sabato 28 maggio 2016

Riflessioni di una scuola sensibile

Cari amici, oggi è la Scuola che vi scrive. Proprio io, l’asilo. Quella casa grande che sta in Via della Conciliazione 3 e che accoglie i vostri bambini.
Sappiatelo, non sono solo una costruzione di mattoni, io ho anche un animo, sensibile per di più. 




Allora, l’altra sera sono venuti qui dei genitori nuovi (quasi tutti nuovi), perché c’era la riunione per i bambini che a settembre inizieranno la Scuola dell’Infanzia.
La sera dopo, sono venuti qui altri genitori nuovi (quasi tutti nuovi), perché stavolta c’era la riunione per i piccoli che a settembre inizieranno la Sezione Primavera.
Evviva!! Mi son detta. Altri bambini arrivano a rallegrare queste aule. Ero molto felice. Ho pensato che avrei dovuto fare una TO DO LIST per loro: comprare grembiulini e bavaglie, cucire contrassegni, riempire astucci di pennarelli a punta grossa, mettere il nome sui lenzuolini. Segnare l’appuntamento per l’incontro individuale.
Ma per fortuna ci hanno pensato le maestre, perché quando sono così contenta mi emoziono e poi mi dimentico.

E io ero molto felice. Dalla mia postazione da mamma chioccia, studiavo emozionata i genitori - emozionati anche loro - immaginandomi i bambini nuovi. Per settembre sarò prontissima, avrò già imparato tutti i nomi e accoglierò tutti i nuovi piccoli come se fossero i miei pulcini. Non vedo l’ora!

Solo che poi, di giorno, ho iniziato a sentire i bambini grandi fare le prove della canzone dei remigini. E io quando sento la canzone dei remigini piango sempre perché mi viene in mente che alcuni bambini andranno via.

Anche per i loro genitori forse ci sarebbe da fare una TO DO LIST (ripiegare i grembiulini e riporli da qualche parte, al riparo dalla polvere, chiudere le scatole piene di disegni e lavoretti, riordinare le foto, i CD, i DVD in modo da ritrovarli facilmente quando viene la nostalgia e li si vuole rivedere). Ma nessuno dice cosa fare, forse perché è un po’ triste dirlo.
E voglio che il tempo si fermi.

Io me li ricordo questi bambini che pochi pochissimi anni fa erano piccoli, così piccoli che a volte facevano ancora la pipì addosso, usavano il ciuccio, sapevano fare solo scarabocchi e facevano la nanna dopo pranzo con il loro orsacchiotto. E dico: ma come è potuto succedere che siano già diventati così grandi??
E i piccoli di adesso, chi potrebbe sospettare che tra pochi pochissimi anni saranno già abbastanza grandi per andare alla scuola elementare?

Insomma...come può accadere che tre anni passino alla velocità della luce??

Guardate me, sono qui da tempo immemore (108 anni per la precisione) e sono sempre io. Non sono mica cresciuta. Magari nel corso degli anni sono diventata più grande, e più bella. Sì, va bene, magari avrei bisogno di qualche ritocchino qua e là (ma diciamolo piano). Ma non mi sono mossa da qui, ci sono e ci sarò sempre. Che i bambini arrivino, stiano solo per un pò e poi vadano via è un’ingiustizia bella e buona.
No perché io mi affeziono.

Vorrei che rimanessero tutti.

Però, quando qualcuno torna a salutare, negli anni successivi, vedo che è felice, anche se va a scuola ed è cresciuto.
Allora mi rassegno, e penso che è così che deve andare, e io tutti i miei bambini li terrò sempre nel cuore, e questa è una cosa bellissima.

Penso che nascere Scuola dell’Infanzia sia la cosa più bella che mi sia mai capitata.
Se rinasco, voglio rinascere Scuola dell’Infanzia, sempre qui, in via della Conciliazione 3. 

martedì 24 maggio 2016

GIOCHI (teatro inspired)



Sabato mattina i bambini grandi hanno mostrato ai genitori alcuni giochi che hanno imparato a fare durante i bellissimi venerdì di teatro.

Sabato all’ora di pranzo, quanti bambini stavano ripetendo a casa gli stessi giochi con fratelli/sorelle/genitori? :-)

I giochi teatrali prendevano spunto – spiega Lidia, la nostra bravissima insegnante di teatro – dal racconto di Leo Lionni “Federico”. 
Una storia che all’inizio ricorda quella della cicala e della formica: il topo Federico non lavora per raccogliere provviste per l’inverno, come invece fanno tutti gli altri. Lui se ne sta lì, e sogna. E invece, è una storia profondamente diversa da quella della cicala fannullona. Il sognare di Federico infatti è molto importante perché permetterà alla comunità dei topi di superare l’inverno, almeno al pari delle provviste.
Sulla storia del topo Federico si è costruito il laboratorio, e, in piccolo, si è strutturata la lezione aperta di sabato.

Federico che, anziché faticare come gli altri e correre da una parte all’altra per raccogliere provviste, ha la testa fra le nuvole: i bambini hanno imparato ad usare il corpo e l’espressione per camminare con aria sognante e spensierata sulle note di Forrest Gump Suite, che ancora di più li fa sembrare piume trasportate sognanti dall'aria. Hanno imparato anche ad essere dei topolini che si muovono frenetici e corrono impazziti per darsi da fare.

Federico che durante il buio inverno sa far vivere i colori caldi dell’estate: ogni colore ha la sua faccia, e i bambini hanno imparato a fare la faccia dei colori. Il gioco è UN DUE TRE STELLA A COLORI, che è come UN DUE TRE STELLA ma, in più, bisogna muoversi immedesimandosi nel colore deciso alla partenza, rivelando l’emozione che ogni colore rappresenta. Il grigio è triste e mogio, il giallo è allegro e pimpante, il nero è spaventoso. E loro, i bambini, sanno fare tutti i colori, con le espressioni del viso, i gesti e i movimenti. Più o meno... :-)

Federico che è capace di catturare il sole: immaginari raggi di sole cominciano a schizzare dalle manine dei bambini, passando da un bambino all’altro. Bisogna stare attenti e concentrati, avere prontezza di riflessi e immaginazione visiva coordinata e pronta per acchiappare le palline di sole invisibili che saettano qua e là, secondo traiettorie imprevedibili, neanche fossero il boccino d’oro del Quidditch.

Federico che saprebbe nascondersi anche in un deserto: i bambini hanno imparato a giocare a NASCONDINO MAGICO, che è come nascondino ma senza nascondigli, e a nascondersi quindi in loro stessi usando il proprio corpo, le mani, gli occhi, raggomitolandosi o stando in piedi, testa bassa, occhi chiusi, mento contro il petto. Chi sta sotto cerca i bambini nascosti, accettando di non vederli, può giocare con loro, può fare qualche piccolo dispetto, sdraiarcisi sopra, finché non li trova! Il potere dell’immaginazione può essere molto divertente, oltre che assolutamente straordinario! 

Federico che gioca con le parole, e poi però dice poesie senza parole: i bambini fanno il verso a Lidia, nelle parole, gesti ed espressioni. Lidia mima una poesia, e i bambini le vanno dietro (e qualcuno esclama, entusiasta: “ecco, è la poesia!!"). La poesia la conoscono solo loro e nonostante gli sforzi interpretativi nostri e la bravura loro, decifrarla è quasi impossibile. Quindi, eccola qua:

“Chi fa la neve, il prato, il ruscello?
Chi fa il tempo brutto oppure bello?
Chi dà colore alle rose e alle viole?
Chi accende la luna e il sole?

Quattro topini, azzurri di pelo,
che stanno lassù a guardarci dal cielo.

Uno fa il sole e l’aria leggera
e si chiama topino di Primavera.
Bouquets profumati...serenate,
ce li regala il topino dell’Estate.
Il topino dell’Autunno fa scialli e ricami
con foglie dorate strappate dai rami.
Il topino d’Inverno, purtroppo si sa,
ci dà questa fame...e il freddo che fa.

Le stagioni sono quattro. Ma a volte vorrei
che fossero sette, o cinque, o sei.”

E quando alla fine Lidia cerca di rimandare i bambini al loro posto, non c’e verso, perché i bambini, anziché ubbidire, ripetono gli ordini di Lidia: 
- Lidia “ora andate a posto” 
- Coro di bambini “ora andate a posto”
- Lidia: “bimbi, adesso basta!”
- Coro di bambini “bimbi, adesso basta!”
...eccetera eccetera 
(d’altronde questa è la regola di un gioco che potrebbe non finire mai) 
Ecco allora che solo il gatto, che dà la caccia a Federico, interviene e riesce a rimetterli in riga.

E il gioco finale di ogni bambino insieme a mamma o papà o nonna o nonno o fratello o sorella, è una bella prova di attenzione e agilità e nel caso delle coppie più dispettose, di contorsionismo di base, un “adesso ti faccio vedere io” divertente che unisce ogni coppia tramite un filo invisibile mano-occhi.

Grazie a Lidia Rusconi, che ha reso i venerdì di teatro dei giorni speciali, ha guidato i nostri figli in un percorso di scoperta della loro creatività e potenzialità artistica, e li ha fatti divertire in un’avventura magica, stimolante ed emozionante.

domenica 8 maggio 2016

Mother's day

Bene, è la festa della mamma.
Sì ma…come si festeggia la festa della mamma? Ai più questa domanda sembrerà assurda, ma qualcuno magari leggerà fino alla fine del post (per scoprire forse che è effettivamente assurda, eh).

Allora, vediamo: l’essere mamma (così come l’essere papà o nonni fino ai gradi più lontani di parentela) non è uno stato in sé; è un rapporto, una relazione. Una mamma è sempre rispetto ai suoi figli *.

Ovviamente, direte voi. Eh ma mica è così scontato.
Per esempio, un po’ ci piacerebbe oggi dire: è la mia festa quindi io non cucino per nessuno. Me ne sto tranquilla a leggermi un libro e poi mi faccio un bel bagno rilassante, e non voglio sentir volare una mosca. Oppure dormo.


(credits: https://www.facebook.com/Babble)

Eh no, peccato, sarà per un’altra volta: mamma = relazione, ricordate? Quindi c’è poco da stare da sole tranquille, a maggior ragione oggi che è la festa di questa relazione.

Un bambino che vuole festeggiare la sua mamma non la lascerà tranquilla ma la seguirà affettuosamente, perché la mamma ha ragione d’essere in funzione sua. E sì, come ogni giorno, ve lo troverete in bagno con voi, con buona pace di tutti.
Quindi, come si festeggia la festa della mamma? Lasciando da parte il nostro libro, chiudendo il rubinetto della vasca e spadellando come al solito, con gli occhi, le orecchie e le braccia tese verso i nostri figli, se sono piccoli, oggi in particolare perché avranno da recitare la poesia che hanno imparato all’asilo, e da donarci quello che hanno realizzato per noi. E avranno abbracci da ricevere, non solo oggi, sempre.
(Se sono grandicelli, bè, in bocca al lupo.)


* C’è un’eccezione in realtà: quella delle nostre meravigliose insegnanti che sono anche le mamme dell’asilo dei nostri bambini. Loro sono mamme rispetto (anche, dove applicabile) ai figli degli altri. Quando ci sentiamo esasperate dal sessantesimo maaaammaaaaaaaa in un’ora pensiamo a loro, che si sentiranno chiamare sessanta volte all’ora, ma moltiplicato per 25 bambini.

(no dai, qui si esagera ;-) )

lunedì 11 aprile 2016

Festa di compleanno, vista dai bambini

Un frammento di whatsapp tra mamme:
- ...peccato che i nostri figli non riusciamo neanche a guardarli. E invece sarebbe così bello!!
- ...già...ma loro vedono noi!!!

ci ispira a scrivere della festa di ieri immaginandola dal punto di vista dei nostri figli.


I giorni prima...

E’ tutta la settimana che la mamma si dà da fare. Casa nostra è diventata affollata di cose, cartoncini, piantine, fiori, carta velina, sassolini, nastri, palloncini, prati di cartoncino e decorazioni che nemmeno a Natale. I miei amici dicono che anche nelle loro case sta succedendo qualcosa, chi parla di bustine colorate e semini piccoli e tondi che si infilano dappertutto, chi di palle di carta di giornale incollata e bagnaticcia dove bisogna metterci dentro qualcosa, ma nessuno sa cosa.
Insomma, è tutto in disordine...la mamma dice che ci sarà una festa di compleanno all'asilo.

Domenica 10 aprile...

E’ tutta la settimana che tormento la mamma perché voglio che sia già il giorno della festa, e finalmente oggi il gran giorno è arrivato: oggi andiamo all'asilo e vedrò i miei amici. Mangerò patatine, torte, caramelle, e ho sentito la mamma dire che ci sarà anche lo zucchero filato.
Andrò sulla nuova altalena e giocherò nel cortile. Oggi per fortuna è una bellissima giornata di sole.

Mamma è uscita prestissimo stamattina perché dovevano fare un altro banchetto di torte fuori dalla chiesa, come ieri. Ieri, che era sabato e non era ancora il giorno della festa, noi bambini ci siamo lo stesso divertiti un sacco a correre e giocare e gridare fuori dalla chiesa e alla Madonnina, anche se qualche volta i genitori ci dicevano di abbassare la voce, perché in chiesa c'era la messa. Questi siamo noi con don Giorgio, al banchetto delle torte. Possiamo stare su internet perché le mamme hanno detto “va bè, sono tutti figli nostri”, se no non si potrebbe:


Chissà chi ha comprato le torte che ho fatto con la mamma, quasi quasi le volevo comprare io. Quella che abbiamo comprato noi ieri l'ha fatta la Mari ed era buonissima.

Oggi, che è proprio il giorno della festa, mamma è tornata a prenderci a pranzo e siamo andati insieme all’asilo. Papà dopo viene anche lui.
Però all’asilo non c’era ancora nessuno.
Siamo scesi nel cortile, e ho scoperto che le mamme dovevano ancora finire di preparare, e allora noi bambini ci siamo messi a giocare. Una mamma ci ha detto che potevamo fare un bel gioco, raccogliere i sassolini che erano caduti sulle nuove piastrelle colorate. Lo abbiamo fatto per un po' ma in verità non ci sembrava così tanto un bel gioco...allora abbiamo smesso e una di loro ha tolto i sassolini con la scopa.
Chissà se hanno visto che dopo poco altri sassolini sono saltati sulle nuove piastrelle.

Poi sono arrivate tante persone, altri bambini, altri amici, e delle ragazze che si sono messe a giocare a palla, ed erano uguali alla Lory, e infatti erano le sue bambine, però un po’ grandi e con le trecce come quelle che la Lory fa a noi bambine dell’asilo nelle occasioni speciali. Poi il don Giorgio che è un signore proprio simpatico. E poi finalmente anche le maestre. I grandi ci hanno fatto mettere in riga con un nastro rosso in mano, poi invece hanno cambiato idea e abbiamo lasciato lì il nastro, e il don ha fatto un discorso. Noi bambini siamo la cosa più importante e siamo al centro di ogni cosa, e infatti ci ha fatto andare al centro del cortile (però proprio sopra la parte dove non si potrebbe andare perché c'è la terra), e i genitori e le maestre facevano un cerchio intorno a noi. E poi siamo andati anche noi in cerchio insieme a loro, e al centro è rimasto solo il don, e forse allora in quel momento era Gesù bambino la cosa più importante e infatti abbiamo detto un Ave Maria.
Poi ci siamo rimessi in fila  per tagliare il nastro, e si è offerto Luigi dei tigrotti, che dice che ci è abituato. Forse di nascosto da sua mamma taglia tutti i nastri di casa.
Però non sappiamo se era davvero così allenato perché il don lo ha dovuto aiutare. Ma forse era perché le forbici non tagliavano, perché gli hanno dato quelle per i piccoli, che lo sanno tutti che non tagliano.


Poi tutti hanno esultato perché il nastro è stato tagliato, e questo voleva dire che l’inaugurazione era stata fatta e che noi potevamo rimetterci a correre e giocare.
Però le mamme potevano pensarci prima perché ora siamo già un po’ grandi e quando diventeremo ancora più grandi non andremo più all’asilo e non potremo più usare l’altalena nuova. Però questo è colpa anche di Babbo Natale, perché anche lui poteva pensarci prima a regalarcela.

Avevamo appena ricominciato a giocare che siamo stati interrotti di nuovo perché le maestre hanno portato tutte insieme un tavolo con sopra qualcosa e lo hanno messo nel mezzo del cortile. Menomale che non c’era la pozzanghera come l’altro giorno perché se no tutte queste cose fatte proprio al centro del cortile bisognava farle di lato e forse diventavano meno importanti.

Sul tavolino c’erano:
una torta bellissima con sopra: un folletto quasi vero della Piccola Fabbrica di Babbo Natale, un’altalena però piccola, delle mascherine di carnevale, dei chupa-chups finti e una scritta che nessuno però ci ha letto.


E poi una torta gigantesca a forma di numero 1 alla nutella, di quelle che piacciono a noi. La torta era a forma di 1 perché gli amici dell’asilo hanno compiuto un anno. Però noi questi amici non li abbiamo mica visti, o forse erano tutte le persone che c'erano lì ma non siamo sicuri, e la torta ce la siamo mangiata noi.
Se siamo fortunati ne è avanzato anche un pezzetto per la merenda a scuola. 


Poi la Franci è comparsa con un grosso cartoncino dove abbiamo visto che c’erano incollati i fiori che abbiamo punteggiato noi bambini, e lo ha dato alle nostre mamme, e in realtà era una busta perché una mamma ci ha tirato fuori un foglio e quando le campane hanno smesso di suonare ha letto quello che c’era scritto, ma si sentiva poco anche senza campane.



Ma noi eravamo già impegnati di nuovo a giocare, e allora poi le mamme ci hanno inseguito per darci la torta.
Le nostre mamme erano impegnate anche loro, e non ci guardavano, ma intanto che giocavamo, un po’ le abbiamo sbirciate noi. E sembravano le mamme di tutti, un po’ come le maestre che sono le nostre mamme dell’asilo, perché facevano palloncini anche per gli altri bambini, e versavano da bere anche ai figli degli altri, aiutavano bambini che non eravamo noi, facevano zucchero filato e distribuivano fette di torta per tutti. 
Ma fa niente, perché tanto quando torniamo a casa la mia mamma è solo mia. 
E poi erano tutte allegre.
Ho chiesto alla mamma di guardarmi intanto che salivo dallo scivolo all'incontrario, che so che è una cosa che non si fa, ma ieri era una giornata speciale. Lei mi ha guardato intanto che lo facevo, mi ha sorriso e mi ha fatto "pollice su", anche se poi è tornata subito a fare tutto quello che doveva fare e non ha guardato più cosa facevo... 
(Poi però finita la festa le mamme hanno usato anche loro lo scivolo insieme a noi bambini, ma nel senso giusto, anche se non erano tanto capaci perché si incastravano un pò e non scendevano veloci come noi).

Abbiamo mangiato una fetta di torta, o due fette di due torte, o anche tre tanto ce le dava sempre una mamma diversa e nessuno teneva il conto, ed erano tutte buonissime. E insieme focaccia, pop corn e patatine, e zucchero filato che volava in giro e ci impiastricciava i capelli, ma anche le mamme erano impiastricciate quindi non potevano mica sgridarci!
Ci siamo fatti fare palloncini a forma di fiori, spade, cani, pesci, ali da farfalla, e un po’ li abbiamo fatti anche noi che oramai siamo diventati capaci, soprattutto a fare dei bellissimi TOPI VOLANTI!
C’era un bel po’ di confusione, ma un po’ era anche colpa nostra perché ci divertivamo come matti a scoppiare i palloncini saltandoci sopra.

Poi è successa una cosa divertentissima.
Le mamme hanno detto che bisognava andare tutti di nuovo al centro del cortile, e pensavamo che qualcuno dovesse parlare ancora e invece toh! c’era Francesca con una benda sugli occhi e un bastone in mano, e c’era una specie di palla di carta colorata e con i simboli delle sezioni appesa in alto su un ramo: si chiama pignatta. 


E Francesca voleva colpire questa palla con il bastone e noi gridavamo: Fran-ce-sca! Fran-ce-sca! Fran-ce-sca! E dopo qualche tentativo lei è riuscita a dare un colpetto. Poi hanno fatto la stessa cosa la Raffi e non aveva tanta mira, ma forse perché non vedeva nulla, la Marta, che però ci è sembrata un po’ pericolosa e infatti ci hanno fatto spostare un pò, la Franci maestra che ha aperto un buchino e sono cadute delle caramelle e una stella filante, e poi la Cri, che è stata la più forzuta perché ha rotto completamente la palla e sono uscite tante tante stelle filanti e caramelle, che noi così ci siamo riempiti le tasche. Ma forse ha vinto lei perché la pignatta era già malridotta.
Però la Sara e la Stefi non lo hanno potuto fare, ma si sono sbagliate perché dovevano mettersi in fila PRIMA della maestra Cri che ha vinto, e non DOPO, perché DOPO non c’era più niente da rompere.
Secondo noi le mamme dovevano fare una pignatta per ogni maestra, e magari già che c'erano anche almeno una per i bambini grandi, una per i mezzani e una per i piccoli, anche se una a testa sarebbe meglio.


Poi è successa un’altra cosa che ha fatto troppo ridere: una mamma ha spruzzato il vino addosso alle altre mamme, ma APPOSTA però, che è una cosa che secondo noi non si può fare di solito, e anche Camilla delle tartarughe che passava di lì è stata innaffiata!

Ad un certo punto la festa ha iniziato a finire, si capiva perché cominciava a fare freschino e qualcuno andava via, e le mamme si abbracciavano con le maestre.
Siamo rimasti in pochi a giocare nel nostro bel cortile intanto che le mamme pulivano e sistemavano. Le mamme vogliono sempre mettere tutto in ordine, per fortuna non hanno detto che dovevamo riordinare noi bambini, come succede a casa quando lasciamo in giro i giochi.
E poi di nuovo a giocare e correre sul sagrato, come ieri, con le nostre mamme che chiacchieravano al banchetto delle torte.
Solo che poi hanno tolto tutto, portato via i tavoli e smontato il gazebo che è quella cosa che faceva ombra alle torte ma non tanto.
Allora noi bambini ci siamo dovuti salutare, ma solo per andare a casa a cenare e dormire perché, una volta dormito, domani ci ritroviamo di nuovo all’asilo, tutti noi bambini, tutti noi amici.
E’ bellissimo avere degli amici così, e anche avere delle mamme così che anche se non ci guardano, fanno cose per cui le possiamo guardare noi.


Si ringraziano, in ordine sparso:
- per la torta con le decorazioni: Cristina, mamma di Leonardo, orsetto
- per la torta alla nutella a forma di 1 e il bellissimo pensiero di ringraziamento: le maestre e il personale della scuola, e i bambini naturalmente!
- per le foto: Stefano papà di Greta ex tartaruga e di Andrea, tartaruga anche lui e un ringraziamento particolare alla loro mamma Clara per la pignatta
- per le grafiche: Barbara mamma di Iacopo, orsetto
- per le torte da vendere: tutte le mamme, nonne, zie, ex cuoche, collaboratrici, mamme, papà, il panificio Civelli, le Delizie dell'Orto per la frutta e poi la mamma, la zia e la suocera della zia di Margherita, orsetta, per le famose e bellissime 20 torte
- per il prosecco: Balthazar
- Don Giorgio per essere intervenuto e per aver saputo farsi ascoltare e capire così bene dai bambini, e Don Luigi cui non è stato possibile partecipare ma che sarebbe venuto volentieri
- per la “pubblicità” in parrocchia: Chicca e Domenico
- per tutto il resto, sistemazione del cortile e copertura banchetto turni compresi: i nostri associati e volontari e amici AAA
- e infine, tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla ristrutturazione dell’area giochi. 
A tutti, grazie di cuore.





giovedì 7 aprile 2016

C’è sempre qualcosa da FESTEGGIARE

Partiamo dalle tecniche di mindfulness ed esasperiamole un po’ - perché ci serve in questo caso – e diciamo che se facciamo attenzione, non solo possiamo trovare sempre qualcosa di bello di cui essere grati, ma possiamo anche trovare sempre un buon motivo per festeggiare.


Dunque: 
per vivere meglio, e con più consapevolezza, il must è tenere un diario dove annotare ogni giorno le cose belle che capitano. E’ difficile trovare cose belle anche nei giorni no, e in questo sta l’allenamento che dovrebbe aiutare a trovare equilibrio, positività e serenità. 

Noi tiriamo l’acqua al nostro mulino e vi invitiamo a trovare un buon motivo non solo per trovare cose belle, ma per trovare cose tanto belle da dover essere festeggiate.

Senza scomodare le cose più eclatanti, più scontate e più rare, quelle che capitano una volta all’anno o poche volte nella vita, come:
compleanni/anniversari/onomastici/lauree/battesimi/comunioni/cresime/matrimoni, festa della mamma/papà/nonni/bambini/cani/gatti/porcellini d’india, la squadra del cuore che vince il campionato, cambiare casa/lavoro/macchina, ecc,

si può festeggiare anche per le cose più inaspettate, semplici e teoricamente alla portata di tutti e in un giorno qualunque, tipo:
  • esaurire la montagna di cose da stirare
  • ritrovare il ciuccio perduto
  • scattare una foto casualmente perfetta
  • primo disegno antropomorfo del figlio duenne
  • concludere il giro cena-denti-pigiama-nanna dei figli in un tempo ragionevole
  • c’è il sole
  • fare una passeggiata
  • essere informati dalla maestra che oggi nostro figlio non ha picchiato nessuno 
  • tornare dalle vacanze di Pasqua e scoprire che il cortile dell’asilo è diventato più bello :-)
  • registrare successi nel processo di spannolinamento
  • arrivare in ufficio in orario
  • mio figlio ha imparato a pronunciare il suono "erre" o la parola "fucsia"
  • indossare un vestito nuovo
  • è caduto un dentino!
...e molte altre ancora.


E ogni volta che c’è un buon motivo per festeggiare, l’INDISPENSABILE è....avere un DOLCE!!

Quindi, segnatevi tutti i motivi per festeggiare che vi vengono in mente, passati, presenti e futuri, e procuratevi uno o più dolci adeguati.
Al banchetto delle torte ne troverete di tutti i gusti.
Mi raccomando, non mancate, venite numerosi e fate pubblicità!!


venerdì 25 marzo 2016

Un anno di noi: cose belle che abbiamo fatto


Un anno fa, di questi tempi, c'era un gran daffare per far nascere qualcosa di nuovo.
Ancora non sapevamo bene cosa avremmo fatto, e come. 
Ma sapevamo bene il perché: perché avevamo a cuore la nostra scuola, e tanto.

Ecco allora in che modo ci siamo dati da fare, dal 25 marzo 2015, data di nascita dell’Associazione Amici dell’Asilo, fino ad oggi.


Marzo-aprile 2015

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile abbiamo stampato, imbustato e distribuito circa 2.000 lettere, che hanno coperto le circa 2.000 famiglie di Casbeno. Le lettere facevano seguito alle iniziative di sensibilizzazione nei riguardi della comunità iniziate dalla scuola, nella persona del suo ex presidente e del suo ex vicepresidente. L’intento delle nostre lettere era di parlare alla comunità da genitori a genitori, sottolineando il valore umano della scuola e dando informazioni su come donare, volendo, un contributo.
La distribuzione delle lettere ha avuto il merito di sensibilizzare moltissimo la comunità, intervenuta con grande entusiasmo nelle giornate dell’11 e 12 aprile, quando sul sagrato della chiesa è stato allestito un coloratissimo e gustosissimo banchetto torte.
Durante questo evento l’Associazione ha ricevuto molte dimostrazioni di simpatia da parte della gente e ha raccolto le prime adesioni.





Maggio 2015

Avevamo bisogno di farci conoscere anche al di fuori di Casbeno. Per questo, parallelamente alla messa online del sito abbiamo realizzato una presentazione multimediale della scuola, pubblicata sul nostro nuovo canale YouTube, ed è stato aperto anche questo Blog.
Abbiamo fatto stampare diverse centinaia di pieghevoli della Scuola, e li abbiamo distribuiti in vari punti di affluenza per famiglie con bambini piccoli (ambulatori pediatrici, strutture sportive che organizzano corsi per bambini piccoli, negozi di articoli per l’infanzia, ecc).


Il 30 maggio si è svolto il 1° Trofeo Amici dell’Asilo, bella serata realizzata in collaborazione con alcuni papà della Scuola. L’evento è stato importante per dare un’immagine della Scuola positiva e propositiva e ha avuto un successo inaspettato.


Giugno 2015

Risalgono a questo mese il nostro aiuto dato in diverse occasioni, dalla lotteria alla festa di fine anno, la stampa di 150 magliette di Pinocchio (le famose Pinocchio Shirt), il riconoscimento com ONLUS (ricevuto il 12 giugno dal Registro Associazioni della Regione Lombardia), e il semplice ma bellissimo lancio di palloncini del 26 giugno, quando abbiamo regalato ai bambini, alle insegnanti, a Stefania e al personale un piccolo momento di festa esclusivo in vista della fine dell’anno scolastico. Il post di questo evento, che potete leggere a questo link, è stato il più letto nella storia di questo blog.




Durante le vacanze estive è stato posato il nuovo cancelletto d'ingresso, donato dall'Associazione. Un ex-papà dell’asilo ha offerto gratuitamente l’allacciamento elettrico e un nonno ha eseguito i lavori di tinteggiatura.


Settembre 2015

La prima settimana è stata intensissima. A cominciare dalla notte prima del primo giorno di scuola, quando abbiamo voluto dare il nostro personale benvenuto alla Sezione Primavera, decorando l’asilo di fiori (ecco il post), per continuare nei due giorni successivi con la festa di Casbeno Insieme, quando l’Associazione ha voluto dare un’immagine della scuola vivace e positiva, e grazie ad un’animatrice professionista e ai laboratori tenuti dagli associati ha fatto del cortile un punto di incontro e attività per i bambini. Potete leggere qui com'è andata.


Ottobre 2015

In occasione della manifestazione “Un Sorriso per il Ponte”, organizzata dalla Onlus “Il Ponte del Sorriso” nelle strade del centro città, l’associazione ha gestito un laboratorio di manipolazione di palloncini: il tema era insegnare ai bambini a manipolare i palloncini. Lo scopo era quello di supportare una realtà locale così importante e così vicina al mondo dei bambini, e di far conoscere il nostro asilo: durante l’evento sono stati distribuiti ai bambini che hanno partecipato al laboratorio 400 diplomi che pubblicizzavano la scuola. Se siete curiosi leggete qui!





Natale 2015

Il 21 e 22 novembre, in occasione della manifestazione natalizia lungo le vie di Casbeno, abbiamo allestito nel salone dell'asilo la Piccola Fabbrica di Babbo Natale, che ha avuto un grande successo presso bambini e adulti. Ecco qui il resoconto del progetto PFBN.

L'Associazione è stata poi la fornitrice ufficiale dei regali che Babbo Natale ha consegnato alle classi e alle insegnanti il 18 dicembre (altalena compresa!).


Gennaio-febbraio 2016

L'anno è iniziato con il corso di manovre salvavita pediatriche realizzato in collaborazione con il comitato locale della Croce Rossa di Varese.
Dopo l'annullamento, causa maltempo, della festa della Candelora, dove eravamo prontissime con le nostre attività di animazione per i bambini, la settimana dopo ci siamo rifatte con la festa di Carnevale, allestita per i nostri bambini nel salone dell'asilo.


Marzo 2016

Ed ora, eccoci qua, con un bel progetto in corso di realizzazione e due eventi in vista.
E speriamo tra un anno di poter elencare tante altre cose belle, e di poter realizzare altri progetti.

Intanto grazie a chi ci supporta/sopporta. Grazie di cuore. 
Vi inviteremo a festeggiare con noi, aspettatevi un invito a breve ;-)

martedì 22 marzo 2016

Che fine ha fatto l'altalena?

Come forse vi ricorderete, quando ha fatto visita ai bambini il 18 dicembre, Babbo Natale ha fatto trovare nel cortile un grosso scatolone impacchettato.
Lo scatolone riportava la figura di un’altalena con misure e istruzioni di montaggio.

Solo che noi abbiamo pensato: certo che prima di montare una nuova altalena potremmo mettere una pavimentazione antitrauma.
E poi: già che ci siamo la pavimentazione antitrauma sarebbe da mettere anche sotto agli scivoli esistenti.
E poi ancora: lo scivolo a ponte, così bello, andrebbe però un attimino sistemato. 

E anche: magari se si potessero limitare gli allagamenti quando piove...
Ok, vediamo un pò cosa si può fare.

E’ così che ci siamo un po’ dati da fare e senti questo, senti quest’altro, consulta da una parte, consulta dall’altra, progetta qui e progetta là, fai preventivi, modifica preventivi, alla fine siamo arrivati al dunque:


Però abbiamo bisogno di voi!

Se avete piacere a sostenerci e a partecipare, con una donazione di Euro 39,50 potrete finanziare l'acquisto e la posa di mq 1 di pavimentazione antitrauma, oppure con una qualsiasi offerta sarete comunque fautori di un progetto importante. 

Potete fare una donazione in busta chiusa che potrete consegnare alla vostra rappresentante di sezione oppure un bonifico bancario a favore di:

Associazione Amici dell'Asilo 
Conto corrente: IT30Y0521610801000000002012
Causale: donazione per ristrutturazione cortile asilo


Vi ricordiamo che le donazioni, fatte con metodi tracciabili (bonifico bancario) sono detraibili o deducibili, è sufficiente inviare una e-mail a: ass.amici.asilo.div.provv@gmail.com con copia dell’ordine di bonifico, nome e cognome, indirizzo, C.F. e noi rilasceremo apposita ricevuta.

I lavori sono partiti e approfitteremo delle vacanze di Pasqua per limitare i disagi e, se tutto va bene (diciamolo sottovoce..), al rientro i bambini avranno una bella sorpresa!!