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giovedì 14 giugno 2018

Festa di fine anno e del 110eLode – I RINGRAZIAMENTI

Come ha detto Luana nel suo discorso in qualità di presidente dell’Associazione Amici dell’Asilo, quando bisogna fare un discorso e pronunciare dei ringraziamenti, cosa ci potrebbe essere di meglio da dire se non GRAZIE?


Quindi, eccoci ai ringraziamenti. Potremmo farne 110, ma ci limitiamo a questi 😉 in ordine assolutamente casuale:


A coloro che hanno contribuito con donazioni o mezzi o spazi propri:

GRAZIE alla nostra cara Lorena che ha donato la bombola di elio per gonfiare i palloncini.
GRAZIE all’Associazione Genitori della Scuola Carducci che ci ha generosamente prestato l’impianto audio.
GRAZIE a Giacomo dell’Agricola del Lago che ha fatto stampare lo striscione 110eLode.
GRAZIE a don Luigi, a don Stefano e all’Oratorio che ci hanno concesso l’uso del cortile della casa parrocchiale e dell’oratorio intero.
GRAZIE alla direzione del Credito Valtellinese di Piazza della Libertà che ha contribuito con una donazione al pagamento delle spese dei gonfiabili.
GRAZIE a tutti coloro che hanno offerto i premi della lotteria.



GRAZIE al Balthazar che ancora una volta ha donato delle bottiglie di prosecco per festeggiare.
GRAZIE alla Fondazione Asilo Infantile Divina Provvidenza che ha offerto la torta di compleanno e lo spumante per il brindisi.


A coloro che hanno contribuito con il loro tempo, i loro sforzi e la loro fatica:

GRAZIE a Daniele, papà di Giorgio, delfino, che ha avuto il lampo di genio di chiamare questo centodecimo anniversario: “110 e Lode”, e per tutto il resto.
GRAZIE alle maestre e a tutto il personale dell’asilo e agli Amici dell’Asilo che si sono fatti in quattro per la buona riuscita della festa.
GRAZIE al signor Elio, nonno di Giacomo dei delfini, per aver insegnato ai bambini “ti ringrazio mio Signore”.
GRAZIE ai papà che hanno allestito sabato sera e domenica mattina, che hanno gonfiato i palloncini e che hanno smontato domenica sera.
GRAZIE al signor Civelli che alle 8:30 di domenica mattina ci ha portato personalmente pane, pizza e focaccia appena sfornati.
GRAZIE a Alessandro che ha preparato i cocktail per l’aperitivo.
GRAZIE alle ex mamme del Direttivo dell’Associazione Amici dell’Asilo: Stefania, Clarivana, Lucia, Emanuela che hanno risposto con grande disponibilità ed entusiasmo alla “chiamata” a collaborare!
GRAZIE a Marco, papà di Alessandro, Sezione Primavera che ormai è entrato nella storia dell’asilo con il nome di “Urbano”.
GRAZIE ai ragazzi, anche giovanissimi, dell’Istituto de Filippi, che hanno sacrificato qualche ora della loro domenica per venire da noi.
GRAZIE a Chicca che è sempre lì, pronta a diffondere i nostri messaggi tra parrocchia e basilica, a Elena, Emanuela e Graziana che hanno avuto la pazienza di seguire le nostre a volte assillanti richieste. A Ornella che ha condiviso i post dell’evento sul gruppo di Casbeno Insieme e a tutti coloro che hanno passato parola sull’evento.


E poi ancora:

GRAZIE a coloro che sono venuti e hanno partecipato, chi prima, chi dopo, chi sempre, a chi all’asilo ci ha lavorato e a chi ci si è dedicato come volontario.
GRAZIE all’ex papà che voleva pagare per usare i gonfiabili e ha chiesto se poteva almeno lasciare un’offerta.
GRAZIE alle ex famiglie dell’asilo che si sentono ancora così legate da voler acquistare anche loro una maglietta.
GRAZIE anche a coloro che non sono potuti venire ma che hanno rivolto un pensiero alla nostra festa e al nostro asilo.
GRAZIE alla Divina Provvidenza per la giornata di sole estivo che ci ha concesso, a fronte di un mese di nuvoloni, nubifragi e grandine, e GRAZIE anche per la risoluzione degli imprevisti dell'ultimo minuto 😉

martedì 12 giugno 2018

Festa di fine anno e del 110eLode – PARTE 2

Finiti i canti ci siamo messi in fila per andare in chiesa.

Dentro alla chiesa c’era un sacco di gente, ma noi siamo entrati dal portone grande in mezzo e, anche se eravamo gli ultimi, siamo andati dritti dritti davanti in prima fila, e ci siamo seduti addirittura sui gradini dell’altare.
Don Stefano ci ha accolto con delle parole di benvenuto e dopo la benedizione abbiamo cantato la canzone che ci ha insegnato il signor Elio, che è il nonno di Giacomo dei Delfini, e che fa “ti ringrazio mio Signore”. 



Poi, finita la Messa, siamo usciti e sul sagrato alcuni genitori ci hanno dato dei palloncini colorati, di quelli che bisogna tenerli stretti se no volano via, e c’era tantissima gente, tutti che ridevano, parlavano, mangiavano: infatti nel cortile della casa di Don Stefano qualcuno aveva messo dei tavoli e aveva preparato un sacco di cose da mangiare.
Ad un certo punto, in tutta questa allegra confusione, il papà Urbano, dall’alto della sua altezza, ha gridato che era il momento del lancio dei palloncini, e allora al TRE noi li abbiamo lasciati andare, e anche se qualcuno si è incastrato subito sotto al tetto della casa del Don, gli altri sono volati via ed erano bellissimi.




Ci hanno scattato tante foto, c’erano dei bambini di cartone dove anche i grandi potevano infilare la testa e far finta di essere dei bambini, e c’era una cornice rossa con dei cappellini come quelli dei remigini, e la gente ci si poteva mettere dentro e sembrare una fotografia.




Quando abbiamo finito di mangiare tutta la pizza e la focaccia e il pane e salame e quando si sono svuotate anche le ciotole dove c’erano quelle cose da VIP che si chiamano cocktail, siamo andati in oratorio, ci siamo tutti seduti e abbiamo mangiato, di nuovo! Lasagne e cotoletta e patate, la nostra passione. 

E c’erano dei ragazzi e delle ragazze vestiti di nero e bianco come i camerieri nei ristoranti di lusso che ci portavano le cose da mangiare. 
E don Stefano ha mangiato insieme a noi. 
Noi a dire la verità non potevamo stare tanto fermi sulle sedie, volevamo solo una cosa: i gonfiabili.
Ma i gonfiabili restavano sgonfi e chiusi dentro al campo da basket, senza bambini.


Dopo abbiamo capito il perché: ad un certo punto, finito il pranzo, le mamme e i papà e le maestre hanno portato fuori dei tavoli, e sopra ci hanno messo tre grandissimi numeri fatti di pane e nutella che erano: un 1, un altro 1 e uno ZERO, e sopra ci hanno infilato della candeline e degli stuzzicadenti con i cappellini.




Questi numeri facevano il numero 110, e noi ci siamo messi tutti intorno perché anche noi facciamo parte di questo numero così grande e abbiamo cantato


È la mia scuola è..una favola da vivere ogni giorno, ogni giorno”

E ha parlato don Luigi, che ha detto che siamo gli eredi di una tradizione significativa e importante e anche gli eredi di persone – quelle che vivevano 110 anni fa – che si sono impegnati per dare ai loro figli un posto dove potessero essere accolti ed educati, e ora questo posto è nostro, e in futuro sarà di altri bambini.
E ha parlato anche Luana mamma di Jacopo, apina, che è la presidente degli Amici dell’Asilo, e che ha ringraziato tutti, uno per uno, ed è stata bravissima perché si è ricordata di tutti. 



E infine abbiamo cantato TANTI AUGURI A NOI, perché era o non era quella anche una festa di compleanno? Certo che sì, era il compleanno della nostra scuola e quindi di tutti quanti noi!
E poi finalmente i grandi hanno tagliato la torta che era buonissima e infine, superfinalmente, intanto che i grandi brindavano, noi bambini siamo saliti sui gonfiabili!! Evviva!! I gonfiabili sono la nostra passione.



Ogni tanto dal campo da basket sbirciavamo cosa accadeva nel resto dell’oratorio: abbiamo visto la mamma di Chiara degli Orsetti e il papà di Daniele dei Delfini girare armati di videocamera e microfono...stavano intervistando le maestre, che si sa che sono come delle rockstar: Francesca coordinatrice, per dire, ha cantato la canzone del galletto che si era perduto!

Abbiamo visto delle mamme dipingere le facce dei bambini che andavano a prendere un po’ di fresco sotto al portico tra una scivolata e l’altra, e anche una bambina grande, Greta sorella di Andrea, tartaruga, dipingere le facce dei bambini più piccoli.

Abbiamo visto le mamme arruolare i bambini che passavano di lì per tirare fuori da una scatola dei biglietti con i numeri della lotteria, per poi annunciarli a gran voce. Qualcuno non ha vinto niente, invece Margherita delle Tartarughe che ha vinto la bicicletta e Giacomo dei Delfini che ha vinto il saltarello sono stati proprio fortunati. 


Abbiamo visto le maestre dare alle nostre mamme delle scatoline rosse: erano le bomboniere con dentro i confetti. 
Non si erano mai viste bomboniere alla festa dell’asilo: significa che questa è davvero una festa supermega importante.


E poi c’era la musica con le canzoni che piacciono a noi, e tutti erano allegri, e le mamme ci hanno lasciato mangiare il gelato e anche il ghiacciolo, e addirittura lo zucchero filato, anche se avevamo già fatto merenda con il pane e nutella della torta 110.


Quando è diventato proprio tardi, e si stava alzando il vento e il sole iniziava ad andare via, qualcuno ha sgonfiato i gonfiabili e subito dopo ha iniziato a piovere e a rinfrescare questa giornata caldissima.

Come c’era scritto nell’invito alle famiglie:

Tante generazioni sono passate da qui, tanti bambini, tante storie ... Tanta vita!
Tutti noi facciamo parte di questa grande storia, ognuno con il proprio speciale pezzetto di cammino ed ora, insieme, abbiamo festeggiato questo memorabile traguardo. 

Questa è una cosa proprio stupenda.

sabato 9 giugno 2018

Festa di fine anno e del 110eLode – PARTE 1

Due domeniche fa noi bambini siamo stati i protagonisti della festa di fine anno, anche se l’anno a dire il vero non è ancora finito, ma manca poco. Nello stesso giorno abbiamo festeggiato anche la festa dei 110 anni dell’asilo, così i protagonisti sono stati anche i bambini di 110 anni fa, e tutti quelli che hanno frequentato l’asilo nel frattempo.
Gli adulti hanno chiamato questa festa “110 e lode”, e qualcuno dice che è come quando i nostri fratelli maggiori prendono 10 e lode a scuola, qualcun altro che è una lode come quella di san Francesco e delle sue creature, o come quella che si dice in chiesa. Comunque, sappiamo per certo che era una festa molto molto importante.

Come prima cosa siamo entrati nel salone dell’oratorio, e lì, appeso ad un filo, c’era un lungo striscione dove erano dipinti l’asilo, la chiesa, case, strade, macchine e alberi. Questo striscione rappresentava il progetto che abbiamo fatto quest’anno e che ci ha portati a scoprire la nostra città, quando ancora stavamo cercando una casa per l’albero Dino, e a conoscere luoghi, persone e cartelli stradali e a imparare l’educazione stradale. Ora Dino ha trovato la sua casa speciale nel nostro giardino, e anche per questo festeggiamo.
Insomma, questo striscione era lo sfondo per noi bambini, come in un teatro, e noi eravamo gli attori, anzi i cantanti in questo caso.


I canti li abbiamo imparati, solo che, quando abbiamo mamma e papà davanti, noi le parole non ce le ricordiamo più, e a volte non ci ricordiamo nemmeno più che dobbiamo cantare. Ci guardiamo intorno, qualcuno chiacchiera con il vicino, qualcuno piange per l’emozione, qualcuno resta lì fermo immobile e non muove nemmeno le labbra.
Però i canti li sappiamo benissimo, eh! 

Chiedeteceli ora, vedrete che vi sapremo cantare:

le ruote del bus che girano, girano, girano...

umpalala umpalala ecco il ballo dei segnali...

cha cha cha dei tre colori… del semaforo in città...

 zebra zebra, chi la sposterà...

e poi quella che ormai sapete anche voi grandi 😉

Urbano Rap !


Quando abbiamo smesso di ridere per lo show del papà Urbano, che ha fatto il vigile con le mosse giuste e con tanto di divisa, cappello e fischietto, per finire abbiamo cantato e ballato tutti insieme, grandi e bambini:

La macchina del capo...

C’erano proprio tutti, su, nel salone dell’oratorio: mamme, papà, nonni e nonne, fratelli e sorelle più grandi e più piccoli, zii e amici: per forza che poi noi eravamo emozionati.

C’erano proprio tutte le maestre, c’erano Cri, Elena, Franci maestra, Sara, Simo, Stefi, Caterina, e poi Adele, Barbara, Lori, Maria Chiara, Patrizia e sono venute anche Raffi con la sua mano infortunata e Marta che aspetta un bambino ma non si vede ancora e Franci coordinatrice che aspetta un bambino anche lei e però si vede perché ha il pancione 😍

Tutte avevano le magliette del 110eLode ed erano bellissime.


Sapete chi mancava, però? Mancava il signor Pietro: povero signor Pietro, che festa che si è perso!!
Si è perso anche la cosa più mitica, che è stata quando, dopo i ringraziamenti di Patrizia e Maria Chiara, a grande richiesta abbiamo cantato di nuovo:

Urbano, Urbano, in coro ti chiamiamo,
Urbano, in fretta, alza la paletta
in fila, per mano, la strada attraversiamo
Urbano ci aiuta, evviva Urbano rap

Come ha detto Maria Chiara, dopo questa esibizione i vigili urbani ci piaceranno ancora di più! 😃

Tra un pò vi racconteremo il seguito! 😉

domenica 20 maggio 2018

per la serie 110eLode: LETTURA ANIMATA!

Avete mai sentito parlare del Leone Zebrato?

Chiedetelo ai bambini che sabato 5 Maggio, hanno partecipato all’ultimo laboratorio organizzato dall’Associazione Amici dell’Asilo per il 110elode.
Un pomeriggio in compagnia di un’amica molto speciale, la scrittrice ed illustratrice di libri per bambini, Cristina Galli, che insieme alla sua piccola aiutante e con l’ausilio di due burattini ha raccontato attraverso delle carte illustrate, la storia del Leone Zebrato, o “The striped Lion”, se vogliamo dirlo in inglese!!



La favola ha come protagonista un Leone, un po’ annoiato, che un giorno decide di lasciare il proprio paese, per raggiungere una grande città per diventare così un pittore o perché no, anche un perfetto tenore.
Per trovare anche degli amici con cui giocare, ballare e suonare…
Ed ecco…che da lì a poco, qualcuno finalmente lo nota e così il nostro tenero animale inizia a dipingere canzoni, come mai nessuno aveva fatto prima. La tristezza sparisce in un lampo, lasciando il posto alla felicità che trasforma persino il suo aspetto; Infatti le strisce di un tempo diventano uno splendido manto dorato. Spensierato capisce che finalmente ha trovato la sua casa!

Perché forse non è proprio questo il segreto? Viaggiare senza paura, alla ricerca di spazi lontani, per incontrare persone nuove e realizzare i propri sogni. Tutti noi possiamo cambiare e migliorare.

Giusto il tempo di un caloroso applauso, che tutti i bimbi, dapprima attenti, iniziano a correre e giocare in cortile, in attesa di partecipare al workshop, organizzato dalla scrittrice per realizzare un lavoretto molto divertente.

Tra un gioco con la palla ed una scivolata, qualche goccia di pioggia invita tutti a spostarsi all’interno, dove tutto è pronto! Ogni bambino sceglie un posto e con i pennarelli inizia a colorare e decorare la propria mascherina…c’è chi sceglie di farla zebrata, chi tutta di un colore, chi addirittura tutta a pois..
Sembra la fiera del colore! E quanti bimbi mascherati.



Non resta altro che fare merenda tutti insieme con un buon gelato ed una fetta di torta, prima di salutare Cristina che ha portato un regalo per ciascun bambino: una busta rossa che contiene all’interno tutte le carte illustrate della storia del Leone Zebrato, con cui poter giocare e divertirsi a rileggerla anche a casa.

Un piccolo arrivederci, prima di rincontrarci tutti alla Festa del 27 Maggio. Vi aspettiamo!

Si ringrazia per questo post: Luana, mamma di Jacopo, apina.

venerdì 11 maggio 2018

11 maggio - BIRTHDAY

11 maggio 1908

Sul libro del centenario c’è scritto: “la storia dell’asilo infantile Divina Provvidenza di Casbeno si aprì come si apre un libro di storie, nell’anno 1906. Precisamente il 17 dicembre”. Noi, però, gli anni di vita dell’asilo li contiamo dal 1908: infatti, ogni nascita ha il suo concepimento e la sua gestazione, e di solito, tramite i compleanni, si festeggia il giorno della nascita, e non quello del concepimento. Ma andiamo con ordine.

Il 17 dicembre del 1906 fu registrata la donazione di 2000 mq di terreno alla parrocchia da parte dell’allora sindaco della città, il Cavalier Gerolamo Garoni, con il preciso scopo di costruirci l’asilo. I lavori sono iniziati il 4 febbraio 1907 e la testata d’angolo, la prima pietra che fu posta all’angolo sud est del salone, era un pezzo di marmo, avanzo dell’altare della chiesa. 

Non è una storia bellissima, già solo fino qui?

Dopo varie vicissitudini, il 6 maggio del 1908 arrivarono le suore, pronte a prendersi cura dei bambini anche se l’asilo, in realtà, non era ancora completato.

Si legge quindi nel libro del centenario: “Cinque giorni dopo l’arrivo delle suore, ovvero l’11 maggio 1908, senza alcuna cerimonia formale e nella migliore tradizione bosina, cioè nel rispetto, prima d’ogni cosa, dell’efficienza, l’Asilo s’affollò di bambini”.

Se quindi il 17 dicembre del 1906 è stato posto il seme per l’asilo, l’11 maggio del 1908 è la data ufficiale della sua nascita, e l’11 maggio, quindi, quella del suo compleanno: un asilo diventa un asilo solo quando ci sono i bambini.


Quel seme è cresciuto nei 110 anni di vita dell’asilo: l’edificio è cambiato, si è ampliato, è stato sistemato, rinnovato, risistemato ancora e continuano ad esserci persone che si dedicano a lui. Ed è cresciuto nei 110 anni di bambini e di amore per i bambini.

Non è una storia ancora più bella, adesso?



11 maggio 2018

Qui abbiamo scritto che un centodecennale è un compleanno talmente importante che non si può festeggiare in un solo giorno, serve almeno un anno intero. Ed è quello che stiamo facendo.
Però il giorno giusto non può essere completamente ignorato: ecco perché oggi abbiamo voluto raccontarvi quello che è accaduto 110 anni fa.
In biblioteca trovate alcune copie del libro del centenario, se volete approfondire.

Vi lasciamo con quanto ha scritto 10 anni fa don Peppino, allora presidente della Fondazione:



Ed eccoci, oggi, centodieci anni dopo, a celebrarne il compleanno.

Buon compleanno, asilo del nostro cuore! 😍😍😍




venerdì 4 maggio 2018

per la serie 110eLode: il GIOCOSPORT!

Il 21 aprile era uno di quei giorni di estate precoce che ora ci hanno un pò abbandonato, e i bambini erano in calzoncini corti e maglietta. 
Il salone dell’asilo era una palestra con tanto di rete da minivolley per i più grandi, e il cortile era un colorato percorso ad ostacoli per i più piccoli.


I grandi avevano un allenatore e due allenatrici tutti per loro: Mario, Michela e Lisa della società sportiva Città Giardino. In salone, dopo che tutti si sono presentati e dopo un gioco iniziale per rompere il ghiaccio ("mago ghiaccio", per l’appunto!), sono comparsi i palloni e i bambini hanno fatto la loro prima esperienza di minivolley, che in realtà, per i bambini di quest’età, è chiamato “palla rilanciata”.





Non pensate però che la palla rilanciata sia un gioco improvvisato: è un’attività propedeutica al minivolley vero e proprio, con le sue regole (“chiamare la palla!” “fare i tre passaggi!” solo per dirne due tra le più famose), i suoi requisiti “strutturali” (misura del campo, altezza della rete, numero di giocatori, peso e dimensione della palla), e i suoi tornei, organizzati dalla Federazione.
I bambini hanno sperimentato un’ora di divertimento e di sano movimento, tra esercizi di coordinamento e i primi palleggi.



Intanto fuori, sotto al sole, i più piccoli affrontavano un percorso motorio dove, nell’ordine, dovevano: saltare nei cerchi colorati a piedi pari e a gambe divaricate, rimbalzare sopra ad una grossa palla rosa, passare sotto ad una corda gialla senza toccarla, scivolare dallo scivolo arancione, tirare un pallone in porta (e possibilmente fare goal!), passare sui cubotti attraverso i cerchi senza farli cadere, infilarsi in un tunnel, camminare su dei mini-trampoli, pedalare sul triciclo, fare lo slalom di corsa, tirare a canestro (e possibilmente centrarlo), correre su per lo scivolo a ponte e da lì scivolare giù gridando: 110 E LODE!




 


Il gruppetto del primo turno è stato il più cauto e tranquillo, ma anche quello che alla fin fine ha lavorato di più e anche quello che ha riso di più: ai bambini che uscivano dal tunnel verde qualche burlone gridava: "guarda! un bruco!!" "dove? dove?" "ma sei tu!" 😃

Il secondo turno è stato il più ordinato: un’ora di gioco-staffetta in cui hanno cercato di fare sempre meglio. Anche i più piccoli che prima di partire erano dubbiosi e incerti, alla fine erano diventati abilissimi.
E cosa dire ad esempio di Giada, tigrotto, quasi in lacrime prima di partire, che appena ha iniziato a saltare nei cerchi, mano nella mano con una delle mamme sportive, ha accennato ad un sorriso timido che si è aperto in un sorriso gigante non appena ha iniziato a rimbalzare sulla palla rosa, facendo BOING BOING BOING come Chobin? (nessuno dei bambini sapeva chi fosse Chobin, però tutti hanno imparato che Chobin fa BOING e rimbalza 😃 )

Il terzo turno è stato il più dispersivo, con i bimbi che erano più tentati dal seguire i bambini dei turni precedenti, che ora si rilassavano con i giochi del cortile, piuttosto che impegnarsi davvero nella staffetta. Però pare che si siano divertiti:
 “quasi quasi non volevo venire perché pensavo che era una festa brutta, invece è una festa bellissima e sono molto felice di essere qua. Grazie!” disse Rebecca, una piccola sveglissima tartaruga.




E ora, pronti per il prossimo evento 110eLode?



giovedì 12 aprile 2018

per la serie 110eLode: il GIOCO del COLORE!

C’era una volta un artista di nome Jackson Pollock, che invece di dipingere con i pennelli, dipingeva lanciando il colore o facendolo colare sulle tele. 
Addirittura un bel giorno ha pensato bene di affacciarsi alla finestra e buttare giù latte di colore (solo il colore, senza le latte!) per creare le sue opere.

La sua tecnica, chiamata dripping (sgocciolatura) gli ha fruttato una grande notorietà, la definizione di action painter (come le action figures, avete presente bambini? Tipo Big Jim! No eh..?) nonché, in anni recenti, l’avvio di laboratori per bambini a lui intitolati. (Per chi vuole informazioni più “seriose”, c’è sempre Wikipedia!)


Con simili premesse raccontate da Sonia, l’animatrice del laboratorio di sabato scorso, questo gioco, dal titolo “Presentati con un colore” non poteva che essere superdivertente!

Sonia, la nostra bravissima artista, intanto che spiega ad un cerchio di bambini attentissimi

Questa la scena:
- per terra, un tappeto di fogli bianchi
- tutti intorno, i bambini
- in mano ai bambini, dei bicchierini di plastica
- nei bicchierini di plastica, colori a tempera

Questa l’azione:
ogni bambino, a turno, si è presentato dicendo il proprio nome (sembra facile, ma mettetevi nei panni di una timida bimba di due anni che si vede al centro dell’attenzione) e poi il proprio colore preferito.
A quel punto, ogni bambino è diventato il suo colore: ogni bicchierino è stato riempito con il colore preferito di ciascun bambino, che si è poi presentato come “io sono il blu”, oppure “io sono il lilla”, o ancora “io sono il giallo sabbia” (!) per poi lanciare letteralmente il colore sui fogli.   
Fu così che ci furono lanci sbilenchi e parabole perfette, sgocciolature timide (sulle scarpe) e getti carpiati rovesciati (sui capelli), manovre acrobatiche e tante risate.
E, soprattutto, tanto colore che pian piano ha riempito i fogli bianchi e li ha trasformati in un grosso dipinto collettivo.



Ad ogni turno, ogni bambino si presentava un po’ di più: qual è la cosa che ti piace di più (qui si sono sbizzarriti: c’è chi ha detto mangiare, e nel campo cibo hanno spaziato da pizza a sushi a pasta con le vongole, chi ha detto dormire, chi ha detto: gli alberi), qual è il tuo cartone o film preferito (e anche qui siamo andati da Alvin Superstar ai Paw Patrol a Oceania passando per Fantaghirò!) finché è stato il momento del passaggio del colore al compagno a fianco, e il lancio finale tutti insieme.
Che spettacolo!!

All’ultimo turno hanno partecipato anche le mamme, che forse sono quelle che si sono divertite più di tutti. Da considerare questo gioco come antistress, altro che coloritura dei mandala! 😜



Il pomeriggio è passato poi tra il laboratorio di cornici sgocciolate, una sana merenda a base di pane e marmellata, e tante corse in cortile e giri su scivolo e altalena.


A proposito di corse, sabato 21 aprile aspettiamo ancora tanti bambini con il quarto evento della serie 110&Lode: il GiocoSPORT!



Grazie a Sonia Garbin, arteterapeuta e praticien (si dice proprio così!) nel Closlieu (metodo Arno Stern) per questo superpomeriggio alternativo e coloratissimo!
Se volete saperne di più: 
Arno Stern official website
il Gioco del Colore

giovedì 29 marzo 2018

per la serie 110eLode: la CACCIA alle UOVA!

Dovete sapere che tra i fan dell’asilo ci sono dei (simpatici) paparazzi 😜. Costoro sostengono (amichevolmente) di avere le prove del fatto che la caccia alle uova di sabato potenzialmente avrebbe potuto essere senza fine.
Di prove in realtà ancora non se ne è viste, e comunque, anche se fosse? 😄 😜
Quanto si sono divertiti i bambini?

Ma andiamo con ordine.

Il cortile era vestito a festa, con bandierine colorate, conigli pasquali (e le loro impronte!), carote segnaletiche, festoni.


Le foto non rendono ma solo perché non c’era il sole.
Naturalmente, invisibili agli occhi, c’erano le uova. 195 uova per l’esattezza: 30 con nastrino giallo, 30 con nastrino arancio, 30 con nastrino azzurro, 30 con nastrino verde, 30 con nastrino rosa (i colori delle sezioni, naturalmente) + 45 uova jolly (senza nastrino). 195 uova che il coniglio pasquale ha nascosto chissà quando.

Intanto che aspettavamo che arrivassero tutti i bambini, sono arrivate invece le maestre (e non solo loro!) e con nostra grande sorpresa ci hanno fatto…una grande sorpresa!
In salone, di fronte ad un pubblico di bambini curiosi e genitori, stringevano tra le mani un festone di compleanno e un cartellone, e avevano il viso illuminato da sorrisi radiosi.






Ci hanno anche regalato una torta con una candelina a forma di 3 (nessuno ha visto, ma alla sera, una volta rimasti soli, la torta è stata mangiata in un attimo, era buonissima!!)

Ma quante associazioni sono così festeggiate per un compleanno? Che onore e che gioia!!
Vederle lì tutte insieme, le nostre maestre, anche con Patrizia, Pietro e Maria Chiara, è stato proprio bello. Ed è bello sapere che anche chi non è potuto venire era presente con il cuore.


Ma torniamo ora alle UOVA.
Sapete tutti com’è la storia, no? Il coniglio pasquale dona le uova ai bambini, ma dato che è un po’ dispettoso, gli piace nasconderle e lasciare che i bambini si mettano a cercarle.

Bisogna dire che, in questo caso, i bambini erano tantissimi, erano svegli e conoscevano il cortile come le loro tasche.
Un primo tentativo di dare al gioco una parvenza di “ordine” è miseramente fallito: tutti i bambini si sono lanciati di corsa tutti insieme alla caccia delle uova.
Almeno la regola di base è stata abbastanza rispettata: raccogliere le uova SOLO del colore della propria sezione (o ex sezione) e portarle nel rispettivo cestino.
In ogni caso, le uova si sono presto accumulate nei cestini. Ma più uova arrivavano, e più, chissà perché, i cestini erano sempre meno pieni. È a questo proposito che i simpatici contestatori di cui sopra hanno bonariamente espresso il loro dubbio sull’onestà della procedura, ma che ne sanno loro di magie?? 😄 😜
Che ne sanno loro di coniglietti pasquali che sfrecciano alla velocità della luce per nascondere più tesori e far divertire più a lungo i bambini? 😄


Quando dopo aver a lungo corso e ovunque cercato, i bambini si sono (finalmente) stancati e i cestini si sono finalmente riempiti definitivamente.
Ma c’era ancora un uovo, gigante, appeso ad un albero.


Era un uovo con sorpresa, i bambini lo sapevano bene perché si sono radunati tutti lì sotto aspettando. C’è da dire che non hanno dovuto aspettare molto, ahinoi! 
Ricordarsi: non bisogna più autorizzare i papà a fare questo gioco, sono troppo forti!! 😄  
In soli due colpi la pignatta era a terra (intatta). Un rapido volo in cielo e una caduta dall’alto, e la pignatta era spaccata, e i suoi dolci tesori hanno riempito le mani e le pance dei bambini (un pensiero per Clara mamma di Andrea, tartaruga, che con lunga procedura ha preparato questa pignatta dalla vita così breve…). 



E’ arrivato un po’ di freschino e insieme l’ora della merenda, quindi tutti dentro a mangiare e poi a dipingere le uova. Menomale che abbiamo optato per distribuire pennarelli invece che tempere (e continuiamo a chiederci come fanno in classe le maestre!)

Nel frattempo il gioco per i grandi non era finito: avevano ancora da indovinare il peso e il contenuto di un ultimo uovo di Pasqua. Nessuno ha indovinato niente con precisione, ma chi si è avvicinato di più è stato Marco, papà di Alessandro, sezione Primavera, che si è aggiudicato il premio: un uovo di Pasqua, naturalmente!

il vincitore del gioco di Pasqua, nonché l'abbattitore dell'uovo pignatta!

Insomma, per essere stata la prima caccia alle uova mai organizzata all'asilo, è andata alla grande! Ora non ci resta che aspettare ancora tanti bambini sabato 7 aprile con il terzo evento della serie 110&Lode: il GIOCO del COLORE.

Stay tuned 😄




Uno dei paparazzi 😄