Visualizzazione post con etichetta album dei ricordi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta album dei ricordi. Mostra tutti i post

mercoledì 14 ottobre 2020

Casbeno - 12 settembre 2020

Ed eccoci qui, dopo 8 anni di Scuola dell'Infanzia che a volte sono parsi interminabili e che invece ora, se ti giri indietro, sembrano essere passati in un soffio ...oggi è arrivato il giorno della festa dei diplomi anche per la "piccola" Chiara!!! 

Eh già, anche dopo e nonostante un anno così strano, le maestre sono riuscite ad organizzare la festa per i remigini del 2020!!! 

Diciamolo pure "e chi se li dimentica questi bimbi?!" I bimbi del 2020, l'anno del covid, l'anno delle cose lasciate un po' a metà...ma anche l'anno che ci ha fatto rivalutare tante altre cose: abbiamo dovuto rallentare, cambiare, riorganizzarci, ma abbiamo anche potuto riscoprire il gusto delle cose "piccole".
Sì perché io la voglio vedere così...a ricordarcelo brutto e cattivo il covid ci pensano già il gel e le mascherine e il dover stare sempre in guardia; però (senza dargliene merito, non fraintendetemi...) anche il gusto delle cose è cambiato e credo in meglio, stavolta. 
Lo hanno dimostrato oggi le maestre, che hanno dovuto riformulare una festa che seguiva un protocollo di tradizione da anni, quasi in pompa magna, ma dove rischiavi anche di non vedere il tuo bimbo per la troppa gente; e invece oggi, nel giardino dell'asilo, in una bella mattina di sole, una giornata dedicata esclusivamente a loro: ai bimbi grandi e alle loro famiglie. Un bellissimo ed emozionante momento dove i bambini hanno ricevuto il loro diploma. 


Chiamati uno a uno dalla maestra, hanno dipinto la loro manina con una vernice speciale e hanno lasciato l'impronta su una piastrella sul muro dei ricordi, affiancato a un bellissimo arcobaleno; poi ogni mamma ha scritto vicino alla manina del proprio bimbo il nome, e lavata accuratamente la manina, i bimbi si sono riseduti al loro posto attendendo di essere chiamati per la consegna del diploma e del portfolio contenente la propria storia all'asilo. 


Ovviamente non è mancato un briciolo di commozione da parte della maestra quando i bimbi, gli ultimi orsetti, visto che da quest'anno i nomi delle classi sono cambiati, le hanno consegnato un album con i loro disegni e le loro foto, ringraziandola di cuore per gli insegnamenti e il tempo trascorso insieme. 

Grazie Maestra Francy, e grazie a tutto l'Asilo davvero con tutto il cuore.


Francesca, mamma di Chiara, ex orsetta

martedì 6 ottobre 2020

Com’è andato questo INSOLITO mese di SETTEMBRE

Settembre, si sa, è il mese giusto per i buoni propositi e per i cambiamenti. 

Di solito è bello quando i cambiamenti sono frutto di una scelta e di una volontà; questo settembre, invece, l’asilo è iniziato con una serie di cambiamenti obbligati dal COVID: le classi mescolate, gli ingressi diversificati, gli spazi rivoluzionati, le regole, i divieti, le raccomandazioni, le comunicazioni a distanza. 

E a tutto questo si aggiunge che ci sono stati arrivi e partenze; maestra Marta e maestra Stefi non ci saranno per un pò, maestra Francesca – orsetta – e la super cuoca Lorena si sono trasferite (Franci e Lory, sarete sempre nei nostri cuori!) e menomale che è tornata la maestra Cinzia, e con lei sono arrivate le maestre Stefania, Elena e Martina.  

Insomma, mai mese di settembre è stato così movimentato, stravolto e sconvolgente. 

L’importante, però, come si dice, è trasformare le difficoltà in opportunità: l’importante è che i cambiamenti siano dei BUONI CAMBIAMENTI e che, messo da parte il comprensibile scoraggiamento iniziale, tutto il personale della scuola si sia rimboccato le maniche e che lo abbia fatto in modo creativo e originale, e con amore. E dato che chi semina amore fa sempre un buon raccolto, ecco che dalle difficoltà del cambiamento forzato, mettendo qualche seme di amore nelle cose che sono state fatte, sono sbocciati i fiori delle nuove classi. 

 

Un po’ di nostalgia per i vecchi orsetti, tigrotti, delfini e tartarughe è comprensibile: hanno fatto parte della vita della scuola per tantissimi anni. Però la novità di appartenere alla classe delle margherite, o a quella delle primule, o a quella dei girasoli, o alla classe dei tulipani, compensa la nostalgia per quello che c'era prima. 

E poi tutto sommato la mancanza di grembiulini, da un certo punto di vista, ha i suoi vantaggi: quante volte al lunedì mattina ci siamo trovati senza un grembiulino pulito e lo abbiamo dovuto pescare, stropicciato, dalla montagna di cose da stirare? 

E vogliamo parlare della comodità per tutti i bambini di stare in pantofole? O di non scendere a mensa? Magari saranno più felici i bimbi più pigri e stazionari, quelli che se possono evitare di mettere il naso fuori dalla porta sono più rilassati; ma si sa che i bambini si adattano in fretta e facilmente, e infatti sembra anche i più girovaghi si siano ambientati tranquillamente alle nuove regole. 

Il gruppo esclusivo della classe, e la nuova dimensione che le classi hanno assunto (sia fisica sia funzionale: si fa tutto lì) rende adesso la nostra scuola dell’infanzia una specie di raggruppamento di 4 piccole scuole (più la sezione primavera) in un unico edificio. Certo, i più socievoli avranno meno possibilità di farsi tantissimissimi amici, ma i più timidi saranno sereni nel nuovo ambiente ristretto, e potranno sempre contare sulla compagnia dei loro compagni più espansivi che li aiuteranno ad uscire dal guscio ☺ 

Insomma, magari non sarà tutto perfetto, ma quello che conta non è la perfezione, ma la capacità di adattarsi e di cambiare nel modo migliore possibile. E sicuramente la nostra scuola è cambiata nel modo migliore in cui potesse cambiare. 

Due parole sulla festa dei diplomi: il 12 settembre i remigini, che non hanno potuto avere la loro festa alla fine dello scorso anno scolastico, si sono ritrovati (distanziati, naturalmente!) per avere quello che si meritavano e che spettava loro. Hanno potuto concludere ufficialmente il loro percorso alla scuola dell’infanzia, prima di iniziare quello alla scuola primaria, hanno ricevuto il loro diploma, hanno lasciato la loro impronta sulla parete dei ricordi. Anche se, in verità, non è necessaria una parete, per ricordarli: sono “i bambini del COVID” e gli ultimi ad essersi diplomati “sotto il segno degli animali”: non potremmo dimenticarli mai. 


 

venerdì 26 giugno 2020

Qualcosa da completare...

La Scuola dell’Infanzia quest’anno non è finita: si è dissolta, a marzo, decreto dopo decreto. 
È vero, si è poi ricomposta, in qualche modo, a distanza e per tre mesi, grazie agli sforzi di insegnanti e genitori, e infine ha riaperto nella forma di “scuola estiva” a metà giugno.
Ma la fine vera della scuola “regolare” non c’è stata e non ci sarà. 

Non c’è stata la festa di fine anno e non ci sarà un vero ultimo giorno di scuola, quello in cui le maestre, a tu per tu con tutti i loro Remigini, si scioglieranno in lacrime e abbracci.
Non c’è stata una vera conclusione di un ciclo per i bambini grandi, o per le Apine della Sezione Primavera: soprattutto non c’è stata la festa dei diplomi.
Questo forse è il dispiacere più grande.
Perché se ci siamo persi una festa, ma se c’è ancora tempo per altre feste l’anno prossimo, pazienza.
Ma se quella che ci siamo persi è stata l’ultima festa, allora è tutt’altro discorso.

Coloro che, tra i genitori, non sanno che cosa ci si può aspettare dalla festa dei diplomi, perché non ne hanno mai vista una, forse sono più fortunati: non sapendo che cosa si perdono, non sanno nemmeno per cosa, eventualmente, essere tristi.

Per coloro che lo sanno probabilmente sarà un po’ peggio.

Ci sarà chi, suo malgrado, ha messo via il fazzoletto che teneva pronto fin da settembre per la festa del diploma, o chi invece lo ha tenuto in mano, perché la mancanza delle parole strappalacrime della festa fa piangere almeno tanto quanto fanno piangere le parole strappalacrime.

C’è chi aveva tenuto in serbo per quel momento i discorsi più belli, e ora sente la frustrazione di non avere l’occasione per pronunciarli.

C’è chi, negli anni, ha scattato le foto di rito a tutti i bambini della scuola, e proprio quest’anno che sarebbe toccato alla sua, di bambina, deve rassegnarsi a lasciare in un angolo la macchina fotografica e vuota una pagina dell’album dei ricordi.


Alcuni forse penseranno con un senso di sollievo di essere scampati alla commozione e al batticuore di vedere i figli marciare la marcia dei Remigini, e questo sarà il loro modo per bilanciare l’amarezza delle emozioni mancate.

Ci sarà chi si consola pensando al fatto che i bambini sanno reagire meglio dei grandi a certi intoppi della vita, perché hanno risorse che i grandi non hanno, perché hanno meno aspettative e più capacità di adattamento: probabilmente loro ci sono rimasti meno male degli adulti, e non trovano così ingiusta questa conclusione di un ciclo.

Per alcuni la dissolvenza dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia ha lasciato il tempo di abituarsi all’idea, e forse vivono il cambiamento meglio di quanto avrebbero vissuto lo stacco improvviso che ha invece una fine.

In qualche modo sopravvivremo anche alla fine/dissolvenza di questo ciclo, sperando poi che non saranno incertezze e mancanze a gettare le basi di un nuovo inizio.

Per ora, una certezza c'è: le maestre non lasceranno andare così i loro bimbi grandi.
Un momento di festa, per loro, a settembre, comunque ci sarà 😍

lunedì 2 settembre 2019

Fallen in Love

Alcuni ci cadono all’open day.
Altri il primo giorno.
Per altri ancora ci vuole del tempo, ci vogliono gesti, racconti, esperienze, ricordi: non tutti si lasciano colpire dai fulmini.

Comunque, chi prima o chi poi, quasi tutti si innamorano del nostro asilo. Si innamorano dei colori, degli spazi, delle voci. Della sicurezza e del calore di quelle mura. Si innamorano delle cose che si fanno, dei racconti che vengono portati a casa dalle parole dei bambini, delle filastrocche recitate a mozziconi. Delle amicizie, quelle tra i bambini, quelle con le maestre. Della mensa e dei profumi, del cortile e dei giochi. Sì, anche dei disegni e dei lavoretti.


E poi si continua a “cadere innamorati” per giorni e giorni e infine, passati tre anni o quattro, proprio quando si pensa di avere una tregua, si cade di nuovo vedendo i laboratori dell’Associazione Amici dell’Asilo o le maestre al banchetto delle torte durante la festa del paese, ad esempio 😉

Alcuni, innamorati del nostro asilo lo rimangono, anche dopo che i figli smettono di frequentarlo.
Questo significa non solo che continuano ad amarlo per quello che hanno ricevuto in passato – loro e i loro figli –, ma anche che hanno continuato a "caderne innamorati". 
È perché l'asilo continua ad offrire loro un motivo di improvvisa felicità o tenerezza che rinnova questo amore: può bastare sentir canticchiare il motivetto di una canzoncina, o trovare una foto, ed eccoli lì, caduti innamorati di nuovo.
O, per restare in tema con quest’altro post: ils sont tombés amoureux, ancora, per via dei legami mantenuti.

Per fortuna, diversamente dalle relazioni amorose di altro tipo, in questa di solito non ci si fa male, quindi cadere innamorati dell'asilo non provoca lividi.

Oggi, che ormai manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico, auguriamo a tutti i nuovi genitori di cadere innamorati dell’asilo. 
Non dovete fare altro che aprire il cuore e lasciarvi colpire 😍

martedì 11 giugno 2019

Hello Hocus, hello Lotus

La mattina di sabato 1° giugno, i bambini grandi si sono cimentati nella lezione aperta del progetto di inglese a loro dedicato.
Ma che non si trattasse propriamente di una lezione aperta lo si è capito nel momento in cui si sono disposti in un grande cerchio nel bel mezzo del salone.
Giulia, la magic teacher che ha accompagnato i nostri bambini durante l’anno alla scoperta di due simpatici dinocroc e dei loro amici, ha chiesto a ciascun bambino di portare nel cerchio un’altra persona, un familiare.


Il cerchio si è ingrandito per ospitare una mamma, un papà, un nonno, un fratello o una sorella.

Una versione più piccola del cerchio magico (niente di mistico o esoterico, solo bimbi speciali che fanno cose speciali!) si forma una volta a settimana in quella parte di una stanza del piano terra dell’Asilo dove si narrano le avventure dei due draghetti (l’altro lato della stanza ospita la biblioteca con tutti i libri a disposizione dei bambini).
Prima Giulia legge il racconto del giorno (partecipano anche le maestre!), poi i bambini si mettono alla prova "leggendo" un pezzetto dello stesso racconto (i bambini hanno talmente tanta confidenza con il libro che sembra stiano leggendo davvero!), infine si ascolta la canzoncina e si vede l’episodio tutti insieme.

Non ci sono dubbi dell’importanza della lingua inglese per la futura professione e nella vita in generale ma il punto è che all’Asilo Divina Provvidenza la lingua straniera si impara in un modo innovativo: no a esercizi, lunghi elenchi di vocaboli da imparare a memoria e le prime regole grammaticali, sì a canzoncine, racconti, giochi da fare insieme.
In questo modo l’inglese (e soprattutto la sua pronuncia) entrano a far parte pian piano del bagaglio di conoscenze personali del bambino, un po’ come quando ha appreso la lingua italiana con l’esempio, l’ascolto e la pratica.
Poche istruzioni per i genitori: l’invito ad utilizzare il materiale didattico anche a casa e il divieto di tradurre quello che ascolta il bambino, anche se è lui a chiederlo. Imparerà da solo a contestualizzare vocaboli e frasi e a ricavarne il significato.

Ma torniamo al cerchio magico più grande, quello del salone di quel sabato mattina.
Il bello è arrivato quando Giulia ha indossato (e così hanno fatto tutti i bimbi) la maglietta magica che, una volta su, non permette più di esprimersi se non in lingua inglese.
Avete capito bene, nemmeno una parola in italiano! In English, please!
Il terrore sul volto dei genitori, un sorriso stampato su quello dei più piccoli.
Let’s hold hands, close your eyes, one, two, three…now we are going to tell a story. Si comincia.

La scelta cade sull’ultimo racconto dell’anno: rat’s treasure.
Giulia racconta un pezzo alla volta le peripezie di Lotus che rincorrendo una palla rimbalzante si imbatte nella tana di un topo e scopre la sua camera del tesoro colma di oggetti di ogni tipo.
Riuscirà a scambiare la palla con il suo stereo portatile e, una volta a casa, ad improvvisare una festa danzante con Hocus.
Ogni bambino a turno ripete le frasi dell’insegnante e ne imita i gesti, chi un po’ esitante, chi con disinvoltura, chi con sicurezza, ma nessuno si tira indietro.

Alla fine arriva il momento della consegna dei diplomi: Giulia chiama ogni bimbo e ad ognuno consegna l’attestato del corso di inglese, prova tangibile di tutto l’impegno nel seguire le avventure dei due dinocroc durante l’anno.

Bye bye Hocus, bye bye Lotus!
See you soon!





Si ringrazia per questo post: Daniele, che essendo papà di un bambino grande (Giorgio, delfino), sta vivendo in prima persona tutti gli eventi dedicati ai grandi 😊, e Giorgio, appunto, che ha suggerito al suo papà le parole giuste da scrivere 😊😊

lunedì 3 giugno 2019

31 maggio 2019 - Il Momento Giusto

È il momento giusto.
I bambini sono al centro dell’inquadratura.
È il momento giusto per lo scatto e…niente.
Il momento è passato e io ho perso l’attimo.

Mi sono distratto quando loro sono entrati, stanno marciando in cerchio sulle note della
canzone dei remigini, hanno riempito il salone, si dispongono in file uguali, tigrotti, orsetti, tartarughe e delfini.
Fa un po’ strano vederli lì, dritti, in file regolari, seri e composti davanti ai genitori, quando pochi istanti prima non riuscivi ad immaginarteli se non in cortile, chiassosi e lanciati in corse sfrenate.

Qualche risatina qua e là, qualche mamma si abbandona già alle lacrime, la cerimonia è
iniziata ma la mente vola lontano, si accavallano i ricordi e ognuno di essi si trascina dietro un’emozione indelebile.

Una voce sta leggendo qualcosa al microfono ma è distante, io ho davanti le stanze della
sezione primavera all’inizio di questo viaggio, mi si stringe lo stomaco a lasciare quella
manina così piccola, mille dubbi mi attanagliano: avrò scelto bene? È il posto giusto?
Starà male senza di me?
E poi la corsa per dare un’occhiata furtiva al diario delle apine: cosa avrà fatto oggi il mio
bimbo?
E la pioggia di domande alla maestra: ha mangiato? Ha fatto il bravo? Ha giocato con
qualcuno?

Poi l’inserimento, calarsi pian piano in un ambiente sconosciuto, le prime amicizie, dirette e genuine come solo a questa età possono avvenire, i primi lavoretti e i primi pasticci, le prime marachelle, le prime simpatie e antipatie, i primi litigi.

Vengo riportato in salone da un nuovo canto dei bambini.

Dopo le parole di Mons. Luigi Panighetti e la preghiera insieme ecco il momento più
importante della cerimonia: la consegna dei diplomini. Quando vengono chiamati per
nome i bambini si presentano a ritirare il loro diploma e il loro cappello e tutti hanno
stampato sul volto un sorriso fiero e orgoglioso.

Per un attimo penso che non sia giusto! Crescere non va bene, penso che il cambiamento
non porti nulla di buono e formulo un desiderio: che il mio bambino e la mia bambina
restino per sempre così, come congelati in un tempo fatto di giochi, colori, sapori,
filastrocche e sguardi sinceri.
L’attimo seguente mi rendo conto di quanto egoista sia stato il mio desiderio e un po’ me
ne vergogno: la vita è vera solo se si compie un cammino.

Con la fine della consegna cala anche un po’ la tensione, tutti si riversano fuori nel sole del cortile, adesso il pomeriggio è un po’ meno cerimonia e un po’ più festa.

Le maestre insieme recitano una poesia bellissima che riesce a commuovermi, parla di
una valigia e di tutto quello che dovrebbe contenere per il futuro dei nostri piccoli:
coraggio, fantasia, lealtà, tenerezza, rispetto, sincerità.



Rispunta in me la metafora del viaggio e ancora una punta di malinconia che però subito
viene sommersa dall’onda scomposta dei bimbi che corrono a rintracciare l’impronta della
propria manina sulla parete dei ricordi.


È il momento giusto.
Il dito è pronto, in tensione sul pulsante, loro sono in primo piano, perfettamente a fuoco.
È il momento giusto, ma decido di lasciar perdere.
Spengo la macchina fotografica, qualcun altro penserà a scattare.
Questa volta niente distrazioni: mi guardo intorno attento, li voglio conservare per sempre così nei miei ricordi, capelli sudati, magliette sporche di terra, contesi tra lo scivolo e l’altalena, le urla di gioia che riempiono l’aria e colmano i cuori.


Si ringrazia per questo post: Daniele, papà di Giorgio, delfino diplomato 😊

venerdì 10 maggio 2019

Una NOTTE all'asilo...

Serve un piccolo sforzo con la fantasia per immaginare di trovarsi a metà tra il set di "Toy Story 3" e quello di "Una Notte al Museo", ma questo non è un film: questo è l'asilo in una notte qualsiasi…

La serranda dell'ingresso era scesa già da tempo, era notte fonda ma qualcuno fece capolino dalla classe delle tartarughe e si sporse timidamente dal guscio: "Sally ti sei già svegliato?"

Tina la tartaruga non ottenne nessuna risposta nell'oscurità, del delfino non c'era traccia ma all'improvviso sentì una musica venire da lontano. Con calma (con molta calma) raggiunse l'altra estremità del corridoio. Nella classe dei tigrotti era in corso una festa: i tavoli erano stati spostati e nel centro della classe tutte le Barbie erano lanciate in un ballo scatenato, sopra le loro teste volavano mattoncini Lego, era in corso una battaglia tra il galeone dei pirati e i Gormiti.
Sulla scrivania di Raffaella, Tigro il tigrotto ballonzolava sulla sua coda con un sorriso soddisfatto.

"Ecco dov'erano finiti tutti stanotte!" Tina si rivolse a Winnie l'orsetto, appoggiato alla porta.


Winnie lanciò a Tina un'espressione soddisfatta, poi fissò le apine della Sezione Primavera che ronzavano attorno al suo vasetto di miele. "Lasciamoli perdere, guarda cos'ho io!" disse sfoderando dal vaso una chiave scintillante!
"Ehi! Ma quella è la chiave della cucina!"
L'orsetto sghignazzò: "Eh eh, l'ho rubata a Barbara e Adele"
Tina: "Non vorrai mica..."
Winnie: "Proprio così! Hai visto il menu all'ingresso? Oggi a pranzo c'erano risotto al basilico e scaloppine di tacchino, sarà certamente avanzato qualcosa e io so dove Lorena conserva gli avanzi!"
Tina: "Io però ho sentito dire ai bambini che a fine pranzo pesano gli avanzi di cibo!"
Winnie: "Seeeeee e io sono un grizzly! E che ne farebbero una volta pesati??? Ma dai!!! Adesso mi verrai anche a raccontare che frullano i ceci per farli mangiare ai bambini!"

In fondo alle scale vennero interrotti da un rumore improvviso che veniva dal salone.
Più precisamente la porta del magazzino era socchiusa e filtrava una luce dall'interno.
Tina si nascose nel guscio e Winnie tremava dalla paura, ma si fecero coraggio e avvicinandosi alla porta la spinsero lentamente.
La lunga sala era piena di oggetti di ogni tipo, in fondo riuscirono a scorgere un gruppetto di personaggi.
Tina urlò: "Sally, ecco dov'eri finito!"
Sally il delfino agitò le pinne cercando di calmare i suoi compagni: "Tranquilli ragazzi! Va tutto bene! Sono certo che vi ricorderete di questi nostri amici".
Si fece avanti alla luce Piera la mongolfiera, la seguiva Enrica la casa che ricicla, subito dietro il Signor Creato sorretto da San Francesco, poi l'albero Dino con l'uccellino Serafino e in fondo l'artista Spiralino con la sua espressione enigmatica.
Winnie e Tina erano rimasti a bocca aperta: "Ma…ma voi che ci fate qui?"
Piera la mongolfiera prese la parola: "Penso di parlare a nome di tutti: non ce la facciamo più a stare lontani dall'Asilo! Io stessa ho girato il mondo, non avete idea di quanti paesi ho visitato e quanti bambini ho conosciuto ma alla fine ho sentito la nostalgia dell'Asilo e sono tornata!"

Piera la Mongolfiera

Enrica la casa che ricicla: "Da quando siamo diventati una Green School ho sempre creduto che il mio compito fosse finito e mi sono fatta da parte, ma adesso basta! La nostalgia è troppo forte!"

Enrica, la casa che ricicla, e i suoi amici

L'uccellino Serafino scoppiò in un singhiozzo "La verità è che ci mancano i nostri bambini!"

L'uccellino Serafino

Nel frattempo anche Tigro aveva raggiunto i suoi amici e intuì la situazione. Dopo essersi brevemente consultate le quattro mascotte di sezione sorrisero: "Abbiamo noi la soluzione!"

La mattina dopo la scena che si presentava agli occhi dei genitori che accompagnavano i propri figli all'Asilo era abbastanza inusuale: davanti alla vetrata della direzione erano schierati in bella mostra tutti i personaggi che erano stati i protagonisti degli ultimi anni scolastici.
Le mamme e i papà avevano capito che qualcosa non andava ed erano tutti molto agitati ma i bambini, nel vedere (o rivedere) i loro beniamini, prima sgranarono gli occhietti per la grande sorpresa, poi lanciarono un grido di felicità e non ne volevano più sapere di andare nelle loro classi.

Non ci crederete ma adesso il problema per le maestre era un altro: sarebbero riuscite Cristina, Simona, Raffella, Francesca, Sara, Elena, Stefania, Cinzia e Alessandra (qualcuno stava già chiamando Marta e Francesca) a ricordare e raccontare ogni dettaglio degli eroi che avevano colorato le giornate dei tanti bimbi dell'asilo negli ultimi anni??


Questo post è stato ideato, scritto e arricchito con il disegno che vedete sopra da Daniele, papà di Giorgio, delfino. Grazie!

martedì 8 gennaio 2019

Festa di Natale

Il periodo delle feste di Natale è magico ed affascinante: l’atmosfera cambia, si riempie di luci, di profumi, di suoni e di decorazioni scintillanti. Ed è proprio così che è stato allestito il salone dell’oratorio in occasione della recita di Natale dei bimbi della Scuola dell'Infanzia.
Ma andiamo con ordine…
Come ogni anno, una marea di genitori aspetta impaziente davanti alla porta d’ingresso, per prendere velocemente posto sulle sedie posizionate ai piedi del palcoscenico.
Si sa...tutti vorrebbero stare davanti per non perdere nemmeno una parola o uno sguardo fugace di questi piccoli attori.

Tutto è pronto: i bambini piccoli sono seduti sui gradini sottostanti al palco, chi con indosso il cappellino di Natale, chi con un cerchietto a forma di renna, o pupazzo di neve. E alle loro spalle il sipario che nasconde uno sfondo stellato con una cerchia di angeli.

Si inizia con un’introduzione di Patrizia, la vice-presidente, che ringrazia i presenti e soprattutto le maestre, che con impegno e dedizione hanno preparato questo spettacolo, ricordando anche quanto sia importante il vero significato del Natale.
Poi interviene la voce della maestra Francesca che accenna al progetto dell’anno, ispirato all’arte, rappresentato oggi da un bimbo “grande” nelle vesti di Giotto.


Il bambino, con in mano una tavolozza, entra sul palco, accompagnato da una voce fuori campo che racconta brevemente la vita dell’artista.
Poi ecco che entrano quattro dolcissimi angioletti che dopo una piccola poesia, accolgono i tre bambini che interpretano Maria, Giuseppe e Gesù bambino.
E così tutti insieme intonano la canzone “Oggi è nato Gesù”.

Le voci riecheggiano per tutto il Salone, e l’emozione traspare dagli occhi dei bimbi e dei genitori..
Gli applausi non tardano ad arrivare, e i nostri teneri protagonisti si lanciano in un altro fantastico canto, muovendo mani e piedi al ritmo del “Girotondo di Natale”.
I piccoli sono entusiasti e scatenati…

Finita questa ultima canzone ecco il momento che tutti aspettavano, la poesia di Natale, recitata da ogni singolo bambino:

“Come un pittore dipingo il Natale
per ricordare un giorno speciale
utilizzo l’oro e l’argento
per rendere unico questo momento.
Augurando a tutti un Natale d’amore
che porti la pace in ogni cuore
Buon Natale!”

Gli applausi sono tantissimi, qualche lacrimuccia scende dai visi di mamme e papà emozionati…e i nostri bambini appaiono fieri e contenti.
Lo spettacolo è riuscitissimo, grazie a tutti i bambini, alle insegnanti e a tutto il personale della scuola!

Ma aspettate…
Perché c’è una sorpresa..parte il proiettore e per magia sullo schermo appare un video di auguri da parte dei genitori, guidati da Papà Gaeta che per l’occasione ha composto il brano “NATALE INSIEME”.
Tutti i bambini sono increduli e divertiti, soprattutto per la parte rap dei papà Greco, Milan, Aimetti e Gaeta.
Un momento divertente e indimenticabile..

Infine viene estratto il numero vincente del cesto natalizio, donato da una mamma molto speciale all’Associazione Amici dell’Asilo: il nostro piccolo “Giotto” estrae il numero 644, acquistato dal papà di Rachele, apina della Primavera.

Dopo un sentito ringraziamento per la partecipazione e il contributo di tutti i genitori, si può finalmente fare merenda...tutti insieme per scambiarsi gli auguri, mangiando una buona fetta di panettone!!!



Si ringrazia per questo post: Luana, mamma di Jacopo, tartaruga

venerdì 1 giugno 2018

Piccolissimi DIPLOMATI!

Vi è mai capitato di vivere un momento così speciale ed emozionante, da non desiderare altro che poterlo incidere su un nastro, in modo da riavvolgerlo ogni qualvolta ne sentissimo il bisogno? 
Per ricordare anche solo per un istante il brivido di quell’emozione…

Ecco, questo è quello che tutti i genitori dei bambini della sezione Primavera hanno pensato, oggi 1 Giugno, in occasione della festa dei diplomi.

Per questa cerimonia tutto è pronto: il salone è addobbato a festa con tanti palloncini rossi, un tavolo al centro con i cappellini gialli e i diplomi, le panche disposte a cerchio per accogliere ciascuna mamma e il proprio bambino, e come contorno una sfilza di sedie per tutti i papà, i nonni, i fratelli e sorelle.

Non manca nessuno, solo i nostri piccoli protagonisti che forse un po’ sorpresi e un po’ spaventati, attendono di fare il proprio ingresso, mano nella mano con la propria mamma, per affrontare sicuri e decisi la marcia.
In sottofondo una canzone che fa da cornice ai sorrisi trionfanti di Lucia, Maria Vittoria, Elisa, Bruno, Jacopo, Francesco, Diletta, Alberto, Federico, Leonardo I., Martina, Alessandro, Leonardo M., Edoardo, Martino, Aurora, Linda e Greta. 
Negli occhi dei bambini tanto stupore, in quello delle mamme tanta commozione.

Finita la marcia, tutti hanno preso posto per lasciare la parola al Presidente dell’Asilo, Don Luigi, che ha ringraziato tutte le famiglie per la partecipazione e la fiducia dimostrata alla Scuola, punto cardine dell’educazione di ogni bambino.
Poi è intervenuta anche Patrizia, vice-presidente, che ha voluto esprimere la propria gratitudine e quella di Francesca, la nostra coordinatrice.
Per finire poi con le maestre, Sara e Stefania, che con poche parole e un po’ di magone hanno fatto un bilancio dell’anno appena trascorso. Un anno ricco di pianti, sorrisi, giochi, coccole, scherzi, canti, scoperte ed obbiettivi raggiunti.
Mesi intensi, dove un abbraccio ed un tenero sorriso le hanno ripagate di tutto il lavoro svolto, anche se con un po’ di amarezza, perché si sa…un anno passa in fretta e la conclusione di un percorso mette inevitabilmente anche un po’ di nostalgia.

Ma adesso è giunto il momento, ogni bambino viene chiamato per ritirare il proprio diploma e indossare il cappellino della Laurea, tra numerosi applausi ed incitazioni. 
Che emozione…vedere quei piccoli ometti e quelle piccole donnine avanzare, chi in modo sicuro, chi correndo, chi imbarazzato o in preda alle lacrime, riempiendo gli occhi e il cuore di tutti i presenti.


Dopo la consegna dell’ultimo diploma, la maestra Sara legge una piccola poesia di Erma Bombeck, dedicata a tutti i genitori:

I FIGLI SONO COME GLI AQUILONI
“Passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
Fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni essi finiscono a terra…
E tu rappezzi e conforti, aggiusti, insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
Che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
Che sfugge dalla tua mano
Il cuore ti si riempie di gioia
E di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
L’aquilone si allontana sempre di più
E tu senti che non passerà molto tempo
Prima che quella bella creatura
Spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto capirai di aver assolto al tuo compito.”

Perché è questo che da senso a tutto, in fondo la passione, la dedizione e l’amore che ogni insegnante dedica ai nostri figli non è poi così lontana dal compito di ogni genitore. Ed ora…come per ogni festa che si rispetti è arrivato il momento della merenda, tutti insieme con la consapevolezza di aver condiviso un momento indimenticabile; reso ancora più bello dalla consegna, da parte dei bambini dell’Alveare, di due doni per le maestre. 
Si tratta di due segnalibri sui quali sono stati incisi i 19 nomi delle apine della sezione
Primavera 2017/2018.



Senza dimenticare però, tre piccole orchidee per le insostituibili Lorena, Barbara e
Adele.
Un grazie speciale a Sara e Stefania, un grande in bocca al lupo a tutti i bambini e arrivederci a Settembre per un nuovo inizio alla Scuola Materna.


Si ringrazia per questo post: Luana, mamma di Jacopo, apina.

mercoledì 23 maggio 2018

La CERIMONIA dei DIPLOMI della Scuola dell'Infanzia

C'erano una volta un grembiulino rosa e un grembiulino azzurro, sotto gambette abbronzate dall'estate, occhioni spalancati pronti a scoprire un mondo nuovo e manine strette strette nelle mani della mamma e del papà: è il 1° giorno di Asilo.
Chiudiamo gli occhi, proprio un battito di ciglia che sembra velocissimo e quando li riapriamo eccoci ad oggi: stessa porta, stesso Asilo, però i grembiulini sono più lunghi, e i bambini non sono mano nella mano della mamma e del papà, ma al mattino entrano di corsa all'Asilo urlando Ciaooo, conoscono tutti, salutano tutti, s'infilano in classe con la stessa disinvoltura che hanno nella loro cameretta. Sono a casa loro.
Come e quando è successo tutto questo?

Sette giorni fa è stato il giorno della Cerimonia dei Diplomi dei bambini grandi della Scuola dell'Infanzia: in un salone affollato di genitori, fratelli e sorelle, nonni, zie e tate..ecco che entrano in ordine i grandi della classe degli Orsetti con la maestra Francy, segue il Team Raffy dei Tigrotti, le Tartarughe con la maestra Cri e chiudono i Delfini con la maestra Marta (raggiante Marta!) e Simona.
Sono belli, sono grandi, sono emozionati, marciano cantando 

“Siamo i remigini, lasciateci passare, alla scuola primaria siamo pronti ad andare”

..sfilano intorno agli amici mezzani che li accompagnano in questo momento importante. A guardarli anche i mezzani sembrano già un po' più alti rispetto a quella mattina!
L'emozione è palpabile, visibile, è quasi un guaio incrociarsi occhi negli occhi.
I bambini sono perfettamente in colonna e ci cantano proprio a gran voce con entusiasmo 

“E' la mia scuola è..una favola da vivere ogni giorno, ogni giorno..è la mia scuola è ..un ricordo qui per sempre nel mio cuore, nel mio cuore...”

Com'è possibile che certe canzoni siano così giuste proprio per certi momenti!?

Don Luigi ci introduce ad un momento di riflessione, ogni fine di percorso coinvolge tutta la famiglia, non solo i bambini, è importante affidare allora questo momento di passaggio alla Madonna con una preghiera. Patrizia, le maestre, i genitori, i nonni..ci sono intenzioni per tutti, preghiere e ringraziamenti per questi anni ricchi e preziosi di emozioni e di traguardi raggiunti.

E' il momento: Uno per Uno i bambini vengono chiamati per nome e cognome, ricevono il diploma e dalla loro maestra il cappellino blu da diplomati. E' fatta!


Sorrisi, fotografi, click click e mentre li guardi pensi che sono davvero diventati grandi, è tutto racchiuso in quel battito di ciglia e l'emozione è davvero splendidamente prepotente.

Giusto per completare il momento, le maestre a sorpresa dedicano la canzone forse più vera, più bella e più difficile da “accettare” per un cuore che ama e che vede crescere... “A modo tuo”...


Sono attimi quasi surreali, per fortuna come sempre i bambini ci tolgono di impiccio in modo semplice: tutti fuori a vedere la Parete dei Ricordi, 22 nuove manine colorate impresse nella storia dell'Asilo.


E poi gioco, corse, merenda, risate, chiacchiere e commozione e ancora risate, fotografie e regali da dare alle maestre e quanti abbracci e che occhi lucidi...per fortuna ci rivediamo tutti domani mattina!! Strane queste mamme!!!
La verità è che è un puzzle bellissimo, il fatto è che con oggi è completato, lo sappiamo noi e le maestre.. che grandi movimenti di cuore..
E' un dato di fatto, vero ed indiscusso, il cuore delle Maestre e di tutto il personale del nostro Asilo è veramente tanto tanto grande!

Grazie ad Alice, Maria, Mattia, Samuele, Giorgia, Adele, Filippo, Andrea, Matilde, Riccardo, Anita, Marta, Federico, Filippo, Brian, Gabriel, Giulia, Rebecca, Marco, Claudio, Stella e Mattia.


I Diplomati anno 2017/2018.


Si ringrazia per questo post: Clara, mamma di Andrea, tartaruga diplomata.

martedì 15 maggio 2018

TEATRO che PASSIONE!

È il 12 maggio, è sabato mattina e le maestre ci accolgono sulla porta dell'asilo spalancata per l’occasione: c'è la lezione aperta del laboratorio di teatro dei grandi. 
Noi genitori e familiari siamo invitati ad accomodarci in salone, curiosi come non mai di scoprire cos'hanno fatto i nostri bimbi durante questi mesi.
Eccoli, entrano con Lidia, la responsabile del laboratorio di Teatro che spiega: i bambini, tramite esercizi teatrali svolti sotto forma di gioco, in modo molto leggero e spontaneo, hanno lavorato sulle emozioni elaborandole e rappresentandole a loro modo con il suono, quindi con i versi e la parola, e poi con il corpo, con smorfie e posizioni particolari.
Il filo conduttore è la storia "Un cucciolo nero di nome Furia" che racconta di un bambino di nome Sam, bravo a scuola e bravo a casa, insomma, un bambino modello! Un giorno, al parco giochi, incontra Furia, un cucciolo, un mostriciattolo nero dispettoso. Sam e Furia diventano grandi amici ma poi...ma andiamo con ordine!

I bambini con Lidia si posizionano in cerchio e si riscaldano (in realtà si concentrano) con un gioco che richiede la massima attenzione: c’è una pallina invisibile che viene cercata un po' ovunque e infine trovata nientepopodimeno che nell' orecchio di un bambino e subito viene messa in gioco con lanci scattanti, rapidi, precisi e imprevedibili tra un bimbo e l'altro, e qualche volta finisce anche nel pubblico!! Per fortuna ce la caviamo abbastanza anche noi!!


I bambini sono ora pronti per lo spettacolo delle emozioni: Lidia-narratrice racconta che Sam quel giorno è contento, va al parco con l'intenzione di battere il record di 234 scivolate dallo scivolo in un minuto...ma nooo! Ci sono 10 bambini in coda che vogliono scivolare!!! 
Allora pensa di andare sulla giostra ma nooo! C'è Giovanni il bambino più antipatico della scuola... 
E l' altalena? Ma è davvero un incubo!!! C'è Camilla, la bambina più sciocca della scuola che ride sempre..dondola e ride, ride e dondola, uffa!! 
Ma va tutto storto oggi!!!
Nella pancia di Sam cresce un miscuglio di emozioni che scoppia come un razzo!!! Stoccafisso baccalà!!
(Ecco perché nelle nostre case “stoccafisso baccalà” è diventato l’espressione del momento 😅 )

I bambini rappresentano le emozioni con le smorfie e con la lingua, intervallate da uno “stoccafisso baccalà” che fa da “reset”:
FELICE (stoccafisso baccalà)
TRISTE (stoccafisso baccalà)
NERVOSO (stoccafisso baccalà)
ARRABBIATO (stoccafisso baccalà)
OH NOOO (stoccafisso baccalà)
UFFA (stoccafisso baccalà)
BASTAAAAAA!!! (stoccafisso baccalà)

È in questo momento che Sam vede Furia, mostriciattolo invisibile: diventano subito amici e si divertono un mondo a fare dispetti a tutti, e al momento di andare a casa, Sam invita Furia e lo porta con sé.
A casa, però, le cose cambiano, Furia continua ad essere dispettoso e di qualsiasi pasticcio viene incolpato Sam:

“Sam perché hai sporcato il divano con il cioccolato? – chiede la mamma
Ma non è stato Sam, lui dice di no, Furia dice di sì, sì no, no sì..
“insomma Sam sei stato tu?” – incalza la mamma, e in tutta risposta riceve una pernacchia!! È stato Furia, ma lui è invisibile così la mamma si arrabbia con Sam.


“Sam perchè hai strappato il disegno di tua sorella?”
“Sam perché mi hai pestato un piede?”
“Perché continui a saltare?”
“Sam perché hai pasticciato il muro con il pennarello?”
Ed è sempre la stessa storia: non è stato Sam, ma Furia!!! si no, no sì (i bambini sono fantastici!!!) e Sam è un po' stufo di prendersi sempre la colpa, non è più tanto bello avere questa Furia con sé, ma come fare a liberarsene?

I bambini fanno un inchino, e Lidia conclude simpaticamente dicendoci " riprendetevi le vostre Furie".

I bambini in realtà lo sanno come si manda via Furia, ma ce lo diranno a casa, nel momento giusto: come dire, è un po' come giocarsi il jolly!

Per concludere la mattinata, si prosegue con un gioco stile "mimo" con un pallina che si trasforma in qualsiasi cosa si vuole, ed è bello vedere la fantasia dei bambini e giocare un po' anche noi insieme con loro.

E per concludere questo post, non possiamo che ringraziare di cuore per questi momenti così preziosi che ci permettono di vedere i nostri bambini fare cose che con noi non farebbero mai! Anche questa volta siamo noi genitori a guardare i bambini a bocca aperta: sono loro che insegnano a noi!

E infine un grazie particolare a Lidia, bravissima e fenomenale!