martedì 21 giugno 2016

La festa di fine anno

Allora vediamo:
2014: festa di fine anno in una giornata grigia e piovosa (questa

2015: festa di fine anno in una giornata bagnata fino al midollo (quest’altra)

2016: una settimana novembrina e con pioggia torrenziale anticipa il sabato della festa.

Eh no eh, non può piovere per sempre!
E infatti.... 

Va bè che, come abbiamo imparato durante l’anno, e come ci ha ricordato la preghiera letta dalla maestra Marta, dobbiamo ringraziare anche le nubi cariche di pioggia, ma quando è troppo è troppo!!

Per non dimenticarla, ecco qui la preghiera:

Signore Gesù, grazie perché mi doni un giorno nuovo,
grazie per quello che trovo:
il mondo intero e le sue creature,
i suoi colori, le sfumature,
il cielo, il sole, le nubi e il vento
e il tuo amore che mi fa contento.

E il pezzettino che i bambini hanno recitato:

Buongiorno Gesù, con te è bello salutare il Creato
che si risveglia con me come se fosse appena nato



Signor Creato




Fin dal mattino c'è stato un gran daffare tra l'asilo e l'oratorio, lo staff della scuola materna era al gran completo e tante mamme hanno aiutato con entusiasmo: al momento dei canti è già tutto pronto in vista della festa, e non resta che da salire di corsa le scale seguendo il richiamo dell’allegro vociare dei bambini, e scoprirli tutti al loro posto, i piccolini seduti per terra, i mezzani seduti da mezzani e i grandi tutti in piedi...ormai sono proprio grandi!

Ma voi lo sapevate che si può MERAVIGLIOSAMENTE rappresentare il progetto di un anno intero tramite una preghiera e alcune canzoni?
Certo che si può, se queste canzoni e questa preghiera rappresentano il significato profondo che le insegnanti hanno voluto trasmettere ai bambini tramite il progetto dell’anno, e se a introdurle sono le bellissime parole delle nostre maestre, e se a cantarle sono i nostri bravissimi bambini!


E non importa se, accanto ai bambini che stanno seduti composti, ci sono anche quelli che proprio non riescono a stare fermi, e se accanto ai bambini che cantano a squarciagola e non si perdono una nota, altri si guardano in giro e si distraggono, per poi ritornare in pista alla grande con il ritornello, perché le canzoni le hanno imparate tutti!

Tra bambine che indossano il vestito che tutte le bimbe vorrebbero avere, e maschietti con la maglietta super, spunta anche chi indossa un’originale pinocchio shirt che ha strappato sorrisi e bei ricordi nei bimbi veterani, perché è proprio vero che l'asilo con le sue storie... non finisce mai!

Stiamo attenti ora, perché i nostri passi prendono delle strade che non sono casuali, ma ogni meta ha una ragione. Come scoprire qual è questa ragione? Come direbbe San Francesco, “comincia dal Principio”, e allora il canto Laudato Si ci ha ricordato quello che c’era in principio: in principio c’era Dio. 


E cosa c’era poi? C’erano 4 magnifici amici che hanno accompagnato i nostri bambini nel corso dell’anno.
Come fa la canzone?

Noi siamo i magnifici 4
insieme diamo la vita
Noi siamo i magnifici 4
la vita ti diamo se tu amore ci dai

Noi siamo in 4 il fuoco e l’aria per il mondo
Con acqua e terra poi facciamo un girotondo
Siamo felici quando l’uomo ci rispetta
così la vita, tu lo sai, sarà perfetta


E ancora, c’è una canzone, “ci vuole un fiore” che ci insegna con allegria e semplicità la forza meravigliosa della natura e com’è bello e importante rispettarla e prendersene cura. Va bene, i nostri bambini non hanno creato un tavolo a partire da un fiore, ma hanno realizzato un orto, di cui si prendono cura giorno dopo giorno, tutti insieme e con amore.

E infine, il bellissimo “tormentone” dell’ultimo mese, che i nostri figli ci hanno cantato e ricantato ogni giorno: l’Inno dei Vigili del Fuoco ha esaltato gli animi, già parecchio vivaci.

Raffi legge delle bellissime parole sulla ricchezza e la bellezza del creato, e tra le creature piccine, chiocchiole, rane, lucciole, formichine, ci sono anche i nostri bambini e bambine! Quell’artista speciale che è Dio ha dato forma a creature preziosissime, e ognuna è una tesserina della sua grande opera.

E visto che “ci sono braccia che lasciano andare ma anche braccia che accolgono” come ha ricordato Stefi, i neodiplomati della scuola materna, i remigini, hanno accolto simbolicamente i 16 bambini neo diplomati della Sezione Primavera, uno per uno.
Sulle note di Go with the flow di Allevi, i grandi hanno consegnato ai piccoli una medaglia simbolo della scuola, come passaggio del “testimone”, augurando loro di vivere la scuola dell’infanzia con la stessa serenità, allegria e felicità che hanno accompagnato loro in questi anni.
E come ha detto Sara: “nel guardarli facciamo memoria del passato, e auguriamo loro un felice avvenire”... e questo vale per TUTTI!



La scuola, con i bambini punteggiati dai bimbi grandi, per i bimbi della Primavera
A conclusione di questo momento, i ringraziamenti: rinnoviamo qui un GRAZIE a Patrizia, nonna di Claudia, tartaruga, e Marta, tigrotta, per la sua disponibilità assoluta, competente, professionale, dolce e paziente, alle maestre e al personale della scuola e a tutti quelli che partecipano con entusiasmo alla vita dell'asilo.

E’ ora di rompere le file, i bambini non resistono più, devono correre e giocare (ma fermiamoci un attimo almeno per il pranzo: gran menù per l'occasione) e mentre i grandi parlano e ridono, in un angolo viene allestito un banchetto che sembra discreto, ma che ben presto attira l'attenzione dei bambini, già perchè là.. si fanno i lavoretti!!!
In men che non si dica i bambini preparano curiosissime composizioni di mangime per uccelli, ci sono semini, c'è il burro di arachidi e anche bei fiocchi.. c'è chi assembla e chi invece assaggia il burro d'arachidi! E poi ci sono quelli che non smettono di correre, chi tira calci al pallone, chi prova a fare le ruote, chi si arrampica sui pali dei canestri, e c'è anche un momento in cui i giochi si fanno seri..bisogna camminare tenendo l'uovo sul cucchiaio, e poi c’è rubabandiera!








Rubabandiera
E intanto si diffonde il profumo dello zucchero filato, ciuffi bianchi qua e là e tanti visini e manine appiccicose; e poi la lotteria, Francesca che dirige, Stefania che fa da notaio, i bambini che estraggono i numeri e tanti fortunati che vincono!

oggi noi le nuvole le abbiamo solo di zucchero filato!

L'estrazione dei biglietti della lotteria!
Quando infine è il momento di andare a casa, si va a casa col sorriso e con una strana leggerezza e euforia, che ci fa camminare a ritmo di “il pompiere paura non ne ha!” ripensando alle maestre col caschetto rosso che cantano insieme coi bambini!


Si ringrazia per questo post: Clara, mamma di Andrea, tartaruga.


Si ringraziano sempre: LE MAESTRE!

Raffi, Marta, Franci, Stefi, Cri....ma Sara e Simo dove sono finite??


mercoledì 15 giugno 2016

La Festa dei Remigini. E non solo.

Salone della Scuola Materna, mercoledì 8 giugno, ore 14:30
Giardino della Sezione Primavera, venerdì 10 giugno, ore 15:45

Due pomeriggi speciali. 



Cappello blu e diploma Scuola dell'Infanzia

Cappello giallo e diploma Sezione Primavera

44 in tutto i bambini da diplomare, 28 i grandi della materna, 16 i piccoli della primavera.
Più del doppio di adulti, tra genitori, nonni e parenti vari. E maestre, ovviamente.

Due feste simili, se non nella modalità, almeno nel significato, quello di un passaggio, di una crescita, e di una separazione. C’è una frase molto significativa, a questo proposito, che ha pronunciato Francesca alla Festa dei Remigini dei grandi:

Nel passaggio da casa a scuola ci sono braccia che lasciano andare, ma ci sono braccia che prendono, che accolgono, che sostengono i bambini in questo delicato passaggio di mani e di menti.”
Mercoledì, alla Scuola dell’Infanzia, quando i genitori sono scesi in salone, i grandi erano già ordinatamente in fila uno dietro l’altro nel corridoio, che scalpitavano per entrare.
Quando finalmente tutti si sono sistemati, ecco che al suono di “noi siamo i remigini” i bambini hanno marciato in tondo nel salone: prima gli orsetti, poi i tigrotti, le tartarughe e i delfini. Tutti vestiti a festa, c’erano bimbe con le trecce (alcune, bellissime, fatte dalla nostra bravissima Lori!), bimbi con la cravatta. Si erano messi eleganti, ognuno a modo proprio, per la solennità dell’evento che aspettavano da tanto.
Per loro è una vera festa, un “momento di celebrità”, e motivo di grande orgoglio. Come dice la canzone dei remigini, è il loro esclusivo GIORNO DI FELICITA’.

Le parole di Francesca, che ha ricordato quelle di Papa Francesco sul giubileo della misericordia, alcune preghiere brevi e profonde, e la canzone l’amico è hanno anticipato il momento tanto atteso, quando i bambini, uno dopo l’altro, hanno ricevuto il diploma da Francesca e il cappellino blu da laureato dalla loro insegnante.
Meravigliosi i bambini tutti in riga, con il cappellino in testa e il diploma tra le mani, in bella mostra, a cantare poi la canzone che fa “Ciao, amici! Ciao! Ciao! Ciao! Lo diciamo con il cuore, con affetto, con amore, diciam ciao!” rivolti verso i loro compagni, e poi a rivolgere lo stesso affettuoso ciao alle maestre, e infine un grandissimo ciao alla loro amata scuola.





Ed ecco l’augurio delle maestre, Marta, Cri, Raffi, Simo, Franci, e infine di Francesca, ognuno ha letto un pezzetto:
Non vi auguriamo un dono qualsiasi,
vi auguriamo soltanto quello che i più non hanno.
Vi auguriamo tempo, per divertirvi e per ridere;
se lo impiegherete bene potrete ricavarne qualcosa.

Vi auguriamo tempo, per il vostro fare e il vostro pensare,
non solo per voi stessi, ma anche per donarlo agli altri.
Vi auguriamo tempo, non per affrettarvi a correre,
ma tempo per essere contenti.

Vi auguriamo tempo, non soltanto per trascorrerlo,
vi auguriamo tempo perché ve ne resti:
tempo per stupirvi e per fidarvi e non soltanto per guadarlo sull'orologio.

Vi auguriamo tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Vi auguriamo tempo per sperare e per amare.

Vi auguriamo tempo per perdonare,
e per vivere ogni vostro giorno, ogni vostra ora come dono.

Vi auguriamo tempo, tempo per la vita.
(Versione riadattata dalle insegnati della poesia "Ti auguro Tempo" di Elli Michler)

Poi la festa i cortile, con una merenda e i bambini chiassosi, allegri, scatenati, sudati, in barba al vestito bello e ai sandaletti nuovi, con le ginocchia nere e i capelli appiccicati in fronte. Ed era bellissimo così, vederli tutti felici, tutti amici, e nessuno che volesse tornare a casa, finita la festa.


Venerdì, la festicciola dei bimbi della Primavera è stata più semplice ma altrettanto commuovente, con i bambini da diplomare che correvano in giro e che bisognava riacciuffare, e con parole dolci, che sembravano una favola, e che hanno annunciato l'ingresso, uno dietro l'altro, dei piccoli: c’erano una volta tanti bambini. Un giorno uscirono dalla loro casa ed entrarono nella Sezione Primavera L’Alveare. Qui hanno mosso i loro piccoli passi verso l’autonomia, la scoperta di sé e del mondo, hanno giocato, disegnato, colorato, bisticciato, cantato, hanno fatto tante cose con allegria ed entusiasmo, e nel frattempo sono cresciuti.

Ora questi bimbi sono pronti per lasciare il piccolo mondo della Sezione Primavera, e le braccia che li hanno accolti all’inizio dell’anno, ora li accompagnano ad altre braccia, che li accoglieranno a loro volta, alla Scuola dell’Infanzia.

Cosa dicevamo? “... ci sono braccia che prendono, che accolgono, che sostengono i bambini in questo delicato passaggio di mani e di menti”. Succede da casa a scuola, e da Sezione Primavera a Scuola dell’Infanzia. 

E succederà anche, vedrete, da Scuola dell’Infanzia a Scuola Primaria.

Anche se sapremo che l’asilo è sempre lì, non finisce mai del tutto, ma sarà sempre un ricordo gioioso nei cuori dei bambini e di noi adulti.

giovedì 9 giugno 2016

Il primissimo diploma

Accidenti. Il post più letto di questo blog (questo) ha un titolo non proprio giusto.
Sì perché esiste un diploma ancora prima del primo diploma: quello dei bambini della Sezione Primavera (che del resto equivale al primissimo diploma dei bambini del nido dell’anno scorso). Quindi lo chiamiamo "il primissimo diploma", che dovrebbe essere meglio di "il diploma zero", che pare un brutto voto.

Ci avviciniamo alla conclusione del primo anno di vita della Sezione Primavera.

Qualche piccolo della primavera lo si vede al prescuola o al doposcuola a trottolare in giro per la classe dei tigrotti o nel salone, interagire ognuno a modo proprio con i bimbi della materna, o starsene a giocare tranquillamente per conto proprio, o con i propri compagni.

Li abbiamo visti tutti, i bambini della Primavera, nel filmato proiettato alla festa di Natale. Cuccioli che tentavano di decorare l’albero, o di infilarsi il berretto, o di ballare insieme, e che hanno strappato più di un sorriso a tutti i presenti.


L’anno prossimo ce li troveremo più grandi ma anche da un certo punto di vista più piccoli, rispetto ai mezzani e ai grandi della scuola materna, quelli già sgamati, che li prenderanno per mano e si sentiranno in diritto/dovere di sgridarli, se non si comporteranno bene.

Piccoli sono piccoli, ma anche loro hanno sperimentato gli elementi della natura del progetto dell’anno: hanno fatto volare piume, palloncini, girandole, foglie secche e bolle di sapone , imparando che l’aria li faceva muovere: il vento, il loro soffio, o quello di un ventilatore. Hanno fatto le nuvole. 






Hanno guardato un elemento familiare come l’acqua – e la neve – con occhi nuovi, e anche se si sono bagnati un po’, nessuno li ha sgridati.
Al fuoco non si sono avvicinati, per fortuna :-) ma anche loro hanno assistito al piccolo falò che i pompieri hanno acceso nel cortile. E in classe hanno osservato, silenziosi e a bocca aperta, le piccole fiammelle delle candele accese.

Si sono impiastricciati le mani con la terra, l’hanno toccata, paciugata, travasata e...hanno piantato i fagiolini!!




Hanno giocato, lavorato, bisticciato, colorato con pennelli, pennarelli e con le dita, hanno fatto vermicelli e formine con il pongo, hanno fatto travasi con qualunque materiale, hanno cantato, hanno imparato poesie, hanno ballato, hanno pianto e hanno riso, hanno imparato a riporre le loro cose nel proprio armadietto, a togliersi le calzine prima della nanna e infilarsi le scarpe per uscire, hanno dato abbracci e baci, qualche volta hanno anche dato spintoni o sottratto giocattoli, e sono stati sgridati. Hanno coccolato conchiglie per farle suonare, hanno giocato con cantalberi, scimmiette cicciccà e sono andati alla ricerca di respirasbuffo insieme a tamburelefanti, tartamaghe e flauccellini. 
E facendo tutte queste cose, sono diventati un pochino più grandi.


Cosa dite, hanno fatto abbastanza cose?
Glielo diamo il primissimo diploma?



sabato 28 maggio 2016

Riflessioni di una scuola sensibile

Cari amici, oggi è la Scuola che vi scrive. Proprio io, l’asilo. Quella casa grande che sta in Via della Conciliazione 3 e che accoglie i vostri bambini.
Sappiatelo, non sono solo una costruzione di mattoni, io ho anche un animo, sensibile per di più. 




Allora, l’altra sera sono venuti qui dei genitori nuovi (quasi tutti nuovi), perché c’era la riunione per i bambini che a settembre inizieranno la Scuola dell’Infanzia.
La sera dopo, sono venuti qui altri genitori nuovi (quasi tutti nuovi), perché stavolta c’era la riunione per i piccoli che a settembre inizieranno la Sezione Primavera.
Evviva!! Mi son detta. Altri bambini arrivano a rallegrare queste aule. Ero molto felice. Ho pensato che avrei dovuto fare una TO DO LIST per loro: comprare grembiulini e bavaglie, cucire contrassegni, riempire astucci di pennarelli a punta grossa, mettere il nome sui lenzuolini. Segnare l’appuntamento per l’incontro individuale.
Ma per fortuna ci hanno pensato le maestre, perché quando sono così contenta mi emoziono e poi mi dimentico.

E io ero molto felice. Dalla mia postazione da mamma chioccia, studiavo emozionata i genitori - emozionati anche loro - immaginandomi i bambini nuovi. Per settembre sarò prontissima, avrò già imparato tutti i nomi e accoglierò tutti i nuovi piccoli come se fossero i miei pulcini. Non vedo l’ora!

Solo che poi, di giorno, ho iniziato a sentire i bambini grandi fare le prove della canzone dei remigini. E io quando sento la canzone dei remigini piango sempre perché mi viene in mente che alcuni bambini andranno via.

Anche per i loro genitori forse ci sarebbe da fare una TO DO LIST (ripiegare i grembiulini e riporli da qualche parte, al riparo dalla polvere, chiudere le scatole piene di disegni e lavoretti, riordinare le foto, i CD, i DVD in modo da ritrovarli facilmente quando viene la nostalgia e li si vuole rivedere). Ma nessuno dice cosa fare, forse perché è un po’ triste dirlo.
E voglio che il tempo si fermi.

Io me li ricordo questi bambini che pochi pochissimi anni fa erano piccoli, così piccoli che a volte facevano ancora la pipì addosso, usavano il ciuccio, sapevano fare solo scarabocchi e facevano la nanna dopo pranzo con il loro orsacchiotto. E dico: ma come è potuto succedere che siano già diventati così grandi??
E i piccoli di adesso, chi potrebbe sospettare che tra pochi pochissimi anni saranno già abbastanza grandi per andare alla scuola elementare?

Insomma...come può accadere che tre anni passino alla velocità della luce??

Guardate me, sono qui da tempo immemore (108 anni per la precisione) e sono sempre io. Non sono mica cresciuta. Magari nel corso degli anni sono diventata più grande, e più bella. Sì, va bene, magari avrei bisogno di qualche ritocchino qua e là (ma diciamolo piano). Ma non mi sono mossa da qui, ci sono e ci sarò sempre. Che i bambini arrivino, stiano solo per un pò e poi vadano via è un’ingiustizia bella e buona.
No perché io mi affeziono.

Vorrei che rimanessero tutti.

Però, quando qualcuno torna a salutare, negli anni successivi, vedo che è felice, anche se va a scuola ed è cresciuto.
Allora mi rassegno, e penso che è così che deve andare, e io tutti i miei bambini li terrò sempre nel cuore, e questa è una cosa bellissima.

Penso che nascere Scuola dell’Infanzia sia la cosa più bella che mi sia mai capitata.
Se rinasco, voglio rinascere Scuola dell’Infanzia, sempre qui, in via della Conciliazione 3. 

martedì 24 maggio 2016

GIOCHI (teatro inspired)



Sabato mattina i bambini grandi hanno mostrato ai genitori alcuni giochi che hanno imparato a fare durante i bellissimi venerdì di teatro.

Sabato all’ora di pranzo, quanti bambini stavano ripetendo a casa gli stessi giochi con fratelli/sorelle/genitori? :-)

I giochi teatrali prendevano spunto – spiega Lidia, la nostra bravissima insegnante di teatro – dal racconto di Leo Lionni “Federico”. 
Una storia che all’inizio ricorda quella della cicala e della formica: il topo Federico non lavora per raccogliere provviste per l’inverno, come invece fanno tutti gli altri. Lui se ne sta lì, e sogna. E invece, è una storia profondamente diversa da quella della cicala fannullona. Il sognare di Federico infatti è molto importante perché permetterà alla comunità dei topi di superare l’inverno, almeno al pari delle provviste.
Sulla storia del topo Federico si è costruito il laboratorio, e, in piccolo, si è strutturata la lezione aperta di sabato.

Federico che, anziché faticare come gli altri e correre da una parte all’altra per raccogliere provviste, ha la testa fra le nuvole: i bambini hanno imparato ad usare il corpo e l’espressione per camminare con aria sognante e spensierata sulle note di Forrest Gump Suite, che ancora di più li fa sembrare piume trasportate sognanti dall'aria. Hanno imparato anche ad essere dei topolini che si muovono frenetici e corrono impazziti per darsi da fare.

Federico che durante il buio inverno sa far vivere i colori caldi dell’estate: ogni colore ha la sua faccia, e i bambini hanno imparato a fare la faccia dei colori. Il gioco è UN DUE TRE STELLA A COLORI, che è come UN DUE TRE STELLA ma, in più, bisogna muoversi immedesimandosi nel colore deciso alla partenza, rivelando l’emozione che ogni colore rappresenta. Il grigio è triste e mogio, il giallo è allegro e pimpante, il nero è spaventoso. E loro, i bambini, sanno fare tutti i colori, con le espressioni del viso, i gesti e i movimenti. Più o meno... :-)

Federico che è capace di catturare il sole: immaginari raggi di sole cominciano a schizzare dalle manine dei bambini, passando da un bambino all’altro. Bisogna stare attenti e concentrati, avere prontezza di riflessi e immaginazione visiva coordinata e pronta per acchiappare le palline di sole invisibili che saettano qua e là, secondo traiettorie imprevedibili, neanche fossero il boccino d’oro del Quidditch.

Federico che saprebbe nascondersi anche in un deserto: i bambini hanno imparato a giocare a NASCONDINO MAGICO, che è come nascondino ma senza nascondigli, e a nascondersi quindi in loro stessi usando il proprio corpo, le mani, gli occhi, raggomitolandosi o stando in piedi, testa bassa, occhi chiusi, mento contro il petto. Chi sta sotto cerca i bambini nascosti, accettando di non vederli, può giocare con loro, può fare qualche piccolo dispetto, sdraiarcisi sopra, finché non li trova! Il potere dell’immaginazione può essere molto divertente, oltre che assolutamente straordinario! 

Federico che gioca con le parole, e poi però dice poesie senza parole: i bambini fanno il verso a Lidia, nelle parole, gesti ed espressioni. Lidia mima una poesia, e i bambini le vanno dietro (e qualcuno esclama, entusiasta: “ecco, è la poesia!!"). La poesia la conoscono solo loro e nonostante gli sforzi interpretativi nostri e la bravura loro, decifrarla è quasi impossibile. Quindi, eccola qua:

“Chi fa la neve, il prato, il ruscello?
Chi fa il tempo brutto oppure bello?
Chi dà colore alle rose e alle viole?
Chi accende la luna e il sole?

Quattro topini, azzurri di pelo,
che stanno lassù a guardarci dal cielo.

Uno fa il sole e l’aria leggera
e si chiama topino di Primavera.
Bouquets profumati...serenate,
ce li regala il topino dell’Estate.
Il topino dell’Autunno fa scialli e ricami
con foglie dorate strappate dai rami.
Il topino d’Inverno, purtroppo si sa,
ci dà questa fame...e il freddo che fa.

Le stagioni sono quattro. Ma a volte vorrei
che fossero sette, o cinque, o sei.”

E quando alla fine Lidia cerca di rimandare i bambini al loro posto, non c’e verso, perché i bambini, anziché ubbidire, ripetono gli ordini di Lidia: 
- Lidia “ora andate a posto” 
- Coro di bambini “ora andate a posto”
- Lidia: “bimbi, adesso basta!”
- Coro di bambini “bimbi, adesso basta!”
...eccetera eccetera 
(d’altronde questa è la regola di un gioco che potrebbe non finire mai) 
Ecco allora che solo il gatto, che dà la caccia a Federico, interviene e riesce a rimetterli in riga.

E il gioco finale di ogni bambino insieme a mamma o papà o nonna o nonno o fratello o sorella, è una bella prova di attenzione e agilità e nel caso delle coppie più dispettose, di contorsionismo di base, un “adesso ti faccio vedere io” divertente che unisce ogni coppia tramite un filo invisibile mano-occhi.

Grazie a Lidia Rusconi, che ha reso i venerdì di teatro dei giorni speciali, ha guidato i nostri figli in un percorso di scoperta della loro creatività e potenzialità artistica, e li ha fatti divertire in un’avventura magica, stimolante ed emozionante.

domenica 8 maggio 2016

Mother's day

Bene, è la festa della mamma.
Sì ma…come si festeggia la festa della mamma? Ai più questa domanda sembrerà assurda, ma qualcuno magari leggerà fino alla fine del post (per scoprire forse che è effettivamente assurda, eh).

Allora, vediamo: l’essere mamma (così come l’essere papà o nonni fino ai gradi più lontani di parentela) non è uno stato in sé; è un rapporto, una relazione. Una mamma è sempre rispetto ai suoi figli *.

Ovviamente, direte voi. Eh ma mica è così scontato.
Per esempio, un po’ ci piacerebbe oggi dire: è la mia festa quindi io non cucino per nessuno. Me ne sto tranquilla a leggermi un libro e poi mi faccio un bel bagno rilassante, e non voglio sentir volare una mosca. Oppure dormo.


(credits: https://www.facebook.com/Babble)

Eh no, peccato, sarà per un’altra volta: mamma = relazione, ricordate? Quindi c’è poco da stare da sole tranquille, a maggior ragione oggi che è la festa di questa relazione.

Un bambino che vuole festeggiare la sua mamma non la lascerà tranquilla ma la seguirà affettuosamente, perché la mamma ha ragione d’essere in funzione sua. E sì, come ogni giorno, ve lo troverete in bagno con voi, con buona pace di tutti.
Quindi, come si festeggia la festa della mamma? Lasciando da parte il nostro libro, chiudendo il rubinetto della vasca e spadellando come al solito, con gli occhi, le orecchie e le braccia tese verso i nostri figli, se sono piccoli, oggi in particolare perché avranno da recitare la poesia che hanno imparato all’asilo, e da donarci quello che hanno realizzato per noi. E avranno abbracci da ricevere, non solo oggi, sempre.
(Se sono grandicelli, bè, in bocca al lupo.)


* C’è un’eccezione in realtà: quella delle nostre meravigliose insegnanti che sono anche le mamme dell’asilo dei nostri bambini. Loro sono mamme rispetto (anche, dove applicabile) ai figli degli altri. Quando ci sentiamo esasperate dal sessantesimo maaaammaaaaaaaa in un’ora pensiamo a loro, che si sentiranno chiamare sessanta volte all’ora, ma moltiplicato per 25 bambini.

(no dai, qui si esagera ;-) )

lunedì 11 aprile 2016

Festa di compleanno, vista dai bambini

Un frammento di whatsapp tra mamme:
- ...peccato che i nostri figli non riusciamo neanche a guardarli. E invece sarebbe così bello!!
- ...già...ma loro vedono noi!!!

ci ispira a scrivere della festa di ieri immaginandola dal punto di vista dei nostri figli.


I giorni prima...

E’ tutta la settimana che la mamma si dà da fare. Casa nostra è diventata affollata di cose, cartoncini, piantine, fiori, carta velina, sassolini, nastri, palloncini, prati di cartoncino e decorazioni che nemmeno a Natale. I miei amici dicono che anche nelle loro case sta succedendo qualcosa, chi parla di bustine colorate e semini piccoli e tondi che si infilano dappertutto, chi di palle di carta di giornale incollata e bagnaticcia dove bisogna metterci dentro qualcosa, ma nessuno sa cosa.
Insomma, è tutto in disordine...la mamma dice che ci sarà una festa di compleanno all'asilo.

Domenica 10 aprile...

E’ tutta la settimana che tormento la mamma perché voglio che sia già il giorno della festa, e finalmente oggi il gran giorno è arrivato: oggi andiamo all'asilo e vedrò i miei amici. Mangerò patatine, torte, caramelle, e ho sentito la mamma dire che ci sarà anche lo zucchero filato.
Andrò sulla nuova altalena e giocherò nel cortile. Oggi per fortuna è una bellissima giornata di sole.

Mamma è uscita prestissimo stamattina perché dovevano fare un altro banchetto di torte fuori dalla chiesa, come ieri. Ieri, che era sabato e non era ancora il giorno della festa, noi bambini ci siamo lo stesso divertiti un sacco a correre e giocare e gridare fuori dalla chiesa e alla Madonnina, anche se qualche volta i genitori ci dicevano di abbassare la voce, perché in chiesa c'era la messa. Questi siamo noi con don Giorgio, al banchetto delle torte. Possiamo stare su internet perché le mamme hanno detto “va bè, sono tutti figli nostri”, se no non si potrebbe:


Chissà chi ha comprato le torte che ho fatto con la mamma, quasi quasi le volevo comprare io. Quella che abbiamo comprato noi ieri l'ha fatta la Mari ed era buonissima.

Oggi, che è proprio il giorno della festa, mamma è tornata a prenderci a pranzo e siamo andati insieme all’asilo. Papà dopo viene anche lui.
Però all’asilo non c’era ancora nessuno.
Siamo scesi nel cortile, e ho scoperto che le mamme dovevano ancora finire di preparare, e allora noi bambini ci siamo messi a giocare. Una mamma ci ha detto che potevamo fare un bel gioco, raccogliere i sassolini che erano caduti sulle nuove piastrelle colorate. Lo abbiamo fatto per un po' ma in verità non ci sembrava così tanto un bel gioco...allora abbiamo smesso e una di loro ha tolto i sassolini con la scopa.
Chissà se hanno visto che dopo poco altri sassolini sono saltati sulle nuove piastrelle.

Poi sono arrivate tante persone, altri bambini, altri amici, e delle ragazze che si sono messe a giocare a palla, ed erano uguali alla Lory, e infatti erano le sue bambine, però un po’ grandi e con le trecce come quelle che la Lory fa a noi bambine dell’asilo nelle occasioni speciali. Poi il don Giorgio che è un signore proprio simpatico. E poi finalmente anche le maestre. I grandi ci hanno fatto mettere in riga con un nastro rosso in mano, poi invece hanno cambiato idea e abbiamo lasciato lì il nastro, e il don ha fatto un discorso. Noi bambini siamo la cosa più importante e siamo al centro di ogni cosa, e infatti ci ha fatto andare al centro del cortile (però proprio sopra la parte dove non si potrebbe andare perché c'è la terra), e i genitori e le maestre facevano un cerchio intorno a noi. E poi siamo andati anche noi in cerchio insieme a loro, e al centro è rimasto solo il don, e forse allora in quel momento era Gesù bambino la cosa più importante e infatti abbiamo detto un Ave Maria.
Poi ci siamo rimessi in fila  per tagliare il nastro, e si è offerto Luigi dei tigrotti, che dice che ci è abituato. Forse di nascosto da sua mamma taglia tutti i nastri di casa.
Però non sappiamo se era davvero così allenato perché il don lo ha dovuto aiutare. Ma forse era perché le forbici non tagliavano, perché gli hanno dato quelle per i piccoli, che lo sanno tutti che non tagliano.


Poi tutti hanno esultato perché il nastro è stato tagliato, e questo voleva dire che l’inaugurazione era stata fatta e che noi potevamo rimetterci a correre e giocare.
Però le mamme potevano pensarci prima perché ora siamo già un po’ grandi e quando diventeremo ancora più grandi non andremo più all’asilo e non potremo più usare l’altalena nuova. Però questo è colpa anche di Babbo Natale, perché anche lui poteva pensarci prima a regalarcela.

Avevamo appena ricominciato a giocare che siamo stati interrotti di nuovo perché le maestre hanno portato tutte insieme un tavolo con sopra qualcosa e lo hanno messo nel mezzo del cortile. Menomale che non c’era la pozzanghera come l’altro giorno perché se no tutte queste cose fatte proprio al centro del cortile bisognava farle di lato e forse diventavano meno importanti.

Sul tavolino c’erano:
una torta bellissima con sopra: un folletto quasi vero della Piccola Fabbrica di Babbo Natale, un’altalena però piccola, delle mascherine di carnevale, dei chupa-chups finti e una scritta che nessuno però ci ha letto.


E poi una torta gigantesca a forma di numero 1 alla nutella, di quelle che piacciono a noi. La torta era a forma di 1 perché gli amici dell’asilo hanno compiuto un anno. Però noi questi amici non li abbiamo mica visti, o forse erano tutte le persone che c'erano lì ma non siamo sicuri, e la torta ce la siamo mangiata noi.
Se siamo fortunati ne è avanzato anche un pezzetto per la merenda a scuola. 


Poi la Franci è comparsa con un grosso cartoncino dove abbiamo visto che c’erano incollati i fiori che abbiamo punteggiato noi bambini, e lo ha dato alle nostre mamme, e in realtà era una busta perché una mamma ci ha tirato fuori un foglio e quando le campane hanno smesso di suonare ha letto quello che c’era scritto, ma si sentiva poco anche senza campane.



Ma noi eravamo già impegnati di nuovo a giocare, e allora poi le mamme ci hanno inseguito per darci la torta.
Le nostre mamme erano impegnate anche loro, e non ci guardavano, ma intanto che giocavamo, un po’ le abbiamo sbirciate noi. E sembravano le mamme di tutti, un po’ come le maestre che sono le nostre mamme dell’asilo, perché facevano palloncini anche per gli altri bambini, e versavano da bere anche ai figli degli altri, aiutavano bambini che non eravamo noi, facevano zucchero filato e distribuivano fette di torta per tutti. 
Ma fa niente, perché tanto quando torniamo a casa la mia mamma è solo mia. 
E poi erano tutte allegre.
Ho chiesto alla mamma di guardarmi intanto che salivo dallo scivolo all'incontrario, che so che è una cosa che non si fa, ma ieri era una giornata speciale. Lei mi ha guardato intanto che lo facevo, mi ha sorriso e mi ha fatto "pollice su", anche se poi è tornata subito a fare tutto quello che doveva fare e non ha guardato più cosa facevo... 
(Poi però finita la festa le mamme hanno usato anche loro lo scivolo insieme a noi bambini, ma nel senso giusto, anche se non erano tanto capaci perché si incastravano un pò e non scendevano veloci come noi).

Abbiamo mangiato una fetta di torta, o due fette di due torte, o anche tre tanto ce le dava sempre una mamma diversa e nessuno teneva il conto, ed erano tutte buonissime. E insieme focaccia, pop corn e patatine, e zucchero filato che volava in giro e ci impiastricciava i capelli, ma anche le mamme erano impiastricciate quindi non potevano mica sgridarci!
Ci siamo fatti fare palloncini a forma di fiori, spade, cani, pesci, ali da farfalla, e un po’ li abbiamo fatti anche noi che oramai siamo diventati capaci, soprattutto a fare dei bellissimi TOPI VOLANTI!
C’era un bel po’ di confusione, ma un po’ era anche colpa nostra perché ci divertivamo come matti a scoppiare i palloncini saltandoci sopra.

Poi è successa una cosa divertentissima.
Le mamme hanno detto che bisognava andare tutti di nuovo al centro del cortile, e pensavamo che qualcuno dovesse parlare ancora e invece toh! c’era Francesca con una benda sugli occhi e un bastone in mano, e c’era una specie di palla di carta colorata e con i simboli delle sezioni appesa in alto su un ramo: si chiama pignatta. 


E Francesca voleva colpire questa palla con il bastone e noi gridavamo: Fran-ce-sca! Fran-ce-sca! Fran-ce-sca! E dopo qualche tentativo lei è riuscita a dare un colpetto. Poi hanno fatto la stessa cosa la Raffi e non aveva tanta mira, ma forse perché non vedeva nulla, la Marta, che però ci è sembrata un po’ pericolosa e infatti ci hanno fatto spostare un pò, la Franci maestra che ha aperto un buchino e sono cadute delle caramelle e una stella filante, e poi la Cri, che è stata la più forzuta perché ha rotto completamente la palla e sono uscite tante tante stelle filanti e caramelle, che noi così ci siamo riempiti le tasche. Ma forse ha vinto lei perché la pignatta era già malridotta.
Però la Sara e la Stefi non lo hanno potuto fare, ma si sono sbagliate perché dovevano mettersi in fila PRIMA della maestra Cri che ha vinto, e non DOPO, perché DOPO non c’era più niente da rompere.
Secondo noi le mamme dovevano fare una pignatta per ogni maestra, e magari già che c'erano anche almeno una per i bambini grandi, una per i mezzani e una per i piccoli, anche se una a testa sarebbe meglio.


Poi è successa un’altra cosa che ha fatto troppo ridere: una mamma ha spruzzato il vino addosso alle altre mamme, ma APPOSTA però, che è una cosa che secondo noi non si può fare di solito, e anche Camilla delle tartarughe che passava di lì è stata innaffiata!

Ad un certo punto la festa ha iniziato a finire, si capiva perché cominciava a fare freschino e qualcuno andava via, e le mamme si abbracciavano con le maestre.
Siamo rimasti in pochi a giocare nel nostro bel cortile intanto che le mamme pulivano e sistemavano. Le mamme vogliono sempre mettere tutto in ordine, per fortuna non hanno detto che dovevamo riordinare noi bambini, come succede a casa quando lasciamo in giro i giochi.
E poi di nuovo a giocare e correre sul sagrato, come ieri, con le nostre mamme che chiacchieravano al banchetto delle torte.
Solo che poi hanno tolto tutto, portato via i tavoli e smontato il gazebo che è quella cosa che faceva ombra alle torte ma non tanto.
Allora noi bambini ci siamo dovuti salutare, ma solo per andare a casa a cenare e dormire perché, una volta dormito, domani ci ritroviamo di nuovo all’asilo, tutti noi bambini, tutti noi amici.
E’ bellissimo avere degli amici così, e anche avere delle mamme così che anche se non ci guardano, fanno cose per cui le possiamo guardare noi.


Si ringraziano, in ordine sparso:
- per la torta con le decorazioni: Cristina, mamma di Leonardo, orsetto
- per la torta alla nutella a forma di 1 e il bellissimo pensiero di ringraziamento: le maestre e il personale della scuola, e i bambini naturalmente!
- per le foto: Stefano papà di Greta ex tartaruga e di Andrea, tartaruga anche lui e un ringraziamento particolare alla loro mamma Clara per la pignatta
- per le grafiche: Barbara mamma di Iacopo, orsetto
- per le torte da vendere: tutte le mamme, nonne, zie, ex cuoche, collaboratrici, mamme, papà, il panificio Civelli, le Delizie dell'Orto per la frutta e poi la mamma, la zia e la suocera della zia di Margherita, orsetta, per le famose e bellissime 20 torte
- per il prosecco: Balthazar
- Don Giorgio per essere intervenuto e per aver saputo farsi ascoltare e capire così bene dai bambini, e Don Luigi cui non è stato possibile partecipare ma che sarebbe venuto volentieri
- per la “pubblicità” in parrocchia: Chicca e Domenico
- per tutto il resto, sistemazione del cortile e copertura banchetto turni compresi: i nostri associati e volontari e amici AAA
- e infine, tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla ristrutturazione dell’area giochi. 
A tutti, grazie di cuore.