lunedì 12 settembre 2016

I nostri REMIGINI e il loro primo giorno di Scuola Primaria

La scuola dell’Infanzia è iniziata già da una settimana. Ma i nostri Remigini, loro hanno iniziato oggi. In un altro posto, in un altro mondo, e anche se sono diventati un po’ più grandi, sono pur sempre i bambini del nostro asilo.

Alessandro B, Alessandro F, Anita, Azra, Chiara, Claudia, Daniele, Diego, Edoardo C, Edoardo P, Elena, Elia, Emanuele, Emma, Federico, Francesco, Gaia, Giulio, Iacopo, Katia, Lucia, Maddalena, Margherita, Rebecca, Thomas, Tommaso, Valentina, Vittoria, e William: oggi è stato il loro giorno.

Il piazzale fuori da scuola è pieno di bambini e bambine vocianti, e genitori.
Le mamme si confrontano sullo stato d’animo dei loro figli: alcuni hanno detto di essere emozionati, altri di essere agitati, e un po’ preoccupati. Qualcuno si sente un po’ impaurito, a qualcun altro sono venuti i lucciconi ripensando alla maestra dell’asilo, perché oggi non ci saranno da abbracciare Francesca, Raffi, Simo, Cri o Marta (che a dire il vero c'è, all’ingresso della scuola, per la gioia dei suoi cari Delfini), ma incontreranno delle sconosciutissime nuove maestre cui presentarsi!
Qualcuno è triste, perché sì, è vero che non si separerà dall’amica o dall’amico del cuore, ma che dispiacere che gli altri compagni d’asilo siano nell’altra sezione.

Però lì, in quel piazzale, si vede che sono felici di aver ritrovato gli amici, dopo questa lunga estate, e sono bellissimi, con i loro grembiulini, tutti per mano, tutti amici, tutti sorridenti e in posa per le foto di rito.


Si vede la gioia nelle loro manine intrecciate, e nelle guance arrossate dall’emozione, e l’impazienza di entrare, e scoprire la loro nuova scuola, e sedersi vicini, e anche un po’ di mandare via i genitori e di iniziare a fare sul serio!

Fortunelli i nostri Remigini alla Carducci, che si conoscono tutti, perché alcuni di quelli che vengono da fuori e non conoscono nessuno un po’ hanno pianto. 
Speriamo invece che i nostri Remigini approdati in altre scuole, abbiano iniziato con serenità.

E i genitori? Va bè, le mamme sono famose per i loro patemi, ma cosa dire di alcuni papà grandi e grossi con gli occhi lucidi? I genitori che studiano gli sguardi dei loro figli, li rassicurano, mandano baci, forse sono un po’ impauriti anche loro per il fatto di doverli lasciare lì, così piccoli.

Per loro, e per tutti, lasciamo alcune parole tratte da qui:

(...) a te, che come me, li hai visti sparire dietro la porta a vetri. E ti sembra strano commuoversi per così poco. E forse pensi: no, non è poco. È tutto quel che devo fare. È questo, in fondo, educarli. Che vadano, e quando si voltano, e quando tornano a raccontare, trovino uno sguardo interessato al vero della vita, e che non ha paura.

Buona scuola a tutti i nostri piccoli grandi Remigini!




mercoledì 7 settembre 2016

“MADE WITH LOVE” - La bancarella degli Amici dell’Asilo

Dato che noi abbiamo TANTO amore da dare a questo asilo e abbiamo TANTO tempo a disposizione (…), quest’anno abbiamo deciso, giusto per non farci mancare nulla, e visto che non c’è un banchetto di manufatti dell’asilo, di darci da fare noi.
E poi bè, diciamo che dopo la ristrutturazione del cortile dell’asilo siamo rimasti leggermente a secco, e se entrasse qualche soldino non sarebbe male.

Chissà come mai, l’idea di partenza è stata di dare al banchetto il tema dell’amicizia.
E così sono fioccate idee…badate bene, niente di trascendentale eh, anzi cosine semplicissime ma che fanno la gioia dei bambini.
NON potete non comprarle, per i vostri bambini da tenere per sé o da regalare ai loro amici.

Troverete quindi SAPONETTE e MAGNETI dell’AMICIZIA fatti CON AMORE in casa, da infilare nella tasca dei migliori amici, come dolce sorpresa, o come messaggio di simpatia.



BRACCIALETTI dell’AMICIZIA di vario tipo, a lisca di pesce, a cuori, con ciondoli, con charms, di tutti i colori e di varie misure (anche da adulto eh!). Tutti intrecciati con pazienza e CON AMORE :-)


PACCHETTINI SORPRESA strabelli (ma non possiamo dire cosa c’è dentro, se no che sorpresa eh?), scelti e impacchettati con cura e CON AMORE.
Poi troverete anche sciarpine scaldacollo (le famose INFINITY SCARF) e FASCE PER CAPELLI, realizzati con tecnica batik e timbrini, mettendoci tempo, attenzione e naturalmente, AMORE :-) :-)




PIANTINE DI ALOE E AGAVE, nate questa primavera e fatte crescere CON AMORE in Liguria, e trasferite qui per trovare una famiglia adottiva ;-)


E qualcos’altro. Tutto “made with love”.

Quello che ricaveremo verrà usato per i progetti futuri.
Qualcuno si sta già domandando che cosa regalerà quest’anno Babbo Natale ai bambini, che dopo l’altalena dello scorso anno, chissà che aspettative avranno ora…

lunedì 5 settembre 2016

I nuovi piccoli: pronti per l'inserimento?


E: MAMME, pronte per l'inserimento?

Sì perché, se i vostri bambini respirano in casa un'atmosfera tesa (tipo: “ma che mamma DEGENERE sono per decidere di ABBANDONARE tutto il giorno questa POVERA CREATURA?”), ne saranno contagiati.
Quindi, prima di tutto, convincetevi, se ancora non lo siete, che va tutto bene.
Andare alla scuola dell’infanzia per i bambini è un’esperienza bellissima e portatrice di un’incredibile ricchezza.
I bambini FINALMENTE si separano un po’ da voi, o dai nonni: è ora, bisogna che inizino ad essere un po’ indipendenti. Vedetelo come un regalo che fate loro: andare alla scuola materna è un regalo per renderli un po’ autonomi, oltre che per: assicurare loro amicizie, divertimento, tante cose belle da fare nel lungo inverno che si sta avvicinando, tante cose nuove da imparare, scoprire, creare, ma anche tranquillità, sicurezza, e comunque, una buona dose di dolcezza.

Preparatevi insieme a loro al loro “ingresso in società”: dalle cose pratiche (grembiulino, astuccio, bavaglia, ecc) alle aspettative (di entrambi). Dite loro come sarà, cosa farà, cosa succederà. Naturalmente, non dimenticate di spiegare in anticipo che li accompagnate, andate via e poi tornerete a riprenderli (voi o qualcun altro, e che comunque a sera vi ritroverete a casa con tante cose da raccontarvi!).
Ricordatevi che non devono sentirsi costretti, ma incoraggiateli.

E attenzione: al momento critico, nervi saldi, non si piange davanti ai bambini, se loro dovessero piangere al momento del distacco, rispettate le indicazioni delle insegnanti, e non fatevi intortare commuovere dalle loro lacrimucce. Piangere, aggrapparsi alle vostre gambe, farsi venire le convulsioni per avervi tutte per loro, in fin dei conti è il loro mestiere.
Ma nella maggior parte dei casi appena ve ne andate (mentre voi, a questo punto, scoppierete in lacrime), loro si volteranno per andare a giocare: non devono più fare breccia nel cuore straziato della mamma, e possono dedicarsi a qualcosa di più interessante.
E, passato poco tempo, non vi saluteranno nemmeno più. E quando dovrete andarli a prendere, non vorranno tornare a casa.

Va bene, non sarà così per tutti.
Per una mamma che non ha mai visto nemmeno una lacrimuccia, nemmeno un’avvisaglia di magone, nemmeno un ciao triste, c’è una mamma che dovrà sopportare pianti a dirotto ogni giorno, per qualche giorno, o per tanti giorni.

Per un bambino che si inserisce talmente facilmente da far venire il sospetto che stia meglio a scuola che a casa (non sia mai!!), c’è un bambino che inizierà a piangere sulla strada verso la scuola. E un altro che starà muto, in un angolino, rifuggendo qualunque tipo di contatto con i suoi simili. E un altro ancora che sarà arrabbiato, rifiuterà di mangiare. O si farà di nuovo la pipì addosso. E cuore di mamma sanguina.
Non sono (quasi mai) capricci, e qui non c’è una soluzione unica per tutti. Ogni bambino ha i suoi tempi e il suo carattere, e anche se una mamma conosce il proprio bambino meglio di chiunque altro, è la maestra che sa come fare in questi casi. Quindi, affidiamoci alle insegnanti e facciamo ESATTAMENTE quello che loro ci dicono.

Mamme, se proprio non ce la fate, mandateci i papà ad accompagnare i bambini all’asilo (senza farvi venire i sensi di colpa però!), che i bambini sanno colpire la mamma nei suoi punti deboli, ma il papà, notoriamente di punti deboli non ne ha ;-) (e comunque, è mooooolto meno sensibile e moooolto più resistente ai pianti dei loro figli).


Tre anni fa gli aquiloni Rosino, Giallino, Verdino e Azzurrino,  accompagnando i bambini durante l’inserimento, nel loro volo hanno portato a noi genitori questa poesia di Erma Bombeck:



(titolo originale: Children Are Like Kites)

L’inserimento all’asilo è un po’ questo. I nostri figli inizieranno magari con fatica, ma con il nostro aiuto, e con quello delle loro insegnanti, piano piano spiccheranno il volo, e saranno loro a volersi allontanare un pochino di più da noi. È giusto così :-)


venerdì 29 luglio 2016

Sezione Estiva e Super Eroine

Mentre noi comuni mortali rimasti in città abbiamo passato il mese di luglio a scioglierci e boccheggiare, oppure a rabbrividire sotto piogge torrenziali, si dice che all’asilo i bambini del campus estivo se la spassassero alla grande.
Dire che “ne hanno fatte di tutti i colori” è dire poco.

Ad esempio: DI TUTTI I COLORI hanno fatto i ghiaccioli, o i muffin, o la macedonia.



DI TUTTI I COLORI hanno colorato i pesci, e di azzurro hanno pitturato il mare, un pezzetto ciascuno, e ci hanno messo pure la sabbia vera e le conchiglie.


DI TUTTI I COLORI erano i loro costumini quando hanno fatto il bagno nelle piscinette, e i secchielli, le palette, i setacci di quando si sono sporcati hanno giocato con sabbia e ghiaia. E naturalmente, i loro disegni!




Ma non solo:
hanno fatto palline di pasta di sale, e hanno infilato collane di penne rigate. 



Hanno fatto il pane, un panino ciascuno, partendo da zero con acqua e farina, e con tanto di semi di papavero.

Nota per l’anno prossimo: coltivare papaveri nel cortile dell’asilo per avere i semi di papavero km zero da mettere sui panini. :-)


Si sono presi cura dei fiori e dell’orto, e hanno fatto compagnia allo spaventapasseri Melino.




Hanno ballato la BABYDANCE!! La foto non rende naturalmente, ma i bambini erano scatenatissimi!!


Udite udite, hanno diligentemente lavato i giochi con acqua e sapone, e li hanno stesi al sole ad asciugare!



I “grandi” della materna sono tornati gioiosamente un po’ più piccoli, nel fare i travasi con i cuccioli della Primavera.



Eh sì perché il bello era stare tutti insieme: dai bambini della sezione Primavera, ormai in età da Scuola dell’Infanzia, ai grandi della scuola dell’Infanzia, ormai in età da Scuola Primaria con picchi dai 2,5 ai 6,5 anni (circa).
Ma immaginatevi i giorni della piscina: 25 bambini in media da cambiare e poi da asciugare e rivestire, o almeno da aiutare o controllare.
Immaginatevi 50 manine a impastare il pane, o frullare i frullati, o decorare i cupcakes. Manine potenzialmente in grado di lasciare impronte ovunque, dai vestiti ai muri. E invece, i bambini all’asilo non si sporcano quasi mai.
O immaginatevi 25 annaffiatoi pronti a rinfrescare le piantine con tanta acqua da rischiarne l’annegamento.





Per fortuna non avevano 3 insegnanti, ma 3 SUPER EROINE pazienti, attente e semplicemente..SUPER!!!


(e naturalmente, dietro a 3 SUPEREROINE ci sono sempre una grande cuoca e delle meravigliose collaboratrici!! Grazie anche a loro per aver reso questo summer camp indimenticabile!!)

sabato 16 luglio 2016

Di asilo, legami e volpi (e rose e campi di grano)

Un mese fa e poco più, la nostra coordinatrice Francesca ci ha chiesto di scrivere un’intenzione, come Associazione Amici dell’Asilo, da leggere alla cerimonia di consegna dei diplomi dell’8 giugno. 
L’intenzione che abbiamo letto alla Festa dei Remigini era questa:

Per i legami speciali che si sono creati tra questi bambini e le loro maestre, e tra queste famiglie e tutto il personale e la Scuola intera; per i genitori che si sono prodigati per il bene della Scuola, a fianco delle insegnanti, e per le insegnanti, che sono entrate nelle nostre famiglie e da cui ora sarà difficile separarsi; perché questi legami così speciali resistano nel tempo, rinnovandosi con lo stesso affetto e la stessa emozione di questo giorno di festa: per questo ti preghiamo.”

Non è stato facile riassumere in poche righe quello che avremmo voluto dire, la preghiera che avremmo voluto fare, ma in quella sede non ci volevamo dilungare.

Allora ci dilunghiamo adesso, approfittando di questo spazio sul blog.

Una delle cose che ci si porta addosso, durante gli anni della scuola dell’infanzia, è il legame speciale con l’asilo.
L’asilo è esso stesso una piccola comunità di legami pluridirezionali. Il legame dei bambini con i compagni, dei bambini con le insegnanti e con tutte le meravigliose collaboratrici, il legame delle famiglie con le insegnanti (....e non solo!) e con le altre famiglie. A poco a poco le insegnanti imparano a conoscere i nostri figli, e viceversa. E la stessa cosa avviene con i genitori. Quell’espressione che spesso abbiamo sentito in relazione ai progetti scolastici “il sé e l’altro”, se all’inizio è presa coscienza del distacco e della differenza, poi diventa l’espressione di una relazione: quella che noi chiamiamo amicizia.

Per citare uno che ne sa, di amicizia: ci siamo "addomesticati". 



L’asilo ha addomesticato i nostri bambini, e noi. E un po’ anche viceversa.

E così al momento di salutarci, si piange. E’ inevitabile.

Ecco il perché della preghiera: che questi legami resistano nel tempo
Perché una volta addomesticati, il pensiero che il legame possa esaurirsi è poco tollerabile.
Perché anche se si piange, quello che ci si porta dentro ha un valore grande.

“ma piangerai” disse il piccolo principe. 
“È certo” disse la volpe. 
“Ma allora che cosa ci guadagni?”

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

Grazie a questo legame, anche quello che non ci toccherà più da vicino (l’asilo quando i nostri figli andranno a scuola), continuerà ad avere significato.

Proprio come il campo di grano, che per la volpe, che non mangia il pane, né il grano, non ha significato, finché quel piccolo principe dai capelli d'oro non l’avrà addomesticata.

Più di una volta ci hanno chiesto: ma quando i vostri figli non andranno più all’asilo, voi che vi siete prese questo incarico nell’Associazione Amici dell’Asilo cosa farete?
Semplice, oramai ci siamo addomesticati a vicenda, ed è il tempo che abbiamo “perduto” per il nostro asilo, che ha reso il nostro asilo così importante.



Siamo diventate responsabili per sempre di quello che abbiamo addomesticato.
I nostri figli cresceranno, e noi li seguiremo, ma avremo sempre qui un pezzo di cuore, e finché ce ne sarà bisogno, anche le mani per aiutare.

O forse è una specie di sindrome di Peter Pan al femminile, e questa è un'altra storia? ;-)

martedì 21 giugno 2016

La festa di fine anno

Allora vediamo:
2014: festa di fine anno in una giornata grigia e piovosa (questa

2015: festa di fine anno in una giornata bagnata fino al midollo (quest’altra)

2016: una settimana novembrina e con pioggia torrenziale anticipa il sabato della festa.

Eh no eh, non può piovere per sempre!
E infatti.... 

Va bè che, come abbiamo imparato durante l’anno, e come ci ha ricordato la preghiera letta dalla maestra Marta, dobbiamo ringraziare anche le nubi cariche di pioggia, ma quando è troppo è troppo!!

Per non dimenticarla, ecco qui la preghiera:

Signore Gesù, grazie perché mi doni un giorno nuovo,
grazie per quello che trovo:
il mondo intero e le sue creature,
i suoi colori, le sfumature,
il cielo, il sole, le nubi e il vento
e il tuo amore che mi fa contento.

E il pezzettino che i bambini hanno recitato:

Buongiorno Gesù, con te è bello salutare il Creato
che si risveglia con me come se fosse appena nato



Signor Creato




Fin dal mattino c'è stato un gran daffare tra l'asilo e l'oratorio, lo staff della scuola materna era al gran completo e tante mamme hanno aiutato con entusiasmo: al momento dei canti è già tutto pronto in vista della festa, e non resta che da salire di corsa le scale seguendo il richiamo dell’allegro vociare dei bambini, e scoprirli tutti al loro posto, i piccolini seduti per terra, i mezzani seduti da mezzani e i grandi tutti in piedi...ormai sono proprio grandi!

Ma voi lo sapevate che si può MERAVIGLIOSAMENTE rappresentare il progetto di un anno intero tramite una preghiera e alcune canzoni?
Certo che si può, se queste canzoni e questa preghiera rappresentano il significato profondo che le insegnanti hanno voluto trasmettere ai bambini tramite il progetto dell’anno, e se a introdurle sono le bellissime parole delle nostre maestre, e se a cantarle sono i nostri bravissimi bambini!


E non importa se, accanto ai bambini che stanno seduti composti, ci sono anche quelli che proprio non riescono a stare fermi, e se accanto ai bambini che cantano a squarciagola e non si perdono una nota, altri si guardano in giro e si distraggono, per poi ritornare in pista alla grande con il ritornello, perché le canzoni le hanno imparate tutti!

Tra bambine che indossano il vestito che tutte le bimbe vorrebbero avere, e maschietti con la maglietta super, spunta anche chi indossa un’originale pinocchio shirt che ha strappato sorrisi e bei ricordi nei bimbi veterani, perché è proprio vero che l'asilo con le sue storie... non finisce mai!

Stiamo attenti ora, perché i nostri passi prendono delle strade che non sono casuali, ma ogni meta ha una ragione. Come scoprire qual è questa ragione? Come direbbe San Francesco, “comincia dal Principio”, e allora il canto Laudato Si ci ha ricordato quello che c’era in principio: in principio c’era Dio. 


E cosa c’era poi? C’erano 4 magnifici amici che hanno accompagnato i nostri bambini nel corso dell’anno.
Come fa la canzone?

Noi siamo i magnifici 4
insieme diamo la vita
Noi siamo i magnifici 4
la vita ti diamo se tu amore ci dai

Noi siamo in 4 il fuoco e l’aria per il mondo
Con acqua e terra poi facciamo un girotondo
Siamo felici quando l’uomo ci rispetta
così la vita, tu lo sai, sarà perfetta


E ancora, c’è una canzone, “ci vuole un fiore” che ci insegna con allegria e semplicità la forza meravigliosa della natura e com’è bello e importante rispettarla e prendersene cura. Va bene, i nostri bambini non hanno creato un tavolo a partire da un fiore, ma hanno realizzato un orto, di cui si prendono cura giorno dopo giorno, tutti insieme e con amore.

E infine, il bellissimo “tormentone” dell’ultimo mese, che i nostri figli ci hanno cantato e ricantato ogni giorno: l’Inno dei Vigili del Fuoco ha esaltato gli animi, già parecchio vivaci.

Raffi legge delle bellissime parole sulla ricchezza e la bellezza del creato, e tra le creature piccine, chiocchiole, rane, lucciole, formichine, ci sono anche i nostri bambini e bambine! Quell’artista speciale che è Dio ha dato forma a creature preziosissime, e ognuna è una tesserina della sua grande opera.

E visto che “ci sono braccia che lasciano andare ma anche braccia che accolgono” come ha ricordato Stefi, i neodiplomati della scuola materna, i remigini, hanno accolto simbolicamente i 16 bambini neo diplomati della Sezione Primavera, uno per uno.
Sulle note di Go with the flow di Allevi, i grandi hanno consegnato ai piccoli una medaglia simbolo della scuola, come passaggio del “testimone”, augurando loro di vivere la scuola dell’infanzia con la stessa serenità, allegria e felicità che hanno accompagnato loro in questi anni.
E come ha detto Sara: “nel guardarli facciamo memoria del passato, e auguriamo loro un felice avvenire”... e questo vale per TUTTI!



La scuola, con i bambini punteggiati dai bimbi grandi, per i bimbi della Primavera
A conclusione di questo momento, i ringraziamenti: rinnoviamo qui un GRAZIE a Patrizia, nonna di Claudia, tartaruga, e Marta, tigrotta, per la sua disponibilità assoluta, competente, professionale, dolce e paziente, alle maestre e al personale della scuola e a tutti quelli che partecipano con entusiasmo alla vita dell'asilo.

E’ ora di rompere le file, i bambini non resistono più, devono correre e giocare (ma fermiamoci un attimo almeno per il pranzo: gran menù per l'occasione) e mentre i grandi parlano e ridono, in un angolo viene allestito un banchetto che sembra discreto, ma che ben presto attira l'attenzione dei bambini, già perchè là.. si fanno i lavoretti!!!
In men che non si dica i bambini preparano curiosissime composizioni di mangime per uccelli, ci sono semini, c'è il burro di arachidi e anche bei fiocchi.. c'è chi assembla e chi invece assaggia il burro d'arachidi! E poi ci sono quelli che non smettono di correre, chi tira calci al pallone, chi prova a fare le ruote, chi si arrampica sui pali dei canestri, e c'è anche un momento in cui i giochi si fanno seri..bisogna camminare tenendo l'uovo sul cucchiaio, e poi c’è rubabandiera!








Rubabandiera
E intanto si diffonde il profumo dello zucchero filato, ciuffi bianchi qua e là e tanti visini e manine appiccicose; e poi la lotteria, Francesca che dirige, Stefania che fa da notaio, i bambini che estraggono i numeri e tanti fortunati che vincono!

oggi noi le nuvole le abbiamo solo di zucchero filato!

L'estrazione dei biglietti della lotteria!
Quando infine è il momento di andare a casa, si va a casa col sorriso e con una strana leggerezza e euforia, che ci fa camminare a ritmo di “il pompiere paura non ne ha!” ripensando alle maestre col caschetto rosso che cantano insieme coi bambini!


Si ringrazia per questo post: Clara, mamma di Andrea, tartaruga.


Si ringraziano sempre: LE MAESTRE!

Raffi, Marta, Franci, Stefi, Cri....ma Sara e Simo dove sono finite??


mercoledì 15 giugno 2016

La Festa dei Remigini. E non solo.

Salone della Scuola Materna, mercoledì 8 giugno, ore 14:30
Giardino della Sezione Primavera, venerdì 10 giugno, ore 15:45

Due pomeriggi speciali. 



Cappello blu e diploma Scuola dell'Infanzia

Cappello giallo e diploma Sezione Primavera

44 in tutto i bambini da diplomare, 28 i grandi della materna, 16 i piccoli della primavera.
Più del doppio di adulti, tra genitori, nonni e parenti vari. E maestre, ovviamente.

Due feste simili, se non nella modalità, almeno nel significato, quello di un passaggio, di una crescita, e di una separazione. C’è una frase molto significativa, a questo proposito, che ha pronunciato Francesca alla Festa dei Remigini dei grandi:

Nel passaggio da casa a scuola ci sono braccia che lasciano andare, ma ci sono braccia che prendono, che accolgono, che sostengono i bambini in questo delicato passaggio di mani e di menti.”
Mercoledì, alla Scuola dell’Infanzia, quando i genitori sono scesi in salone, i grandi erano già ordinatamente in fila uno dietro l’altro nel corridoio, che scalpitavano per entrare.
Quando finalmente tutti si sono sistemati, ecco che al suono di “noi siamo i remigini” i bambini hanno marciato in tondo nel salone: prima gli orsetti, poi i tigrotti, le tartarughe e i delfini. Tutti vestiti a festa, c’erano bimbe con le trecce (alcune, bellissime, fatte dalla nostra bravissima Lori!), bimbi con la cravatta. Si erano messi eleganti, ognuno a modo proprio, per la solennità dell’evento che aspettavano da tanto.
Per loro è una vera festa, un “momento di celebrità”, e motivo di grande orgoglio. Come dice la canzone dei remigini, è il loro esclusivo GIORNO DI FELICITA’.

Le parole di Francesca, che ha ricordato quelle di Papa Francesco sul giubileo della misericordia, alcune preghiere brevi e profonde, e la canzone l’amico è hanno anticipato il momento tanto atteso, quando i bambini, uno dopo l’altro, hanno ricevuto il diploma da Francesca e il cappellino blu da laureato dalla loro insegnante.
Meravigliosi i bambini tutti in riga, con il cappellino in testa e il diploma tra le mani, in bella mostra, a cantare poi la canzone che fa “Ciao, amici! Ciao! Ciao! Ciao! Lo diciamo con il cuore, con affetto, con amore, diciam ciao!” rivolti verso i loro compagni, e poi a rivolgere lo stesso affettuoso ciao alle maestre, e infine un grandissimo ciao alla loro amata scuola.





Ed ecco l’augurio delle maestre, Marta, Cri, Raffi, Simo, Franci, e infine di Francesca, ognuno ha letto un pezzetto:
Non vi auguriamo un dono qualsiasi,
vi auguriamo soltanto quello che i più non hanno.
Vi auguriamo tempo, per divertirvi e per ridere;
se lo impiegherete bene potrete ricavarne qualcosa.

Vi auguriamo tempo, per il vostro fare e il vostro pensare,
non solo per voi stessi, ma anche per donarlo agli altri.
Vi auguriamo tempo, non per affrettarvi a correre,
ma tempo per essere contenti.

Vi auguriamo tempo, non soltanto per trascorrerlo,
vi auguriamo tempo perché ve ne resti:
tempo per stupirvi e per fidarvi e non soltanto per guadarlo sull'orologio.

Vi auguriamo tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Vi auguriamo tempo per sperare e per amare.

Vi auguriamo tempo per perdonare,
e per vivere ogni vostro giorno, ogni vostra ora come dono.

Vi auguriamo tempo, tempo per la vita.
(Versione riadattata dalle insegnati della poesia "Ti auguro Tempo" di Elli Michler)

Poi la festa i cortile, con una merenda e i bambini chiassosi, allegri, scatenati, sudati, in barba al vestito bello e ai sandaletti nuovi, con le ginocchia nere e i capelli appiccicati in fronte. Ed era bellissimo così, vederli tutti felici, tutti amici, e nessuno che volesse tornare a casa, finita la festa.


Venerdì, la festicciola dei bimbi della Primavera è stata più semplice ma altrettanto commuovente, con i bambini da diplomare che correvano in giro e che bisognava riacciuffare, e con parole dolci, che sembravano una favola, e che hanno annunciato l'ingresso, uno dietro l'altro, dei piccoli: c’erano una volta tanti bambini. Un giorno uscirono dalla loro casa ed entrarono nella Sezione Primavera L’Alveare. Qui hanno mosso i loro piccoli passi verso l’autonomia, la scoperta di sé e del mondo, hanno giocato, disegnato, colorato, bisticciato, cantato, hanno fatto tante cose con allegria ed entusiasmo, e nel frattempo sono cresciuti.

Ora questi bimbi sono pronti per lasciare il piccolo mondo della Sezione Primavera, e le braccia che li hanno accolti all’inizio dell’anno, ora li accompagnano ad altre braccia, che li accoglieranno a loro volta, alla Scuola dell’Infanzia.

Cosa dicevamo? “... ci sono braccia che prendono, che accolgono, che sostengono i bambini in questo delicato passaggio di mani e di menti”. Succede da casa a scuola, e da Sezione Primavera a Scuola dell’Infanzia. 

E succederà anche, vedrete, da Scuola dell’Infanzia a Scuola Primaria.

Anche se sapremo che l’asilo è sempre lì, non finisce mai del tutto, ma sarà sempre un ricordo gioioso nei cuori dei bambini e di noi adulti.