venerdì 2 febbraio 2018

Un giretto per le vie di Casbeno

Come molti di voi sanno, i bambini dell’asilo, nei giorni scorsi, si sono infilati giacca, sciarpa e berretto, sopra al berretto si sono messi il cappellino colorato e così, imbacuccati e colorati, sono usciti a fare un giro per le strade di Casbeno. 
Cosa facevano?



Facciamo un passo indietro:
un paio di settimane fa, una bella mattina, all’asilo è comparsa tutta una serie di cartelli.



Insieme, i bambini hanno trovato due lettere, una dell’uccellino Serafino e una dell’albero Dino. Ma non hanno trovato più Serafino.

Nella lettera, Serafino spiegava il motivo della sua scomparsa: Dino lo aveva mandato a cercare un posto dove poter vivere, e lui era andato girando per le strade di Casbeno e per i suoi negozi, nascondendosi in uno di questi. Lì aspettava, tenendo in serbo una sorpresa per quando i bambini lo avessero trovato!

Dino, dal canto suo, raccomandava ai bambini di stare attenti in giro per le strade e di allenarsi prima a scuola: proprio perché i bambini potessero esercitarsi, aveva trasformato la scuola riempiendola di cartelli e ai segnali stradali.

Facciamo un altro passo indietro: come molti di voi si ricorderanno, il progetto di quest’anno si intitola: “Una casa per Dino…nella Città Giardino!”
Il progetto vuole offrire ai bambini la possibilità di esplorare la nostra città, e per farlo vuole insegnare loro prima di tutto COME bisogna andare alla scoperta della città: ecco che entra in gioco l’educazione stradale, che, oltre ad essere un requisito di sicurezza per se stessi e per gli altri, diventa uno strumento per conoscere.


Naturalmente le cose devono avvenire a misura di bambino: ecco perché l’asilo, per primo, è diventato una città, con le sue strade, i suoi cartelli e le sue indicazioni. 





Che i bambini abbiano capito alla perfezione lo si vede subito: basta osservarli quando per prendere un corridoio una strada piuttosto che un’altra, fanno il giro della rotonda all’ingresso :-)


Ma torniamo a noi: nei giorni scorsi, quindi, i bambini in giro per le strade di Casbeno stavano mettendo in pratica quello che avevano imparato sull'educazione stradale, e stavano continuando ad imparare. Intanto facevano una specie di caccia al tesoro, alla ricerca di Serafino, che curioso com’è, chissà dove poteva essersi infilato.


Per fortuna i bambini hanno tenuto gli occhi bene aperti, e Serafino è stato ritrovato. 
E non era solo, con lui c’era una piantina, simbolo della nostra Città Giardino.


I bimbi hanno preso entrambi e li hanno riportati all’asilo:


Spoiler: ecco dov'era nascosto Serafino. 
Oltre ad aver ospitato il nostro uccellino, il signor Civelli ha contribuito ad accrescere l'esperienza dei bambini facendo loro visitare il suo laboratorio e dando indicazioni anche lui :-) ...


...e li ha salutati con un dolcetto! Ma grazie!!




mercoledì 31 gennaio 2018

OSPITI a pranzo...

Visto che il progetto dell'anno è un viaggio alla scoperta della nostra Città Giardino, era d'obbligo conoscere il "capo" della città, no?

Il nostro sindaco Davide Galimberti ha accettato volentieri il nostro invito e ieri è venuto a trovare i nostri bambini e ha pranzato con loro. Con lui, presente anche l'assessore ai Servizi Educativi Rossella Dimaggio.
     
Al di là di tutto, per i bambini conoscere il sindaco - in veste ufficiale con la fascia tricolore - è stato emozionante e importante. Erano gasatissimi ed entusiasti!
Le loro parole, dopo: "Grazie Signor Sindaco per la Sua venuta nel nostro asilo Divina Provvidenza, siamo stati molto contenti!"



Ecco alcune foto:

Chissà cosa si stanno raccontando!

Il pranzo: buona la pizza!

E dopo il pranzo, ci vuole un bel discorso!

Discorso del Sindaco ai bambini

I bambini non lo lasciano andare via!

Batti un cinque!

Insomma, si direbbe che il Sindaco e l'Assessore abbiano apprezzato il pranzo all'asilo (non potrebbe essere diversamente!!), e che i bambini abbiano apprezzato i loro ospiti e siano stati fieri di questo incontro.
Allora, signor sindaco, alla prossima ;-)


mercoledì 24 gennaio 2018

i TESORI del nostro asilo: passate parola!

Niente fa pubblicità come il passaparola: il passaparola è spontaneo, gratuito e a nessuno viene in tasca nulla. Chi lo fa, il passaparola, lo fa solo per spirito di condivisione. In fondo, siamo animali sociali, e il rapporto degli uni con gli altri è basato sulla fiducia, sempre e comunque. La fiducia negli altri è quello che permette al passaparola di funzionare, nel bene o nel male naturalmente.

Questo non è un post istituzionale dell'asilo, ma è un post scritto dai genitori, gente che non ha nessun interesse a non dire nient'altro che la verità e gente che non ha assolutamente nulla da guadagnare da quello che racconta.
I genitori dell'asilo non guadagnano nulla nemmeno dal girare con l'immagine dell'asilo sui propri profili di whatsapp e facebook, ma lo fanno di buon grado per spirito di condivisione di una cosa bella:




Tipica schermata whatsapp di questi giorni :-)

Ecco perché vale la pena di aver fiducia in quello che qui sta scritto, di soffermarcisi sopra, su questa voglia di condividere, e di leggere quello che ci sentiamo di raccontare. E oggi vi raccontiamo dei tesori che ci sono al nostro asilo.



Tesori sono le idee e i progetti. Ci sono progetti che restano nel cuore. Tutti affascinano i bambini. Sempre sono contenitori di tantissime attività e forieri di bellissime esperienze. Piera la mongolfiera con il suo giro del mondo. Pinocchio, che è davvero un bambino come noi! Enrica, la bellissima casa che ricicla, solo per citarne alcuni. E quest’anno l’albero Dino, con Serafino e Lulù.


Tesori sono i laboratori di teatro, ritmia, inglese, musica, logopedia; gli insegnamenti e le regole; le attività magiche e dolci sotto Natale e sempre, i lavoretti, i canti e le filastrocche.

Chi organizza e coordina tutto questo, facendolo filare alla perfezione, è un tesoro.

Tesori sono il tempo per la nanna, e quello per il gioco libero in salone o in cortile. Il tempo a misura di bambino, è un tesoro immenso.

La nostra bravissima cuoca è un tesoro. Quello che si mangia all’asilo è in assoluto ciò che di più buono c’è al mondo. Chi ha esperienza di lunga data, sa che anche a distanza di anni i bambini ricordano il risotto dell’asilo, le zucchine dell’asilo, il pesciolino dell’asilo come le maggiori prelibatezze del mondo. Ed è vero! Anche i genitori della Commissione Mensa lo confermano!

Tesori sono tutte le ragazze e donne meravigliose che fanno sì che la scuola sia il posto bello che è: pulito, ordinato, profumato e luminoso di sorrisi.

E il tesoro più grande, indiscusso, sono le insegnanti.
Delle maestre abbiamo parlato tante volte, basta cercare su questo blog i post con la tag “maestre” e lo vedrete da voi. Qui, per riassumere, possiamo ripetere che le maestre sono le mamme dell’asilo. Che, come l’amore delle mamme, anche l’amore delle maestre non si divide, ma si moltiplica. Più bambini ci sono, più amore c’è.
Ma possiamo dire anche che sono insegnanti disponibili, attente e rispettose di ogni bambino, con soluzioni per ogni situazione, e in grado di dispensare ai genitori preziosi consigli.
Possiamo dire che sono professioniste competenti, preparate e serie e che non smettono mai di imparare: seguono un programma continuo di aggiornamento che riguarda la didattica, le misure di primo soccorso e quelle di sicurezza.
Sono generose, accoglienti, entusiaste, fiduciose, empatiche e pazienti. Danno abbracci e danno coraggio, ai bambini come alle mamme. 
Nelle nostre case i bambini le tengono su un piedistallo, attribuendo loro lo status di fate, principesse, rock star.



Nelle nostre case le bambine, quando giocano “all’asilo”, fanno a gara per essere la maestra.

Le insegnanti sono il vero valore aggiunto dell’asilo, sono ciò che fa la differenza.

E noi, qui, non ci preoccupiamo di creare aspettative eccessive: tanto sappiamo che non verranno deluse.
Fidatevi!





Scuola dell’Infanzia Divina Provvidenza e Sezione Primavera
Via della Conciliazione 3
Casbeno (VARESE)
Tel: 0332-312147

sm.casbeno@libero.it

mercoledì 17 gennaio 2018

#dallanostrabiblioteca: i libri di gennaio

Ecco i primi tre libri dell'anno. Qui ne mettiamo solo tre, ma ricordatevi che nella nostra biblioteca ce ne sono tantissimi!!

"Cosa c’è dentro"


Apriamo la prima pagina di questo libricino e troviamo questo, che, per coincidenza, resta in tema con le casette del presepe e il progetto dell’anno:



Intanto che imparano i concetti di base (una cosa che sta dentro ad una cosa più grande) i bimbi si divertono a esplorare le cose nascoste. E poi, sappiamo bene che le finestrelle da aprire attirano i piccolissimi quasi quanto le scritte “non toccare” attraggono irresistibilmente i più grandicelli ;-)

Età: 2-3 anni


"Camilla e il suo orsetto"


Qualche volta i giocattoli rotti assumono un aspetto inquietante (vogliamo parlare delle Barbie senza testa?)
Camilla non vuole più il suo orsetto perché – dice  – lui quando la guarda è cattivo. Il poveretto, in realtà, ha solo perduto un occhio. Piuttosto, a guardarlo bene, pare che l’orsetto abbia un’aria triste, le fa notare la mamma. 



Quando provvidenzialmente l’occhio viene ricucito, tutto torna come prima.
Per quanto, a noi grandi, il rifiuto di orsetto possa sembrare ingiusto e discriminante, è naturale che i bambini si dispiacciano per Camilla, prima che per l’orsetto. Sta a noi, volendo, trarne un’occasione di insegnamento ;-)

Età: dai 4 anni


"Palmiro, cosa farai da grande?"


Questa è la storia di un papero in cerca della sua strada. Il papero si chiama Palmiro, e la storia racconta, in rima, che cerca però nel posto sbagliato e guardando l’esempio sbagliato: prova a volare come un'aquila, a nuotare come un pesce, a saltare come una rana. Ma un papero non vola come un'aquila, non nuota come un pesce, non salta come una rana. 


Solo quando il saggio grillo gli suggerirà di seguire il suo istinto, allora Palmiro troverà il suo posto nel mondo.

Insomma, vero ma anche no: va bene che non è il caso di giudicare un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi (per citare una di quelle frasi motivazionali che hanno tanto successo in rete) o, per stare nella storia, un papero dalla sua capacità di saltare, ma è anche vero che molte cose si possono imparare, o almeno ci si può provare, no?

Età: dai 5 anni

domenica 7 gennaio 2018

Dall'album dei ricordi dei presepi passati (2)


Domani si ricomincia! È tempo di ricominciare e di iniziare a mettere via.
Prima di richiudere il presepe in qualche scatolone e di portarsi a casa ognuno la propria casetta, aggiorniamo l'album dei ricordi dei presepi passati con le foto del presepe dell'anno scorso e di quello di quest'anno. 

2016 (progetto "ENRICA, LA CASA CHE RICICLA")






2017 (progetto "UNA CASA PER DINO, NELLA CITTA' GIARDINO")





Sarà un peccato non vederlo più all'ingresso. Menomale che almeno Dino resta con noi!


martedì 19 dicembre 2017

Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale...

Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, c’era ancora più allegria del solito.
Ogni tanto il chiassoso vociare della Fabbrica veniva momentaneamente zittito dall’esplodere di un’esclamazione improvvisa: Buoooon Nataleeeee! da un gruppetto di malcapitati assoldati da un elfo in incognito per... creare un po’ di scompiglio ... fare non si sa bene cosa ...coinvolgere nell’atmosfera festosa anche i grandi (grazie a Daniele, papà di Giorgio, delfino, per questa performance e attendiamo di capirci qualcosa di più!)

Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, c’era ancora più atmosfera del solito. Alberi innevati, un piccolo fuocherello per scaldare gli animaletti del bosco, e poi…vogliamo parlare della slitta? La slitta rossa, trainata da due renne, era l’attrazione magica per piccoli e grandi. Grazie a Luana, mamma di Jacopo, apina, per questa straordinaria sorpresa.






Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, sono venuti come sempre tantissimi bambini e tantissime bambine motivati ad essere dei super aiutanti di Babbo Natale. Per alcuni era già il terzo anno da piccoli aiutanti, per altri è stata una novità.



Simona due anni fa aveva chiesto un arco rosso con le frecce, ve la ricordate? Eccola di nuovo quest’anno, con la stessa parlantina e con una sorellina al seguito.

Anche Eloisa, che l’anno scorso era venuta da sola, quest’anno era accompagnata dalla sorellina Maria, piccola ma precisissima.

È tornato Stefano, amichevolmente chiamato Mr. NO, e però quest’anno con tutti i suoi NO gli veniva un po’ da ridere.

Poi c’era una testolina di capelli rossi, tutti diritti in testa, che un’elfa insistente ha chiesto e ottenuto più volte di poter accarezzare, vittima del fascino di tanta morbidezza. Erano i capelli di Lorenzo, che ha lavorato benissimo, sopportando stoicamente, e solo andando via, rassegnato, ha annunciato di non essere mica una pecorella!

Riccardo ha chiesto come facessimo noi elfe a sapere il suo nome. C’è sempre qualcuno che lo chiede, e sempre ai bambini brillano gli occhi a sentire le risposte: "noi Elfe siamo magiche. E poi Babbo Natale ci racconta tutto di voi."

Angelica all’inizio stava un pò sulle sue e forse non aveva tanta voglia, invece poi si è data da fare tantissimo.

Giorgio, Matteo e Thomas erano un trio inseparabile. Piccoli e dolcissimi, ma con idee chiare e con un uno spiccato senso di appartenenza alla loro piccola banda, si ispiravano, correggevano, consigliavano a vicenda. Ad un certo punto il discorso è stato più o meno così:
uno dei tre, rivolgendosi ad un altro del gruppetto: “tu sei più alto, quindi tu sei il capo e noi siamo i tuoi soldati”
elfa: “ma qui non ci sono capi né soldati, ci sono elfi e aiutanti di Babbo Natale”
un altro dei tre: “allora lui è Babbo Natale, dato che è più alto, e noi siamo i suoi aiutanti”
Perfetto, tutti e tre felici e soddisfatti. Ma che belli erano?

Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, un sacco di bambini ancora non avevano scritto la loro letterina (!), e così in tanti si sono affannati a scrivere la propria per poterla imbucare subito. La cassetta delle lettere si è riempita così di letterine piene di desideri.


Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, ad un certo punto e all’insaputa di tutti si è presentato…Babbo Natale. Alcuni bambini lo guardavano esterrefatti, altri avevano gli occhi lucidi e le guance rosse dall’emozione, altri sussurravano dubbiosi che non era mica il vero Babbo Natale, perché lui non si fa mai vedere. Però si guardavano bene dal dirlo ad alta voce.



Insomma, girano tante voci sull’arrivo di Babbo Natale alla Fabbrica, ma poi tutti hanno seguito senza fiatare il suo invito alla mini fiaccolata sul sagrato. ;-)

Quest’anno, alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale, sono state costruite tantissime casette, mangiatoie per gli uccellini (ma qualcuno le ha messe sotto ad un cespuglio in giardino per dare da mangiare ai ricci!) e tanti alberelli che potrebbero ripopolare il bosco del Campo dei Fiori.


Una mattina gelida e nevosa, una settimana dopo la Piccola Fabbrica di Babbo Natale, appoggiata su una vecchia cassetta della posta di una strada di Casbeno, c’era una casetta per gli uccellini, una di quelle rosse, con un pupazzo di ovatta su un lato e tanti pezzi di tessuto colorato a decorarla.
Evidentemente un Piccolo Aiutante di Babbo Natale ha deciso di fornire un riparo anche agli uccellini della strada.

E qualche giorno fa una consegna speciale ha fatto arrivare al borgo del Sacro Monte le decorazioni dei bambini. Andate a vederle, si trovano nel passaggio verso il museo Baroffio.



Anche quest’anno, visto quanto sono stati bravi i suoi aiutanti alla Piccola Fabbrica, Babbo Natale ci ha recapitato questo messaggio di ringraziamento, nonostante sia indaffaratissimo, com’è facile immaginare, con gli ultimi preparativi:



Ecco qua, non è bellissimo?

lunedì 11 dicembre 2017

#dallanostrabiblioteca: i libri di dicembre

Oggi vi presentiamo un libro invernale, due libri natalizi e un libro che non c’entra nulla ma che è saggio. 
Ecco il primo:

“NO”

Com’è quella storia che i bambini dicono sempre NO, e com’è che hanno una spiccata tendenza a ribattere e a fare il contrario di quello che viene loro detto? Qui in verità si parla di un orsetto, non di un bambino, ma la scena è sempre quella e lo scambio di battute tra mamma orsa e orsetto è ben noto:
“è ora di dormire” – “ma io non ho sonno”
“farà molto freddo” – “ma io non sento freddo”
“cadrà tanta neve” – “ma a me piace la neve”
Finché il cucciolo cede e si rifugia nella tana, ma solo perché la mamma senza di lui si sarebbe sentita molto sola. ;-)
Libro dolce e invernale da leggere abbracciati sotto una coperta.
Età: dai 2-3 anni



“Babbo Natale e le formiche”


Quante delle nostre case non sono, ahinoi, dotate di caminetto e quanti di noi non sanno proprio come fa Babbo Natale ad entrare e a lasciare i doni sotto l’albero?
Questo libro rivela delle possibilità. Oltre a caminetti inesistenti ci sono antenne fastidiose, animali che vengono in aiuto e un po’ di magia, oltre che disegni da “libro per bambini di una volta”.

Età: dai 4 anni


“Il Natale di Topo Tip”


Sapete quando ci si imbatte in qualcosa di fatto bene e di bello da vedere, e si è ispirati per farlo altrettanto bene? Di questi tempi, pinterest e instagram - da una certa età in poi - esprimono bene questa voglia, anche troppo. Ridimensionandoci ad un libro per bambini: ne “Il Natale di Topo Tip”, Topo Tip scrive – anzi no, non sa scrivere, quindi disegna – una letterina per Babbo Natale talmente semplice e bella che fa venire voglia di farla uguale, altrettanto bella, con gli stessi pastelli a cera che usa lui.


Topo Tip fa un pupazzo di neve che vien voglia di correre fuori, se solo ci fosse la neve, per farne uno uguale.
Topo Tip aspetta il Natale aiutando un uccellino in difficoltà. Aiutare gli uccellini in difficoltà non è quello che hanno fatto i bambini, più o meno, lavorando alla Piccola Fabbrica di Babbo Natale?
Insomma, un libro bello, buono e attuale, per aspettare il Natale insieme ai nostri piccoli.

Età: dai 2-3 anni


“Il succo della sapienza”


Il succo del titolo è proprio un succo. Il succo dei mandarini, per la precisione. Di fatti, sanno tutti che i mandarini (cinesi) sono molto saggi. La storia è quella di una damigiana piena di succo che viene trasportato dalla Cina fino a Mosca. Durante il viaggio rende sagge molte persone, finché per sbaglio viene rovesciato a terra. Quando si alza il sole e il succo comincia ad evaporare, a diventare saggio è nientemeno che il cielo di Mosca.
Questo cielo saggio fa piovere dopo la semina, fa brillare il sole quando la frutta deve maturare, butta giù un acquazzone quando deve spegnere un incendio nel bosco (!). Ma quando scoppia una bomba atomica, l’aria si spaventa e fugge nel mondo, disperdendosi in modo tale da limitarsi a qualche briciolo di saggezza qua e là.
Ecco perché oggi, per diventare saggi, non vale più bere il succo di mandarino, ma bisogna spremere la testa per far uscire il pensiero.

Età: dai 5 anni