre che sono le mamme dell’asilo dei nostri bambini. Che educano, sostengono, aiutano, sgridano, consolano, coccolano, ascoltano i nostri figli come se fossero i loro. Che gioiscono con loro, applaudono i loro progressi, insegnano a rispettare, a provare, a pensare, ad impegnarsi. 
Che insegnano ad ESSERE, oltre che a FARE. 
Che credono in ognuno di loro.

Un asilo può vantare una struttura moderna, attrezzature di ultima generazione, una sfilza di attività extradidattiche, l’orto biologico, l’insegnamento bilingue. Ma quello che fa davvero la differenza è il corpo docenti e tutte le persone che rendono l’ambiente dell’asilo un posto caldo, rassicurante e famigliare.

Ricevere un sorriso ogni mattina, sempre, fa la differenza.

Non vi riveliamo altro per il momento, anche se qualcosa lo potete scoprire anche solo curiosando tra i post precedenti su questo blog.

Infine, essendo questo post una PARTE PRIMA, va da sé che avrà anche una PARTE SECONDA dove vi daremo dei suggerimenti su quali potrebbero essere le cose importanti da tenere d’occhio o su cui eventualmente chiedere chiarimenti durante l’Open Day, in qualunque scuola voi capitiate.

Stay tuned!! :-)




giovedì 14 gennaio 2016

e poi succede che...

E poi succede che un giorno, quando oramai sembra che Natale sia passato da mesi, (e invece no), arriva a casa un libretto su San Francesco.


E succede che, mettendo in fila in bell'ordine le pagine del libretto, appare l'immagine di una grotta. Quella del presepe di Greccio.


E succede che la vocina che sta illustrando il libretto intona con fare saputello, ma dolce: 

"Su per la verde collina di Greccio
dove la grotta era pronta di già 
tutti aspettavano la mezzanotte
di quel Natale di tanti anni fa.
Una fanciulla faceva Maria
mentre un ragazzo Giuseppe imitò..."

E succede che torna in mente la tenerezza delle mezze frasi canticchiate dai nostri figli nei giorni precedenti alla festa, insieme ai proclami di segretezza su ciò che sarebbe accaduto, tipo: "io faccio l'angelo, ma non te lo posso dire!" :-)
E poi torna la dolce atmosfera di quella Notte Santa rievocata in un pomeriggio alla recita di Natale. Una rappresentazione nella rappresentazione.


L'occasione ci rimanda allora con il pensiero a quando San Francesco ha trovato un modo per donare un po' del vero spirito del Natale alla gente, occupata più a sistemare casa e cucinare pane e dolci e a fare il vino, che a pensare a Gesù.



A quando allegri bambini e bambine che facevano "la gente" percorrevano il palco, baldanzosi e indaffaratissimi.
A quando l'amico Giovanni ha prestato a Francesco un bue davvero mansueto e un asinello che scuoteva divertito (divertita) le sue lunghe orecchie.
A quando Francesco ha invitato la gente di Greccio ad ammirare un tesoro, alla grotta.



E noi spettatori, entusiasti e un pò commossi, lo abbiamo ammirato con loro.
Un presepe vero e vivente, con una piccola fanciulla che faceva Maria, con Giuseppe, Gesù bambino, i pastori, gli angeli dalle ali di stoffa. E poi i fraticelli.

E sotto le stelle fu presto Natale.”


E in tutto questo, c’erano quei dettagli che rendono i ricordi intensamente personali:
ad esempio, le scarpine che sbucavano da sotto al sipario chiuso, intanto che Francesca parlava.
Oppure i visi concentrati dei bambini quando, levato il sipario, hanno setacciato gli spettatori fino ad individuare i propri genitori, per aprirsi solo in quel momento in un enorme sorriso. 
O ancora quel momento topico in cui "tutte le voci si acquietarono" (più o meno così recitava la voce narrante della maestra Raffi) e proprio in quel momento un piccolo lanciava un ululato.
O anche, quella pastorella che invitava con un'occhiata l'altra pastorella distratta, sua dirimpettaia, ad accarezzare la pecorella che teneva in braccio.

Ognuno si coccolerà nella mente il proprio figlio o la propria figlia, vestiti di bianco e blu o travestiti meravigliosamente per la rappresentazione.

Qualcuno salutava, e si distraeva (anche i grandi eh. Menomale che c'è il DVD per recuperare i pezzi!)

Tutti ancora si chiederanno come ha fatto San Francesco, al secolo Edoardo, orsetto, ad imparare le battute. Chi è stato più bravo, lui o la maestra Franci?

Chi sono stati più bravi? I bambini o le insegnanti, con la loro pazienza e la loro capacità di trasmettere entusiasmo e passione e attenzione e capacità di concentrazione alle nostre piccole pesti? Oppure i bambini, con il loro animo predisposto alle cose belle, la loro ingenuità e purezza, che li rendeva orgogliosi del loro ruolo, sia che fosse il bue o la signora che fa le pulizie :-)

Bravi tutti, ma alle maestre va un grazie speciale, e l’augurio che la dolcezza che ci hanno trasmesso alla festa di Natale grazie ai nostri bimbi, riempia i loro cuori ogni giorno.


Foto originale dal santuario di Greccio, gentilmente inviata dalla mamma di Daniele, ex tigrotto

Panorama dal Santuario di Greccio, con mare di nuvole


martedì 5 gennaio 2016

Dall'album dei ricordi dei presepi passati...

Le vacanze ormai sono quasi finite e tra poco sarà ora di disfare il bellissimo presepe che fa bella mostra di sé all'ingresso della scuola.
Lo salutiamo mettendolo nell'album dei ricordi dei presepi passati: di seguito alcune foto dei presepi degli ultimi anni.

2012 (progetto "SULL'ARCA CON NOE' ")






2013 (progetto "PIERA LA MONGOLFIERA E I BAMBINI DI TUTTI I COLORI")




2014 (progetto "PINOCCHIO... UN BAMBINO COME ME")





2015 (progetto "ALLA SCOPERTA DEGLI ELEMENTI DELLA VITA ATTRAVERSO: ACQUA, ARIA, TERRA, FUOCO” e figura di San Francesco)



(da notare l'aggiunta del Don a fianco di San Francesco)

Non sono uno più bello dell’altro?
Guardarli non vi scalda il cuore?

Quando il presepe verrà disfatto, ogni statuina verrà consegnata al suo legittimo proprietario e autore. 

Ognuno si porterà a casa un pezzettino di ogni presepe, sottoforma di un personaggio (il proprio). 
E’ bello anche avere la possibilità di far rivivere i personaggi, negli anni, nel presepe di casa. Tipo che qualcuno nel presepe di casa si è trovato un coccodrillo, accanto alle pecorelle...cosa c'è di più originale? ;-)

lunedì 28 dicembre 2015

Le maestre nel presepe (indovina chi?)

E' molto bello, dicevamo qui, che tutti i nostri bambini siano nel presepe all’asilo. Ognuno ha realizzato la propria “statuina” a propria immagine e somiglianza, e in questo modo tutti i bambini passano le festività tutti insieme, nel presepe, a rendere omaggio a Gesù Bambino.
Che meraviglia.
E’ anche molto bello che nel presepe ci siano anche le maestre
e tutto il personale che ogni giorno con amore si prende cura dei nostri bambini, insieme ai loro/nostri bambini, appunto.
Tutto ciò rende questo presepe immensamente prezioso.

Ma voi...le avete riconosciute tutte?

Nooo? Ora ve le presentiamo, in ordine di somiglianza (secondo noi).

Eccole qua:


MISS STATUINA NUMERO 1 (il personaggio secondo noi più somigliante, e divertente):
capelli corti e rossi, occhiali viola, occhi verdi: un bell’applauso per...
... la maestra SIMONA!!

MISS STATUINA NUMERO 2: 
capelli lunghi, castani e ricci, c’è solo lei: signore e signori...
...FRANCESCA Coo...rdinatrice!!

MISS STATUINA NUMERO 3: non è tanto somigliante in sé ma 
il vestito da cuoca è più che un indizio: ecco a voi la bravissima...
...LORENA!

Ecco le altre:

- una statuina piccolina nel gruppo di statuine grandi: la dolce maestra...

...CRISTINA!

- Si riconosce dagli occhiali e dai capelli corti e chiari: l'indispensabile...

...MARIANGELA!

- Un'altra piccolina con occhiali e lunghi capelli castani: la giovane maestra...
...MARTA!

- Occhi verdi, un bel taglio corto chiaro-scuro: maestra...
 ...RAFFI, naturalmente!

- Capelli lunghi e riga in mezzo, è chiaro che è la maestra...
...FRANCI!

- Questi capelli corti e scuri non possono essere che quelli della bravissima...
 ...ADELE!

- Ancora capelli corti ma più chiari questa volta, per la nostra preziosa...
...BARBARA!

- A descriverla la si confonderebbe con la maestra Franci, ma in realtà sono molto diverse, ecco perché questa statuina non è che assomigli tanto alla maestra...
...SARA!

- Da ultimo, una che non assomiglia per niente: maestra...
...STEFI!
..che quando le è stato detto: 
- “ma come, tu hai gli occhi verdi!!
ha risposto: 
- “Ah, ma allora è vero??” 
- ...
:-) :-)


E secondo voi?
Chi è la vincitrice del premio MISS STATUINA PIU’ SOMIGLIANTE?

venerdì 18 dicembre 2015

Natale tra sacro e... magico

In tutta questa atmosfera natalizia, la cosa bella è che lo spazio per la dimensione sacra del Natale (per chi vuole) c'è sempre.

Finora qui abbiamo sempre parlato della magia del Natale nella sua dimensione "inautentica": quella di Babbo Natale e dei regali. Abbiamo addirittura allestito una Piccola Fabbrica di Babbo Natale (dove però, se avete notato, non mancava un presepe).
Ora spendiamo un post per parlare del Natale nella sua dimensione autentica, che non per questo, agli occhi dei bambini, è meno magica.

Anche Gesù Bambino ha la sua magia.
Va bene, non vola su una slitta trainata dalle renne e non deposita regali nelle case dei bambini di tutto il mondo in una sola notte.
Ma, agli occhi di un bambino, non c'è forse magia nella cometa che annuncia ai pastori la nascita di Gesù Bambino, e guida il loro cammino?
Non c'è forse magia nella raffigurazione della natività, con la grotta, il bue e l'asinello, Maria e Giuseppe e il Bambino in una mangiatoia, sotto a un cielo stellato?
E non c'è magia nell'aspettare la notte di Natale per mettere la statuina di Gesù Bambino nel presepe?
Non è forse magico anche solo il suono del nome Betlemme?
E' magico il presepe, è magico realizzarlo, guardarlo, sentire il rumore dell'acqua nel pozzo, andare a scoprire il presepe nella chiesa o quelli sparsi nelle città.

E' magico entrare dalla porta di ingresso dell'asilo, al mattino, e soffermarsi ad ammirare il nostro, di presepe.
Scorrere lo sguardo dal messaggio d'auguri, alle montagne, alla grotta fino a tutti i personaggi, uno per ogni bimbo. 





Ascoltare i bambini reclamare attenzione per il proprio: guarda!! Eccola la! la mia bambina è quella con le trecce e il vestito viola. Il mio ha i capelli biondi e un bottone rosso. E' proprio lì, vicino alla stradina del borgo.
Soffermarsi proprio sul piccolo borgo, che nella sua semplicità è bellissimo.
Ma guardiamo bene, c'è un fraticello, e un cartello segnala che quello è Greccio. Il paese dove sorge il santuario di san Francesco.




Il Santuario di Greccio è noto in tutto il mondo per essere stato scelto da San Francesco in occasione della prima rievocazione della Natività di Betlemme della storia del Cristianesimo, avvenuta nella notte di Natale del 1223.

Il nostro presepe ospita un ricordo così importante, e i bambini lo hanno rievocato ieri durante la recita di Natale.

Ma di questo, parleremo nel prossimo post. 

mercoledì 16 dicembre 2015

L’attesa. (Del Natale e della recita)

Anche voi vi ricordate quanto era emozionante l’attesa del Natale, quando eravamo piccoli?
Anche a voi qualche volta prende la sgradevole sensazione che quando eravamo piccoli noi, l’attesa del Natale era più bella di quanto ci sembra che sia adesso per i nostri figli?

Ma no dai!! E’ solo un’impressione! Se ci pensate bene, non è cambiato nulla. Infatti:

1) loro scrivono la letterina, come noi. (E va bè se noi chiedevamo giralamoda e il dolceforno e i transformers e le micromachines e loro invece il tablet di carotina super bip
).


2) Loro ascoltano le canzoni di Natale, come noi. (E va bè se noi avevamo lo Zecchino d’Oro che dava inizio al periodo di Natale e lo zampognaro che intonava “tu scendi dalle stelle” per le vie del centro e loro hanno l’ipod sempre pieno di canzoni – anche quelle di Natale, che volendo se le ascoltano ad agosto). 


3) Loro saltano giù dal letto più volentieri, ogni mattina, per via del calendario dell’avvento, proprio come facevamo noi. (E va bè se noi avevamo un calendario A4 ultrapiatto e ultraleggero con quelle bellissime finestrelle semifustellate difficili da aprire e da cui sbucavano attesissime figure natalizie, e loro invece hanno 24 sacchettini con sorpresa, o calendari spessi 8 cm e ripieni di mezzo kg di cioccolatini).



4) Loro guardano fuori dalla finestra e annusano l’aria e attendono la neve, come facevamo noi. (E va bè se poi noi avevamo mezzo metro di neve immacolata e loro hanno al massimo mezzo centimetro annerito *) 

5) Loro guardano film di Natale sotto la copertina, con le luci dell’albero accese, come facevamo noi. (E va bè se noi avevamo l’appuntamento  alle quattro del pomeriggio su Bim Bum Bam con Alla Scoperta di Babbo Natale per tutto il mese di dicembre e loro invece hanno la scelta tra millemila cartoni - fuori tema - a tutte le ore e su millemila canali).

Insomma, le tradizioni, sono sempre quelle: le nostre che abbiamo tramandato a loro.
O di nuove che abbiamo creato e che sono diventate subito una parte irrinunciabile dell’atmosfera natalizia.
L’attesa è bella per i nostri figli almeno tanto quanto lo era per noi, da bambini.

Noi abbiamo il difetto di fare il confronto. Loro invece conoscono questo attesa, nessun’altra. Non ricordano altri Natali oltre ai loro. Per loro è magico, probabilmente come lo è stato per noi. Dobbiamo imparare a godercela di più, anche se i tempi sono cambiati, che poi in realtà, neanche poi tanto.
I nostri bambini vogliono ancora cucinare i biscotti di Natale con mamma, o fare un gioco tutti insieme seduti sul tappeto.
Andare a vedere le decorazioni natalizie e i presepi, leggere i libri di Natale.

E, cosa oggi particolarmente attuale, i nostri bambini canteranno o reciteranno alla festa di Natale dell’asilo, proprio come abbiamo fatto noi anni fa.
Rivediamo noi in loro, che hanno affrontato con allegria i giorni delle prove, e che attendono con gioia/impazienza/timore/vergogna/entusiasmo/terrore il domani di festa.
E noi attendiamo, emozionati, di vederli sul palco.
Stasera raccomanderemo loro di non mettersi le dita nel naso, domani, si sa mai che vengano fotografati proprio in quel momento.
Prepareremo i vestiti: pantaloni o gonnellina blu e maglia o camicia bianca.
Cercheremo di mandarli a letto presto: domani devono essere belli riposati.
Eh sì, all’occorrenza dovremo prevenire inconvenienti con dosi rinforzate di fermenti lattici, pacchetti di fazzoletti formato doppio, sciroppo magico che fa passare qualunque malanno. Nessuno vuole perdersi la festa.


Domani, salone dell’oratorio, ore 15:00.
Dalla festa di Natale 2014

* no, ma siamo obiettivi. E’ accaduto solo una volta di avere mezzo metro di neve e comunque le vacanze di Natale erano già finite. E dopo un po’ la neve si è annerita anche se era l’85.