martedì 11 giugno 2019

Hello Hocus, hello Lotus

La mattina di sabato 1° giugno, i bambini grandi si sono cimentati nella lezione aperta del progetto di inglese a loro dedicato.
Ma che non si trattasse propriamente di una lezione aperta lo si è capito nel momento in cui si sono disposti in un grande cerchio nel bel mezzo del salone.
Giulia, la magic teacher che ha accompagnato i nostri bambini durante l’anno alla scoperta di due simpatici dinocroc e dei loro amici, ha chiesto a ciascun bambino di portare nel cerchio un’altra persona, un familiare.


Il cerchio si è ingrandito per ospitare una mamma, un papà, un nonno, un fratello o una sorella.

Una versione più piccola del cerchio magico (niente di mistico o esoterico, solo bimbi speciali che fanno cose speciali!) si forma una volta a settimana in quella parte di una stanza del piano terra dell’Asilo dove si narrano le avventure dei due draghetti (l’altro lato della stanza ospita la biblioteca con tutti i libri a disposizione dei bambini).
Prima Giulia legge il racconto del giorno (partecipano anche le maestre!), poi i bambini si mettono alla prova "leggendo" un pezzetto dello stesso racconto (i bambini hanno talmente tanta confidenza con il libro che sembra stiano leggendo davvero!), infine si ascolta la canzoncina e si vede l’episodio tutti insieme.

Non ci sono dubbi dell’importanza della lingua inglese per la futura professione e nella vita in generale ma il punto è che all’Asilo Divina Provvidenza la lingua straniera si impara in un modo innovativo: no a esercizi, lunghi elenchi di vocaboli da imparare a memoria e le prime regole grammaticali, sì a canzoncine, racconti, giochi da fare insieme.
In questo modo l’inglese (e soprattutto la sua pronuncia) entrano a far parte pian piano del bagaglio di conoscenze personali del bambino, un po’ come quando ha appreso la lingua italiana con l’esempio, l’ascolto e la pratica.
Poche istruzioni per i genitori: l’invito ad utilizzare il materiale didattico anche a casa e il divieto di tradurre quello che ascolta il bambino, anche se è lui a chiederlo. Imparerà da solo a contestualizzare vocaboli e frasi e a ricavarne il significato.

Ma torniamo al cerchio magico più grande, quello del salone di quel sabato mattina.
Il bello è arrivato quando Giulia ha indossato (e così hanno fatto tutti i bimbi) la maglietta magica che, una volta su, non permette più di esprimersi se non in lingua inglese.
Avete capito bene, nemmeno una parola in italiano! In English, please!
Il terrore sul volto dei genitori, un sorriso stampato su quello dei più piccoli.
Let’s hold hands, close your eyes, one, two, three…now we are going to tell a story. Si comincia.

La scelta cade sull’ultimo racconto dell’anno: rat’s treasure.
Giulia racconta un pezzo alla volta le peripezie di Lotus che rincorrendo una palla rimbalzante si imbatte nella tana di un topo e scopre la sua camera del tesoro colma di oggetti di ogni tipo.
Riuscirà a scambiare la palla con il suo stereo portatile e, una volta a casa, ad improvvisare una festa danzante con Hocus.
Ogni bambino a turno ripete le frasi dell’insegnante e ne imita i gesti, chi un po’ esitante, chi con disinvoltura, chi con sicurezza, ma nessuno si tira indietro.

Alla fine arriva il momento della consegna dei diplomi: Giulia chiama ogni bimbo e ad ognuno consegna l’attestato del corso di inglese, prova tangibile di tutto l’impegno nel seguire le avventure dei due dinocroc durante l’anno.

Bye bye Hocus, bye bye Lotus!
See you soon!





Si ringrazia per questo post: Daniele, che essendo papà di un bambino grande (Giorgio, delfino), sta vivendo in prima persona tutti gli eventi dedicati ai grandi 😊, e Giorgio, appunto, che ha suggerito al suo papà le parole giuste da scrivere 😊😊

giovedì 6 giugno 2019

I PIRATI e la CACCIA al TESORO

Il sabato in cui all’asilo sono arrivati i pirati, si diceva che i pirati avrebbero portato anche tempesta.

(Cliccate qui per far partire il sottofondo musicale piratesco che accompagnerà la lettura di questo post:





In realtà, di fronte ad una mattina sorprendentemente soleggiata, le previsioni funeste del pomeriggio sembravano uno scherzo: così, lo scivolo a ponte è stato in procinto di diventare un vero vascello.


Ma i pirati, si sa, sanno leggere il cielo e le nuvole meglio di chiunque altro, e, come previsto, insieme a loro la tempesta è arrivata davvero, puntuale come un colpo di cannone.
Così, non è rimasto che trasferire la festa in salone: tutti sotto coperta, nel covo dei pirati!

C’è da dire che i pirati erano abbastanza attrezzati, con sciabole, cannoni, le loro immancabili bandiere con il teschio, e un sacco di mascherine e oggetti per trasformare i bambini: dai tatuaggi che non possono mancare sulle braccia di un pirata che si rispetti, alla benda sull’occhio, all’uncino del famoso Capitano, alle bandane rosse e nere.




C’era un pirata poi, con le braccia tutte tatuate, e che per confondersi indossava la maglietta dell’asilo, che ha riempito il salone di musiche e ballate piratesche, come quella che state ascoltando se avete attivato l’audio.

E c’era una piratessa che ha raccontato la storia del pirata Capitan Pasticcio a una platea di piccoli pirati attenti e concentrati, e stupefatti delle connessioni con le loro più recenti conoscenze (Spiralino: toh, i casi della vita!)



La storia diceva così:

"Capitan Pasticcio è un pirata che vive nella sua fortezza in un'isola al centro dell'oceano, circondato da una banda di pirati che difendono il loro capitano e tutti i tesori che hanno accumulato dopo anni di abbordaggi e avventure.
Un giorno Capitan Pasticcio decise di imbarcarsi sulla sua nave, la Divina Provvidenza, e fare un lungo viaggio nella città di Varese approdando alla Schiranna per fare visita a suo fratello gemello Spiralino, un artista che abitava all'Asilo.
I due fratelli non si vedevano da molto tempo, passarono insieme una settimana e si divertirono da matti: Capitan Pasticcio insegnò a Spiralino i colpi segreti dei duelli con la spada e Spiralino insegnò a suo fratello come si dipingono magnifiche bandiere pirata.

Capitan Pasticcio era talmente felice di aver incontrato suo fratello che decise di ringraziarlo: una notte, mentre Spiralino dormiva, nascose un forziere con dentro quello che Spiralino amava di più, proprio qui nel cortile dell'Asilo!
Prima di partire per tornare sulla sua isola lasciò degli indizi e delle prove da superare in modo che chiunque si fosse dimostrato abbastanza abile avrebbe trovato il suo tesoro.
Spiralino non c'è mai riuscito: volete provare voi bambini a seguire la mappa e a trovare il tesoro di Capitan Pasticcio?"

Fu così che i bambini, arruolati in tre ciurme, dovettero darsi da fare per superare delle prove: riempire le botti di munizioni passando sulla passerella protesa fuori bordo, buttandosi in mare e cercando di non farsi mangiare dei papà-pescecani, dimostrare il loro orgoglio piratesco urlando a squarciagola cose tipo “corpo di mille balene!!”, oppure “all’arrembaggio!” per spaventare un gruppo di malcapitati prigionieri, e infine dare le risposte giuste alle domande più bizzarre che Capitan Pasticcio si è divertito a formulare.




Una volta superate le prove, non restava che capire dove fossero le tre chiavi per aprire i forzieri del tesoro, uno per ogni ciurma.

E, una volta trovate le chiavi e aperti i forzieri, in un battibaleno i piccoli pirati si sono spartiti il tesoro e se lo sono… mangiato! 😋
Ecco: i bambini si sono dimostrati abbastanza abili da superare le prove e trovare il tesoro, proprio come Capitan Pasticcio si era augurato che accadesse.
Capitan Pasticcio deve aver trasmesso loro anche un’altra abilità, quella dei duelli: la battaglia finale a colpi di spada è stata una performance degna dei migliori pirati dei Caraibi e non solo 😉



E a ballare e scatenarsi alla pirates-dance, da chi avranno preso? 😉

Insomma, tutte queste capacità andavano incise su pergamena: il diploma da pirata è stato il riconoscimento che i bambini si sono portati a casa dopo questa avventura (oltre al tatuaggio, le monete d’oro, e le spade-palloncino, ovviamente 😊 )



Da un’idea di Daniele, papà di Giorgio, delfino, molti genitori-pirati si sono adoperati per creare ed organizzare questo evento, dai giochi, al materiale, alle scenografie. Grazie in particolare alla piratessa Francesca, mamma di Chiara, orsetta, per aver letto e interpretato la storia iniziale.

E, anche se oramai il trailer non serve più, lo includiamo qui nel caso aveste voglia di rivederlo 😉


lunedì 3 giugno 2019

31 maggio 2019 - Il Momento Giusto

È il momento giusto.
I bambini sono al centro dell’inquadratura.
È il momento giusto per lo scatto e…niente.
Il momento è passato e io ho perso l’attimo.

Mi sono distratto quando loro sono entrati, stanno marciando in cerchio sulle note della
canzone dei remigini, hanno riempito il salone, si dispongono in file uguali, tigrotti, orsetti, tartarughe e delfini.
Fa un po’ strano vederli lì, dritti, in file regolari, seri e composti davanti ai genitori, quando pochi istanti prima non riuscivi ad immaginarteli se non in cortile, chiassosi e lanciati in corse sfrenate.

Qualche risatina qua e là, qualche mamma si abbandona già alle lacrime, la cerimonia è
iniziata ma la mente vola lontano, si accavallano i ricordi e ognuno di essi si trascina dietro un’emozione indelebile.

Una voce sta leggendo qualcosa al microfono ma è distante, io ho davanti le stanze della
sezione primavera all’inizio di questo viaggio, mi si stringe lo stomaco a lasciare quella
manina così piccola, mille dubbi mi attanagliano: avrò scelto bene? È il posto giusto?
Starà male senza di me?
E poi la corsa per dare un’occhiata furtiva al diario delle apine: cosa avrà fatto oggi il mio
bimbo?
E la pioggia di domande alla maestra: ha mangiato? Ha fatto il bravo? Ha giocato con
qualcuno?

Poi l’inserimento, calarsi pian piano in un ambiente sconosciuto, le prime amicizie, dirette e genuine come solo a questa età possono avvenire, i primi lavoretti e i primi pasticci, le prime marachelle, le prime simpatie e antipatie, i primi litigi.

Vengo riportato in salone da un nuovo canto dei bambini.

Dopo le parole di Mons. Luigi Panighetti e la preghiera insieme ecco il momento più
importante della cerimonia: la consegna dei diplomini. Quando vengono chiamati per
nome i bambini si presentano a ritirare il loro diploma e il loro cappello e tutti hanno
stampato sul volto un sorriso fiero e orgoglioso.

Per un attimo penso che non sia giusto! Crescere non va bene, penso che il cambiamento
non porti nulla di buono e formulo un desiderio: che il mio bambino e la mia bambina
restino per sempre così, come congelati in un tempo fatto di giochi, colori, sapori,
filastrocche e sguardi sinceri.
L’attimo seguente mi rendo conto di quanto egoista sia stato il mio desiderio e un po’ me
ne vergogno: la vita è vera solo se si compie un cammino.

Con la fine della consegna cala anche un po’ la tensione, tutti si riversano fuori nel sole del cortile, adesso il pomeriggio è un po’ meno cerimonia e un po’ più festa.

Le maestre insieme recitano una poesia bellissima che riesce a commuovermi, parla di
una valigia e di tutto quello che dovrebbe contenere per il futuro dei nostri piccoli:
coraggio, fantasia, lealtà, tenerezza, rispetto, sincerità.



Rispunta in me la metafora del viaggio e ancora una punta di malinconia che però subito
viene sommersa dall’onda scomposta dei bimbi che corrono a rintracciare l’impronta della
propria manina sulla parete dei ricordi.


È il momento giusto.
Il dito è pronto, in tensione sul pulsante, loro sono in primo piano, perfettamente a fuoco.
È il momento giusto, ma decido di lasciar perdere.
Spengo la macchina fotografica, qualcun altro penserà a scattare.
Questa volta niente distrazioni: mi guardo intorno attento, li voglio conservare per sempre così nei miei ricordi, capelli sudati, magliette sporche di terra, contesi tra lo scivolo e l’altalena, le urla di gioia che riempiono l’aria e colmano i cuori.


Si ringrazia per questo post: Daniele, papà di Giorgio, delfino diplomato 😊

venerdì 10 maggio 2019

Una NOTTE all'asilo...

Serve un piccolo sforzo con la fantasia per immaginare di trovarsi a metà tra il set di "Toy Story 3" e quello di "Una Notte al Museo", ma questo non è un film: questo è l'asilo in una notte qualsiasi…

La serranda dell'ingresso era scesa già da tempo, era notte fonda ma qualcuno fece capolino dalla classe delle tartarughe e si sporse timidamente dal guscio: "Sally ti sei già svegliato?"

Tina la tartaruga non ottenne nessuna risposta nell'oscurità, del delfino non c'era traccia ma all'improvviso sentì una musica venire da lontano. Con calma (con molta calma) raggiunse l'altra estremità del corridoio. Nella classe dei tigrotti era in corso una festa: i tavoli erano stati spostati e nel centro della classe tutte le Barbie erano lanciate in un ballo scatenato, sopra le loro teste volavano mattoncini Lego, era in corso una battaglia tra il galeone dei pirati e i Gormiti.
Sulla scrivania di Raffaella, Tigro il tigrotto ballonzolava sulla sua coda con un sorriso soddisfatto.

"Ecco dov'erano finiti tutti stanotte!" Tina si rivolse a Winnie l'orsetto, appoggiato alla porta.


Winnie lanciò a Tina un'espressione soddisfatta, poi fissò le apine della Sezione Primavera che ronzavano attorno al suo vasetto di miele. "Lasciamoli perdere, guarda cos'ho io!" disse sfoderando dal vaso una chiave scintillante!
"Ehi! Ma quella è la chiave della cucina!"
L'orsetto sghignazzò: "Eh eh, l'ho rubata a Barbara e Adele"
Tina: "Non vorrai mica..."
Winnie: "Proprio così! Hai visto il menu all'ingresso? Oggi a pranzo c'erano risotto al basilico e scaloppine di tacchino, sarà certamente avanzato qualcosa e io so dove Lorena conserva gli avanzi!"
Tina: "Io però ho sentito dire ai bambini che a fine pranzo pesano gli avanzi di cibo!"
Winnie: "Seeeeee e io sono un grizzly! E che ne farebbero una volta pesati??? Ma dai!!! Adesso mi verrai anche a raccontare che frullano i ceci per farli mangiare ai bambini!"

In fondo alle scale vennero interrotti da un rumore improvviso che veniva dal salone.
Più precisamente la porta del magazzino era socchiusa e filtrava una luce dall'interno.
Tina si nascose nel guscio e Winnie tremava dalla paura, ma si fecero coraggio e avvicinandosi alla porta la spinsero lentamente.
La lunga sala era piena di oggetti di ogni tipo, in fondo riuscirono a scorgere un gruppetto di personaggi.
Tina urlò: "Sally, ecco dov'eri finito!"
Sally il delfino agitò le pinne cercando di calmare i suoi compagni: "Tranquilli ragazzi! Va tutto bene! Sono certo che vi ricorderete di questi nostri amici".
Si fece avanti alla luce Piera la mongolfiera, la seguiva Enrica la casa che ricicla, subito dietro il Signor Creato sorretto da San Francesco, poi l'albero Dino con l'uccellino Serafino e in fondo l'artista Spiralino con la sua espressione enigmatica.
Winnie e Tina erano rimasti a bocca aperta: "Ma…ma voi che ci fate qui?"
Piera la mongolfiera prese la parola: "Penso di parlare a nome di tutti: non ce la facciamo più a stare lontani dall'Asilo! Io stessa ho girato il mondo, non avete idea di quanti paesi ho visitato e quanti bambini ho conosciuto ma alla fine ho sentito la nostalgia dell'Asilo e sono tornata!"

Piera la Mongolfiera

Enrica la casa che ricicla: "Da quando siamo diventati una Green School ho sempre creduto che il mio compito fosse finito e mi sono fatta da parte, ma adesso basta! La nostalgia è troppo forte!"

Enrica, la casa che ricicla, e i suoi amici

L'uccellino Serafino scoppiò in un singhiozzo "La verità è che ci mancano i nostri bambini!"

L'uccellino Serafino

Nel frattempo anche Tigro aveva raggiunto i suoi amici e intuì la situazione. Dopo essersi brevemente consultate le quattro mascotte di sezione sorrisero: "Abbiamo noi la soluzione!"

La mattina dopo la scena che si presentava agli occhi dei genitori che accompagnavano i propri figli all'Asilo era abbastanza inusuale: davanti alla vetrata della direzione erano schierati in bella mostra tutti i personaggi che erano stati i protagonisti degli ultimi anni scolastici.
Le mamme e i papà avevano capito che qualcosa non andava ed erano tutti molto agitati ma i bambini, nel vedere (o rivedere) i loro beniamini, prima sgranarono gli occhietti per la grande sorpresa, poi lanciarono un grido di felicità e non ne volevano più sapere di andare nelle loro classi.

Non ci crederete ma adesso il problema per le maestre era un altro: sarebbero riuscite Cristina, Simona, Raffella, Francesca, Sara, Elena, Stefania, Cinzia e Alessandra (qualcuno stava già chiamando Marta e Francesca) a ricordare e raccontare ogni dettaglio degli eroi che avevano colorato le giornate dei tanti bimbi dell'asilo negli ultimi anni??


Questo post è stato ideato, scritto e arricchito con il disegno che vedete sopra da Daniele, papà di Giorgio, delfino. Grazie!

lunedì 6 maggio 2019

#dallanostrabiblioteca2019: i libri di maggio

Fishandchips, il dinosauro che viene da un altro mondo


Provate ad immaginare un piccolo dinosauro di nome Fishandchips con un orecchio più grande e uno più piccolo che viene da un paese lontano: Saurolandia, per l’esattezza.
La sua missione è aiutare tutti i bambini che hanno un problema, grazie ai suoi magici poteri.


Infatti sussurrando al suo orecchio la parola “FISH”, lui ti salta in braccio e viene a casa con te; se invece sussurri “CHIPS”, lui diventa enorme e ti protegge da quello che ti fa paura!
Così una volta arrivato nella scuola “Il Papero blu” aiuta alcuni bambini a superare le proprie paure o i problemi di tutti i giorni, trasportandoli in un mondo fantastico e surreale..
Chi non vorrebbe avere un amico così speciale!!!

Età: dai 4 anni


La pecora sbadata


C’era una volta una Pecorella Sbadata che era sempre in ritardo per qualsiasi cosa..
Viveva in un mondo tutto suo e le altre pecore del gregge la evitavano, lamentandosi di lei..


Così un giorno, triste ed umiliata decise di separarsi dal gruppo e si incamminò..
E ad un certo punto si imbatté nella piccola Lina, una gallina disperata, che aveva bisogno del suo aiuto!
Forse..forse per una volta era arrivata giusto in tempo!

Età: dai 3 anni.


The monster at the end of this book


Voi avete paura dei mostri?
Voi aprireste un libro che si intitola: “il mostro alla fine di questo libro”? 
Qualcuno con un minimo di istinto di conservazione forse non lo farebbe.
Voi sfogliereste fino alla fine un libro nonostante un simpatico peluche blu ad ogni pagina faccia di tutto per scoraggiarvi a voltare le pagine?


Voi girereste le pagine anche se il suddetto mostriciattolo blu vi pregasse e scongiurasse di non farlo?
Ecco: noi, in barba alla sua barba blu, lo abbiamo fatto, e sappiate che pensiamo che possiate correre questo rischio anche voi 😃
Libro carino e originale, che più che un racconto è un gioco, e che piacerà ai bambini e farà sorridere anche i grandi 😃

Età: dai 4 anni.

martedì 23 aprile 2019

INDOVINA chi viene A PRANZO?


Vogliamo raccontarvi come si consuma il pasto dei nostri bambini quando si trovano all'Asilo, ma prima è necessaria una premessa.
Immaginate la sera quando provate a mettere insieme un pasto che possa assomigliare ad una cena: dal tragitto dal piatto alla bocca la pasta ha perso il condimento e la salsa è tutta sparsa sulla tovaglia, c'è la gara a chi vuole raccontare i fatti della giornata ma diventa una gara a chi urla di più e tutti insieme, chi si dondola sulla sedia e chi la sedia neanche la vuole utilizzare, il pane sminuzzato si trova tutto sul pavimento in una versione casalinga di Piazza San Marco.

Ecco, nulla di tutto questo accade intorno a mezzogiorno in quel dell'Asilo Divina Provvidenza!
Ci troviamo in sala mensa e balza subito all'occhio l'ordine dei tavoli, sistemati in posizione regolare, alcuni affiancati, altri separati ma vicini, a riempire la metà della sala.



I bambini occupano solo la sediolina assegnata, sono seduti in file regolari e ordinate e lì restano per tutta la durata del pasto senza alzarsi per andarsene in giro.



È vero, il chiacchiericcio è costante ma poco a poco l'orecchio si abitua e comunque nulla a che vedere con i decibel raggiunti dai piccoli urlatori una volta tornati a casa.

Veniamo al cibo: tutti mangiano, chi più chi meno, certamente ci sono i cibi meno graditi (qualcuno ha detto "verdura"?) ma c'è più propensione ad assaggiare prima della sentenza "Questo non mi piace!". Per lo più si tratta di pietanze che incontrano il gradimento dei bambini e lo si capisce dal numero di bis o tris (o oltre!). Qui arrivano in aiuto le insegnanti che riducono progressivamente le nuove porzioni, in modo da non far saziare i piccoli avventori con una singola portata.

Ecco, le insegnanti: il loro non assomiglia davvero ad un pranzo, sempre in piedi per servire le pietanze, tagliuzzare la carne, riempire i bicchieri, pulire chi si è sporcato, asciugare l'acqua versata sui tavoli, consolare qualche bimbo in lacrime o ricevere un abbraccio.

Si cerca di ridurre gli sprechi: pensate che gli avanzi vengono pesati al termine di ogni pasto per educare tutti a chiedere solo quello che verrà consumato.



Alla fine i bambini si alzano e con ordine escono dalla mensa lasciando il posto per il secondo turno oppure per le pulizie finali: i nostri piccoli sono finalmente sazi e di certo staranno già pensando al prossimo gioco da fare in cortile o in salone.


Alcuni genitori hanno la possibilità di sperimentare cosa vuol dire mangiare con i bambini perché fanno parte della commissione mensa, nata da un'intuizione di Patrizia Tomassini, vicepresidente della Fondazione Asilo Infantile Divina Provvidenza, alla quale va il merito di questa e molte altre iniziative per il nostro Asilo.


Si ringrazia per questo post:
Arianna, mamma di Anita, tigrotta
Daniela, mamma di Clara, apina e Amalia, tigrotta
Daniele, papà di Giorgio, delfino
Elena, mamma di Pietro, tartaruga e Linda, tigrotta
Gianfranco, papà di Beatrice, tartaruga
Mady, mamma di Aurora, orsetta

mercoledì 3 aprile 2019

QUATTRO

Il 25 marzo abbiamo compiuto 4 anni. In confronto ai 110 (quasi 111!) anni dell’asilo, siamo davvero minuscoli. In ogni caso, siamo almeno dei MEZZANI, no?
Tanti auguri a noi!

Come sempre accade in questo momento dell’anno, ci piace ricordare le cose che abbiamo fatto nell’intervallo tra l’ultimo compleanno e questo, che sono davvero tante, dato che abbiamo sempre voglia di far festa e di stare con i bambini.


Abbiamo iniziato il nostro quarto anno di vita con tutta la serie di eventi legati all’anniversario del 110 e lode: lo spettacolo della famiglia Mirabella, la caccia alle uova, il gioco del colore, il gioco sport, il laboratorio di lettura animata...




...fino ad arrivare alla festa del 110 e lode!



Nel frattempo abbiamo fatto stampare uno striscione, perché tutti dovevano sapere che per l’asilo quello era un anno molto importante, e le magliette, perché tutti eravamo parte di questi 110.
Ma siamo solo a fine maggio!!

Parallelamente abbiamo organizzato il progetto “Stop all’acqua, via libera ai bimbi!” legato al bando della Fondazione Comunitaria del Varesotto, su cui abbiamo lavorato anche durante l’estate.

A settembre abbiamo ricominciato subito con il laboratorio “attacchi d’arte e di dolcezze” e il piccolo laboratorio di circo nei giorni di Casbeno in Festa; a ottobre abbiamo festeggiato i nonni con le piantine di viole e i biscotti, abbiamo accolto l’autunno con la castagnata, e non ci siamo fatti mancare la festa di Halloween.




Intanto che ci preparavamo per il Natale abbiamo organizzato anche un laboratorio di pasta di sale per i più piccoli. La Piccola Fabbrica di Babbo Natale, con la sua magia, ha chiuso gli eventi dell’anno solare. 


A gennaio abbiamo ricominciato subito con l’originalissimo laboratorio di pittura con il cioccolato, e mentre lo street art alla Candelora è saltato per via del tempo, per San Valentino i biscotti sono andati a ruba.



Il primo esperimento della gita domenicale sulla neve ha avuto successo, e la festa di carnevale è stata ancora più bella di quella degli altri anni.




Sono freschi i ricordi  degli eventi più recenti: la novità dell’evento “stasera esco con papà” del 22 marzo e la festa di primavera che abbiamo condiviso con la comunità, tra le torte buonissime e bellissime fatte da tante mamme e nonne volenterose, e i piccoli fiori di carta, augurio di buona primavera, che le bambine hanno distribuito fuori dalla Chiesa.



Tutti questi eventi hanno due finalità: raccogliere fondi da destinare alla nostra scuola (nello specifico, questi fondi saranno destinati ai lavori nel cortile quasi conclusi, e con i quali speriamo di risolvere finalmente un problema, quello dell’allagamento del cortile, che era migliorato con la pavimentazione antitrauma ma che non era ancora risolto) e offrire ai bambini tante opportunità di divertirsi, stare insieme e far festa, e favorire l’allegra partecipazione delle famiglie alla “comunità asilo” anche al di fuori della vita scolastica.


E infine, ecco: questo è il riassunto di quello che avete visto voi.
In realtà, ci sono dei “dietro le quinte” che sono estenuanti, ma anche divertenti, bellissimi e memorabili.
Dietro le quinte ci sono riunioni periodiche (una al mese almeno, ogni terzo martedì del mese), ci sono case piene di scatoloni di materiale vario (dalla cancelleria ai palloncini passando per una miriade di materiali di riciclo), ci sono serate trascorse a progettare, disegnare, scrivere, impastare, ritagliare, preparare cose, stilare liste della spesa, discutere su problemi e soluzioni, fare i conti.
E soprattutto, dietro le quinte ci sono  persone innamorate del nostro asilo, e ci sono persone che, anche dopo che i loro figli hanno smesso di frequentarlo, innamorate del nostro asilo lo sono rimaste.



😍 Se anche tu sei innamorato/innamorata del nostro asilo,
unisciti a noi!! 😍



Per chi ancora ci conosce poco e non ha tempo di leggersi tutto il blog, se vuole trova nei post “di compleanno” un riassunto delle cose che abbiamo fatto: compleanno numero 1, compleanno numero 2 e compleanno numero 3.
Di seguito, i link diretti ai post dei singoli eventi richiamati qui sopra:

- la festa del 110 e lode: QUI e QUI
- la serata “stasera esco con papà”

Oltre a tutto questo, ricordiamo che ci sono la pagina Facebook e la nuova pagina Instagram "amicidellasilo" (potete poi anche taggarci nelle vostre foto!); che se qualcuno ha voglia di scrivere per il blog si faccia avanti, è assolutamente il benvenuto; e che se vi registrate sul blog riceverete i nuovi post via e-mail, così anche se non avete Facebook non vi perdete niente 😉

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