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martedì 15 maggio 2018

TEATRO che PASSIONE!

È il 12 maggio, è sabato mattina e le maestre ci accolgono sulla porta dell'asilo spalancata per l’occasione: c'è la lezione aperta del laboratorio di teatro dei grandi. 
Noi genitori e familiari siamo invitati ad accomodarci in salone, curiosi come non mai di scoprire cos'hanno fatto i nostri bimbi durante questi mesi.
Eccoli, entrano con Lidia, la responsabile del laboratorio di Teatro che spiega: i bambini, tramite esercizi teatrali svolti sotto forma di gioco, in modo molto leggero e spontaneo, hanno lavorato sulle emozioni elaborandole e rappresentandole a loro modo con il suono, quindi con i versi e la parola, e poi con il corpo, con smorfie e posizioni particolari.
Il filo conduttore è la storia "Un cucciolo nero di nome Furia" che racconta di un bambino di nome Sam, bravo a scuola e bravo a casa, insomma, un bambino modello! Un giorno, al parco giochi, incontra Furia, un cucciolo, un mostriciattolo nero dispettoso. Sam e Furia diventano grandi amici ma poi...ma andiamo con ordine!

I bambini con Lidia si posizionano in cerchio e si riscaldano (in realtà si concentrano) con un gioco che richiede la massima attenzione: c’è una pallina invisibile che viene cercata un po' ovunque e infine trovata nientepopodimeno che nell' orecchio di un bambino e subito viene messa in gioco con lanci scattanti, rapidi, precisi e imprevedibili tra un bimbo e l'altro, e qualche volta finisce anche nel pubblico!! Per fortuna ce la caviamo abbastanza anche noi!!


I bambini sono ora pronti per lo spettacolo delle emozioni: Lidia-narratrice racconta che Sam quel giorno è contento, va al parco con l'intenzione di battere il record di 234 scivolate dallo scivolo in un minuto...ma nooo! Ci sono 10 bambini in coda che vogliono scivolare!!! 
Allora pensa di andare sulla giostra ma nooo! C'è Giovanni il bambino più antipatico della scuola... 
E l' altalena? Ma è davvero un incubo!!! C'è Camilla, la bambina più sciocca della scuola che ride sempre..dondola e ride, ride e dondola, uffa!! 
Ma va tutto storto oggi!!!
Nella pancia di Sam cresce un miscuglio di emozioni che scoppia come un razzo!!! Stoccafisso baccalà!!
(Ecco perché nelle nostre case “stoccafisso baccalà” è diventato l’espressione del momento 😅 )

I bambini rappresentano le emozioni con le smorfie e con la lingua, intervallate da uno “stoccafisso baccalà” che fa da “reset”:
FELICE (stoccafisso baccalà)
TRISTE (stoccafisso baccalà)
NERVOSO (stoccafisso baccalà)
ARRABBIATO (stoccafisso baccalà)
OH NOOO (stoccafisso baccalà)
UFFA (stoccafisso baccalà)
BASTAAAAAA!!! (stoccafisso baccalà)

È in questo momento che Sam vede Furia, mostriciattolo invisibile: diventano subito amici e si divertono un mondo a fare dispetti a tutti, e al momento di andare a casa, Sam invita Furia e lo porta con sé.
A casa, però, le cose cambiano, Furia continua ad essere dispettoso e di qualsiasi pasticcio viene incolpato Sam:

“Sam perché hai sporcato il divano con il cioccolato? – chiede la mamma
Ma non è stato Sam, lui dice di no, Furia dice di sì, sì no, no sì..
“insomma Sam sei stato tu?” – incalza la mamma, e in tutta risposta riceve una pernacchia!! È stato Furia, ma lui è invisibile così la mamma si arrabbia con Sam.


“Sam perchè hai strappato il disegno di tua sorella?”
“Sam perché mi hai pestato un piede?”
“Perché continui a saltare?”
“Sam perché hai pasticciato il muro con il pennarello?”
Ed è sempre la stessa storia: non è stato Sam, ma Furia!!! si no, no sì (i bambini sono fantastici!!!) e Sam è un po' stufo di prendersi sempre la colpa, non è più tanto bello avere questa Furia con sé, ma come fare a liberarsene?

I bambini fanno un inchino, e Lidia conclude simpaticamente dicendoci " riprendetevi le vostre Furie".

I bambini in realtà lo sanno come si manda via Furia, ma ce lo diranno a casa, nel momento giusto: come dire, è un po' come giocarsi il jolly!

Per concludere la mattinata, si prosegue con un gioco stile "mimo" con un pallina che si trasforma in qualsiasi cosa si vuole, ed è bello vedere la fantasia dei bambini e giocare un po' anche noi insieme con loro.

E per concludere questo post, non possiamo che ringraziare di cuore per questi momenti così preziosi che ci permettono di vedere i nostri bambini fare cose che con noi non farebbero mai! Anche questa volta siamo noi genitori a guardare i bambini a bocca aperta: sono loro che insegnano a noi!

E infine un grazie particolare a Lidia, bravissima e fenomenale!

martedì 24 maggio 2016

GIOCHI (teatro inspired)



Sabato mattina i bambini grandi hanno mostrato ai genitori alcuni giochi che hanno imparato a fare durante i bellissimi venerdì di teatro.

Sabato all’ora di pranzo, quanti bambini stavano ripetendo a casa gli stessi giochi con fratelli/sorelle/genitori? :-)

I giochi teatrali prendevano spunto – spiega Lidia, la nostra bravissima insegnante di teatro – dal racconto di Leo Lionni “Federico”. 
Una storia che all’inizio ricorda quella della cicala e della formica: il topo Federico non lavora per raccogliere provviste per l’inverno, come invece fanno tutti gli altri. Lui se ne sta lì, e sogna. E invece, è una storia profondamente diversa da quella della cicala fannullona. Il sognare di Federico infatti è molto importante perché permetterà alla comunità dei topi di superare l’inverno, almeno al pari delle provviste.
Sulla storia del topo Federico si è costruito il laboratorio, e, in piccolo, si è strutturata la lezione aperta di sabato.

Federico che, anziché faticare come gli altri e correre da una parte all’altra per raccogliere provviste, ha la testa fra le nuvole: i bambini hanno imparato ad usare il corpo e l’espressione per camminare con aria sognante e spensierata sulle note di Forrest Gump Suite, che ancora di più li fa sembrare piume trasportate sognanti dall'aria. Hanno imparato anche ad essere dei topolini che si muovono frenetici e corrono impazziti per darsi da fare.

Federico che durante il buio inverno sa far vivere i colori caldi dell’estate: ogni colore ha la sua faccia, e i bambini hanno imparato a fare la faccia dei colori. Il gioco è UN DUE TRE STELLA A COLORI, che è come UN DUE TRE STELLA ma, in più, bisogna muoversi immedesimandosi nel colore deciso alla partenza, rivelando l’emozione che ogni colore rappresenta. Il grigio è triste e mogio, il giallo è allegro e pimpante, il nero è spaventoso. E loro, i bambini, sanno fare tutti i colori, con le espressioni del viso, i gesti e i movimenti. Più o meno... :-)

Federico che è capace di catturare il sole: immaginari raggi di sole cominciano a schizzare dalle manine dei bambini, passando da un bambino all’altro. Bisogna stare attenti e concentrati, avere prontezza di riflessi e immaginazione visiva coordinata e pronta per acchiappare le palline di sole invisibili che saettano qua e là, secondo traiettorie imprevedibili, neanche fossero il boccino d’oro del Quidditch.

Federico che saprebbe nascondersi anche in un deserto: i bambini hanno imparato a giocare a NASCONDINO MAGICO, che è come nascondino ma senza nascondigli, e a nascondersi quindi in loro stessi usando il proprio corpo, le mani, gli occhi, raggomitolandosi o stando in piedi, testa bassa, occhi chiusi, mento contro il petto. Chi sta sotto cerca i bambini nascosti, accettando di non vederli, può giocare con loro, può fare qualche piccolo dispetto, sdraiarcisi sopra, finché non li trova! Il potere dell’immaginazione può essere molto divertente, oltre che assolutamente straordinario! 

Federico che gioca con le parole, e poi però dice poesie senza parole: i bambini fanno il verso a Lidia, nelle parole, gesti ed espressioni. Lidia mima una poesia, e i bambini le vanno dietro (e qualcuno esclama, entusiasta: “ecco, è la poesia!!"). La poesia la conoscono solo loro e nonostante gli sforzi interpretativi nostri e la bravura loro, decifrarla è quasi impossibile. Quindi, eccola qua:

“Chi fa la neve, il prato, il ruscello?
Chi fa il tempo brutto oppure bello?
Chi dà colore alle rose e alle viole?
Chi accende la luna e il sole?

Quattro topini, azzurri di pelo,
che stanno lassù a guardarci dal cielo.

Uno fa il sole e l’aria leggera
e si chiama topino di Primavera.
Bouquets profumati...serenate,
ce li regala il topino dell’Estate.
Il topino dell’Autunno fa scialli e ricami
con foglie dorate strappate dai rami.
Il topino d’Inverno, purtroppo si sa,
ci dà questa fame...e il freddo che fa.

Le stagioni sono quattro. Ma a volte vorrei
che fossero sette, o cinque, o sei.”

E quando alla fine Lidia cerca di rimandare i bambini al loro posto, non c’e verso, perché i bambini, anziché ubbidire, ripetono gli ordini di Lidia: 
- Lidia “ora andate a posto” 
- Coro di bambini “ora andate a posto”
- Lidia: “bimbi, adesso basta!”
- Coro di bambini “bimbi, adesso basta!”
...eccetera eccetera 
(d’altronde questa è la regola di un gioco che potrebbe non finire mai) 
Ecco allora che solo il gatto, che dà la caccia a Federico, interviene e riesce a rimetterli in riga.

E il gioco finale di ogni bambino insieme a mamma o papà o nonna o nonno o fratello o sorella, è una bella prova di attenzione e agilità e nel caso delle coppie più dispettose, di contorsionismo di base, un “adesso ti faccio vedere io” divertente che unisce ogni coppia tramite un filo invisibile mano-occhi.

Grazie a Lidia Rusconi, che ha reso i venerdì di teatro dei giorni speciali, ha guidato i nostri figli in un percorso di scoperta della loro creatività e potenzialità artistica, e li ha fatti divertire in un’avventura magica, stimolante ed emozionante.

martedì 16 giugno 2015

Festa bagnata, festa fortunata (?)



Benvenuti nel Paese dei Balocchi, nella piovosissima città di Varese.

Ci siamo lasciati con l’ultimo post chiedendoci che sorprese ci avrebbe riservato la festa del 14 giugno 2015.
Sicuramente gli organizzatori desideravano una bella sorpresa nel meteo, visto che le previsioni per domenica si erano mantenute stabili su “piogge abbondanti” per tutta la scorsa settimana. 
E invece, mai previsioni meteo furono più azzeccate.

Piogge abbondanti confermate. Anzi, diluvio torrenziale per la precisione. Cascate d’acqua che allagavano il cortile dell’oratorio.
Ovviamente i gonfiabili sono rimasti nei sogni dei bambini.

Collodi non aveva mica previsto che al Paese di Balocchi piovesse, com’è questa storia allora?
Bisogna ri-ambientarla come ha fatto Andrea Gosetti, intervenuto per tre quarti d’ora con un divertentissimo racconto teatralizzato, e che ha pensato bene di mettere la residenza di Jack, e di far crescere la sua pianta di fagioli, sul lago di Varese.

Ok allora, eccoci: benvenuti al Paese dei Balocchi, nella piovosissima città di Varese.
Nella piovosissima città di Varese gli abitanti del paese dei Balocchi sono super vaccinati contro il brutto tempo.
Si svegliano al mattino con la casa allagata. Si inzuppano sotto l’acqua, nelle pozzanghere. Perdono ombrelli colorati, volati via tra le raffiche di vento. Non possono cucinare, perché piove storto, ma guarda caso dritto nella friggitrice. Fanno ruzzoloni sulle scale scivolose. Anche il CD salta, sicuramente per colpa dell’umidità ;-)
Ma sapete che c’è? Nel Paese dei Balocchi, nella piovosissima città di Varese, non c’è nessun problema, c’è da festeggiare, tutto il resto non ha importanza.

E infatti, in barba al tempaccio, noi ci siamo divertiti lo stesso.

Per primi i bimbi: arrivati umidicci nel salone dell’oratorio, erano solo felici di essere lì, molti con addosso le loro belle Pinocchio Shirt.
Le insegnanti e la Dire, anche loro con la maglietta in edizione limitata “I miei bambini non dicono bugie”, e con in testa i cappelli da Grillo Parlante, erano la voce narrante della storia che faceva da contenitore dei canti dei bambini:

dal famoso incipit

“c’era una volta…un re!"
Ma noooo…c’era una volta un pezzo di legno…che per fortuna o per dispetto finì nella bottega di Geppetto”
hanno ripreso le vicende di Pinocchio proponendole tutte IN RIMA!


E tra una rima e l’altra i bimbi cantavano. Come i monelli al Paese dei Balocchi, non poteva mancare chi si distraeva, chi si metteva le dita nel naso, chi parlava fitto e ridacchiava con il vicino, chi salutava i genitori, chi girava a destra invece che a sinistra. Ma questo fa parte del gioco, no?

I titoli delle canzoni:
"Pinocchio Burattino"
"Il Grillo Parlante"
"La Fata Turchina"

l'allegro ritornello: "non ti fidare del gatto e la volpe, non ti fidare mai. Non ti fidare del gatto e la volpe, Pinocchio ti metti nei guai."

qualche nota della musica del film di Comencini,

e per finire “Il Gatto e la Volpe” di Bennato.



Poi tutti i bimbi sono stati premiati con pacchettini di caramelle, nell’attesa di scendere per il pranzo.
Dietro le quinte, alcuni coraggiosi volontari cercavano intanto di capire come diavolo poter cucinare sotto l’acquazzone.
In una giornata da polenta, qualcuno ha provato a convincere gli altri ad un cambio di menu improvviso, ma alla fine la necessità aguzza l’ingegno, le soluzioni di emergenza si sono rivelate vincenti e salamelle, hamburger, hot dog e patatine, serviti a ciclo continuo, sono andati a ruba.

Alle 14:30, di nuovo tutti in salone: Andrea, in grado di tenere incollati a sé gli occhi dei bambini, neanche fosse una televisione vivente, ha rappresentato la storia di Jack e il fagiolo magico.
Non stiamo a ripeterla per intero, la storia la conosciamo, no?
Jack che scambia la mucca con 5 fagioli, la mamma furibonda che scaglia i fagioli fuori dalla finestra, la pianta che cresce all’inverosimile durante la notte, Jack che scala la pianta fin sopra alle nuvole, fino ad arrivare alla casa dell’orco, Jack, sempre lui, che se la vede brutta ma non solo riesce a salvarsi, riesce anche a rubare all'orco, nell’ordine: 3 monete d’oro, una gallina dalle uova d’oro e un’arpa magica.
Andrea è fenomenale, si diverte e fa divertire, ma vogliamo parlare della mamma di Jack, della gallina e dell’arpa? Rappresentate da tre malcapitate:
la mamma di Jack la faceva Eleonora mamma di Emanuele, tigrotto – bravissima…viene il dubbio che lo faccia segretamente di mestiere… (sostituita sul finale da Sara mamma di Laura, delfina. Dai, se l’è cavata anche lei in fin dei conti..). 
Leida mamma di Michelle, tigrotta, faceva la gallina: che ruolo ingrato, ma lei non si è persa d’animo. Tanto di cappello! 
E l’arpa…niente popò di meno che LA DIRE!!! Perché “ci voleva qualcuno della scuola”. 
Lei, cantare ha cantato, e in qualche modo è anche sopravvissuta – magari con una costola rotta – ai modi bruschi di Jack che in fin dei conti stava scappando dall’orco lasciandosi scivolare lungo una pianta di fagioli…
Insomma, non si poteva pretendere che avesse troppo riguardo di quello che si era caricato di fretta e furia sulle spalle…



L’importante è che vissero tutti felici e contenti: la mamma, Jack, la gallina (in brodo, ma questo è un dettaglio!) e l’arpa. E la fidanzata di Jack, la maestra Franci che pensava di averla scampata e invece no, all’ultimo è stata coinvolta anche lei.


Una breve pausa per la merenda, le buonissime torte deliziano i palati di grandi e bambini e gigantesche nuvole di zucchero filato impiastricciano facce e mani.



E poi si fa spazio al centro del salone, per consentire l’esibizione dei ballerini della scuola di balli caraibici Picabu che si alternano in tre balli latino americani (rueda, salsa e un ballo molto sensuale, la kizomba).
Sono bravi e alcuni si preoccupano un po’, pensando a cosa succederà quando toccherà a loro.
E invece un corposo gruppo di genitori, con maestre allegramente in prima fila, senza farsi pregare prende posto al centro del salone e segue i passi di Gino e di Elena, che dal palco insegnano i movimenti.
Qualcuno è bravo, qualcuno si impappina, qualcuno va tutto all’incontrario e pesta i piedi a qualcun altro. Ma che ridere!!

È già ora dell’estrazione dei premi della lotteria.
I bimbi, sudati e contenti, con la guance rosse, i capelli scarmigliati e i vestiti in disordine, si mettono in fila per pescare i biglietti vincenti.
La Dire legge premi e numeri estratti. Alcuni vincitori si fanno riconoscere subito.
Il vincitore dell’ingresso omaggio a Mondo Milan, il museo di Casa Milan, è tifoso del Milan! Fortunello!!
La vincitrice della bicicletta, alla lotteria dell’anno scorso ha vinto…una bicicletta! Di sicuro le servivano due bici!
La coppia vincitrice del primo premio – il viaggio offerto dall’Associazione Amici dell’Asilo - è proprio davanti al palco ed esulta quando la Dire scandisce l’ultimo numero del biglietto vincente (1863: proprio il loro!!)
L’asciugatrice non si sa ancora chi l’ha vinta, ma probabilmente c’è già qualcuno che pregusta la fine di lunghe sessioni di stenditura e di panni stesi ad oltranza in insopportabili estati piovose…

Ma no dai!!! Scommettiamo che quest’anno sarà un’estate calda e assolata e tutte coloro che aspiravano all’asciugatrice e non l’hanno vinta, non ne avvertiranno la mancanza?




Dopo tutto, festa bagnata: festa sicuramente fortunata per qualcuno, e festa divertente per tutti!!

sabato 6 giugno 2015

Un principe BACIOSO


  • Amore, è stato bello lo spettacolo? Era lo spettacolo di Pinocchio? Dai racconta
  • Noooo! C’erano i personaggi di TUTTE le favole.
  • Tutte? Tipo chi?
  • Cappuccetto rosso, Cenerentola, Pinocchio, il Principe Bacioso…
  • Il principe che?
  • Mammaaa, il Principe BACIOSO! (risatina)
  • E cosa vuol dire?
  • Eh, che baciava tutti, anche le scarpe.
  • Ah.

È vero che siamo parecchio in ritardo, ma magari qualcuno sta ancora cercando di mettere insieme i pezzi di un racconto che i bambini continuano a snocciolare, un pezzetto per volta.
Quindi eccoci in vostro aiuto.
Martedì 5 maggio i bambini sono rimasti a bocca aperta di fronte ad una rappresentazione singolare, quella messa in scena dalla compagnia teatrale di Enrico Croce.
I curiosi troveranno poco su Google, ed è un peccato perché questi attori, autori e artisti sono davvero formidabili. 

Ottenere senza fatica l’attenzione entusiasta dei bambini - anche dei più piccoli e scalmanati – per 1 ora e 40 minuti è un record con un unico precedente, anzi due: quelli che la stessa compagnia teatrale ha ottenuto con lo spettacolo di Barnabà l’anno scorso e due anni fa con lo spettacolo dei Fantallegri Animali. 
Stavolta siamo nel paese di Favolalleria. 
Uno dopo l'altro si presentano in un intreccio originale tutti i personaggi: il Gatto e la Volpe, IL Cappuccetto Rosso Martino, che sì, è un maschietto – figlio della più famosa Cappuccetto Rosso dei fratelli Grimm -, Pinocchio, Biancaneve, la Strega del Bosco, il Lupo, Cenerentola, il Principe Bacioso...

Parentesi: quanti di noi sapevano dell’esistenza del Principe Bacioso? Il Principe Azzurro  va bene, e poi il Principe Ranocchio, il Principe Filippo (ovvio che sapete chi è), il Principe della Principessa di turno. E Azzurro, l’antiprincipe di Shrek. Ma il Principe Bacioso è nuovo, così come gli atteggiamenti delle gentil donzelle: la principessa (Cenerentola) non lo vuole, scappa e si nasconde, e prima di lei Biancaneve annunciava che non avrebbe mangiato la mela e non si sarebbe addormentata "perché se no poi arriva un principe che mi vuole baciare". 
W le principesse emancipate!

Va bè, è vero che ci sentiamo liberi di divagare perché la “morale” della rappresentazione è: “camminare fuori dal sentiero pur restando sul sentiero, ovvero liberi ma coscienziosamente responsabili” però insomma, il dovere di cronaca ci riporta sulla trama.

Dicevamo, a Favolalleria i personaggi, più o meno ispirati a quelli delle fiabe tradizionali, creano una fiaba corale originale. 
Il Gatto e la Volpe sono gli imbonitori del luogo, i narratori. 
Una volta appurato cosa sono venuti a fare i bambini - "a vedere uno spettacolo", dicono i bimbi, - iniziano a raccontare: "braccia conserte, gambe incrociate, occhietti bene aperti, orecchie ben aperte: andiamo a cominciar!"

Entra in scena la mamma del Cappuccetto Rosso che ricorda al suo Martino di essere un bambino bu… bu… “burattino?” nooooo buono!! ed e… e….. “esperto!” nooooo, educato!!! e gli infila a forza la sua mantella rossa. Cappuccetto è un bambino come gli altri, che stenta a ricordare quello che non gli va e protesta per vestirsi.

Lungo il cammino di Cappuccetto verso casa della nonna, i bambini si trovano davanti Pinocchio ("son Pinocchio pinocchietto, quello di mastro Geppetto"), che è venuto a controllare se Cappuccetto Rosso si comporta bene (ah bè, allora siamo in buone mani) poi aiutano Biancaneve a nascondere nel bosco la mela avvelenata. 

Cappuccetto prosegue intanto per la sua strada e riempie il cestino per la nonna con funghi porcini...una mela trovata nel bosco... e tò, guarda un pò, una casetta di pan di zucchero e dolciumi. Nonostante gli avvertimenti dei bambini, Cappuccetto stacca un pezzetto di cioccolato per portarlo alla nonna e subito la strega, infuriata, balza fuori, meravigliata di trovare questo bambino invece di Häns e la Greta. Cappuccetto cerca di fuggire ma la magia della strega non conosce limiti, e quando, convinto di aver seminato la strega, ritorna in scena, i bambini gli rivelano la triste realtà: è stato trasformato in un lupo!
D'altronde, ha preso un pezzo della sua casetta senza chiederle il permesso. 
E, colmo della sfortuna, arriva una lupa che si innamora di questo strano bambino/lupo.
Cappuccetto piangente si fa consolare da Cenerentola - che dal canto suo pensa bene di fargli una ramanzina.
Si però...che pretese che i bambini si ricordino sempre tutti gli insegnamenti di mamma e papà...

Alla fine comunque Cenerentola, gentile, gli consiglia di cercare l'albero di cedro nel boschetto, troverà un mago potentissimo che potrà liberarlo dall'incantesimo.

Ed è proprio intanto che lui va alla ricerca del mago che arriva il principe bacioso a tormentare la povera Cenerentola.

Per fortuna torna Cappuccetto, liberato dal maleficio, che salva Cenerentola facendo baciare al principe la mela avvelenata, e per una volta è il principe ad addormentarsi, "così impara ad andare in giro a baciare tutti senza chiedere il permesso”...

Alla fine ricompare Pinocchio che - con un senso della responsabilità singolare se pensiamo a che tipo è - continua a controllare se Cappuccetto "bene bene si va a comportare"... 
Cappuccetto ricorda che la sua mamma gli dice sempre che bisogna usare la FANTASIA, ed ecco che Pinocchio la tira fuori, sotto forma di polverina, e la dona al suo amico Martino.

Il Gatto e la Volpe concludono la storia, rammentando ai bambini l'importanza di ricordarsi sempre i buoni insegnamenti di mamma e papà.

In tutta la favola Cappuccetto Rosso Martino, in bilico tra la volontà di ubbidire alla mamma e di fare di testa sua, si fa aiutare dai bambini nelle scelte da compiere.
Infatti i bambini sono esperti - la loro esperienza deriva dalla conoscenza delle favole tradizionali – e trovano loro stessi ampio spazio all'interno della storia intervenendo con entusiasmo nel dare consigli buffi ma anche saggi, fantasiosi ma anche sensati. 
Buffi, saggi, fantasiosi e sensati proprio come solo i ragionamenti dei bambini sanno essere.


martedì 19 maggio 2015

Saranno famosi

Doppio appuntamento sabato all’asilo.
Al mattino “LEZIONE APERTA” di TEATRO per i grandi e i loro genitori.
Nel pomeriggio, “SAGGIO” di RITMIA per i bambini mezzani.


Ma andiamo con ordine.

Dalle 9 e 45: TEATRO

“I bimbi sono come comete: li guardi e non puoi che esclamare: WOW!” (citazione: Andrea Gosetti)
È vero. Ma chissà se i bambini guardano noi genitori ed esclamano “WOW” ?
...noi ci abbiamo provato.

Diciamo che non siamo completamente impreparati: già durante il primo incontro di febbraio noi genitori abbiamo avuto modo di vergognarci un po’ o esaltarci o divertirci della nostra prestazione, o tutte queste cose insieme.
Ma sappiamo che stavolta ci saranno anche i bambini, e per giocare con loro dobbiamo metterci alla loro stessa altezza...guardarli negli occhi e lasciarci guidare da loro..
(Ecco salire il livello della nostra ansia da prestazione  Meglio, per una volta sarà la loro presenza a dare sicurezza a noi.)

Premessa: uno degli scopi base del GIOCO DEL TEATRO è quello di aiutare i bambini a prendere coscienza degli strumenti di cui sono dotati: corpo, occhi e voce.
Sono strumenti utilizzati normalmente nella quotidianità, e che comunicano più di quello che si pensi.
I bambini lo hanno imparato, e noi adulti, ce lo ricordiamo?

Ecco che allora siamo messi alla prova insieme ai nostri bambini.

Quest’anno, l’attività mimico-teatrale in cui Andrea e Francesca guidano bambini e genitori ha l’approccio ludico della storia di Pinocchio. Insomma, l’esperienza teatrale è personalizzata sul progetto dell’anno e declinata nelle sue forme attraverso i vari personaggi.

Genitori e bambini sono quindi invitati a calarsi nella storia:
- da un ceppo di legno vengono creati tanti Pinocchietti - genitori e bimbi, tutti insieme - che si mettono in posizione eretta muovendosi a scatti e in maniera sincopata.

(...mooooolto più bravi i bambini!)

- In un ribaltamento di ruoli, Pinocchio - ogni grande - incontra per la prima volta il proprio Geppetto - ogni bambino - ...Geppetto lo rincorre ma Pinocchio scappa e gli fa anche la linguaccia!

- È la volta dello spettacolo di Mangiafuoco: burattini immobili – i grandi – animati da tanti piccoli burattinai – i bambini – che sistemano gambe, braccia, mani, teste per portarli alla vita. E viceversa.

(Ehi voi grandi! non siete robot, siete burattini eh. I bambini sono sempre più bravi.)

- Il Gatto e la Volpe:  guardiamoci, siamo così impacciati nel camminare…così gobbi e accecati noi gatti...e le volpi invece così eleganti...

- Ma ecco arrivare Lucignolo, è così gasato ed entusiasta nell'invitare Pinocchio a seguirlo nel Paese dei Balocchi. Tutto il suo corpo con la sua gestualità parla da solo! Ma Pinocchio è reticente all'inizio, e Lucignolo così avvilito dalla sua reazione...

- Lucignolo e Pinocchio, la coppia di amici per eccellenza. Lucignolo è l'amico vero, che farebbe di tutto per Pinocchio: gli uni di fronte agli altri, genitori e bambini si ricongiungono alla fine del percorso guidati dai soli sguardi. Senza parlare, fidandosi e affidandosi reciprocamente gli uni agli altri, seguendone i movimenti in totale fiducia.



È un'emozione incredibile giocare a mantenere lo sguardo fisso coi nostri bambini...occhi che brillano e che ti rigenerano l'anima e il cuore!

Ricordiamocene, facciamolo anche a casa ogni tanto.

Alla fine Pinocchio torna a casa, ma non trova nessuno... chiama BABBO!...BABBOOOOO ma risponde solo un silenzio fermo. La casa è vuota, triste e impolverata.
Geppetto, da Buon Padre, non poteva stare a casa con le mani in mano ad aspettare, è andato a cercare il suo burattino. Perché i Papà devono dare un segnale forte, un insegnamento di vita: se vuoi qualcosa devi andare a cercarlo e a prendertelo, non aspettare che arrivi da solo.

Una casa senza bambini è così, triste silenziosa e grigia...È proprio vero, i bambini sono come le comete...ci affascinano con la stessa magia, e noi rimaniamo senza parole, solo con un: WOW (o UAU, a scelta ;-). )


Possiamo ringraziare Andrea e Francesca? 
Ad esempio per l’attenzione mostrata nei confronti dei nostri figli. 
Per l’entusiasmo con cui lavorano e che hanno portato d'esempio, condividendolo con i bambini. 
Naturalmente, per quello che i nostri bambini hanno imparato e per la capacità di concentrazione e di ascolto che hanno sviluppato (tornerà utile alla scuola primaria!). 
E infine, per aver fatto uscire noi grandi dalla nostra comfort zone a averci fatto divertire in maniera insolita.



Dalle 14 e 30: RITMIA

I bambini – i mezzani – fremono per uscire di casa per cui si arriva all’asilo incredibilmente anche un po’ in anticipo.
Si scambiano sorrisetti con i compagni, vergognosi un po’ per l’insolita presenza di tutta la famiglia.
Li lasciamo a Simona e noi genitori aspettiamo, curiosi, il loro ingresso nel salone.
E invece non ci sono bambini che entrano nel salone, ma ESPLORATORI che, attraverso una porta magica, si inoltrano nella Cantalberi Forest e raggiungono la loro postazione di osservazione. Il battere ritmico del tamburo accompagna i loro movimenti.

Le prime che si fanno vedere sono le SCIMMIETTE "cià! cià! cia! CICCICCIÀ!", che si posizionano in cerchio a cavalcioni dei tamburi, e suonano insieme e poi una alla volta, evocando immagini suggestive.

BOM BOM BOM, BOM BOM BOM... chi arriva? Si prendono i binocoli, ecco i TAMBURELEFANTI. Vogliono fare il loro gioco preferito, scambiarsi di posto sui tamburi.

Gli SFIORI D'ACQUA fanno smorfie perché qualcuno ha messo nell'acqua lo sciroppo per la tosse che ha un saporaccio... E poi cantano e subito dopo si addormentano. E poi ancora si spostano lungo la strada, cantano, cambiano giro, ricantano. Sembrano proprio simpatici e strampalati questi Sfiori d'acqua. 
L’ascolto dei suoni e del canto mette in vibrazione e induce posture, movimenti e sensazioni specifiche.



Poi ancora, arrivano i GORILLA, che quando fanno GU tirano in fuori la pancia, quando fanno GA la tirano indietro, saltano, lasciano penzolare le loro zampe anteriori e poi cercano il loro tamburo. E come si divertono in bambini a fare i versi e a camminare come gorilla!


E i FLAUCCELLINI, pronti a cantare e ballare quando sentono il suono del tamburo. 
Finché, un pò stanchini, aprono le zampe, nascondono il becco tra le piume e si riposano.

I diversi personaggi corrispondono a diverse posture ed andature ritmiche e vocali (“respirocanto”) appositamente create.  

E quando gli esploratori, dopo aver viaggiato tanto, si sdraiano su un fianco, stanchi, una dolcissima ninnananna li accompagna nel mondo dei sogni (ma qualcuno sbircia!)

E poi i CANTALBERI, cantano e ridono. E ballano. 
Il gruppo è “un'orchestra in movimento nello spazio” dove i suoni dei singoli si intrecciano con quelli dei compagni per creare particolari effetti timbrici, strutture ritmiche e melodiche, combinazioni armoniche sempre più complesse.

Alla fine gli esploratori, molto coraggiosi, vengono premiati con un tatuaggio molto speciale e ritrovano RESPIRASBUFFO, che hanno conosciuto all’inizio del loro percorso, e tornano a casa felici, salutando tutti gli amici e chiudendo dietro alle loro spalle la porta di questa magica Cantalberi Forest.

Chiara Bottelli, giovane incantatrice dalle molteplici doti, ci spiega alla fine quanto i bambini siano stati bravi nell’apprendere “concetti” musicali complessi, e noi, adulti mediamente istruiti o mediamente ignoranti in educazione musicale, la seguiamo appena. Alla fine rivela di essere violinista e cantante jazz, quindi stiamo tranquilli, non siamo noi ad essere in difetto, è lei ad essere molto avanti.


Sabato all’asilo noi adulti abbiamo potuto ammirare delle forme di espressione artistica in bambini di 4 e 5 anni. Ma volete mettere la grande fortuna e opportunità che hanno avuto i bambini, che sono stati coinvolti in un’esperienza artistica forte, sotto la guida di straordinari professionisti, per diversi mesi?

Insomma, magari non diventeranno famosi, ma le premesse ci sono tutte, e sono ottime :-)